CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 294/A

INTERROGAZIONE LEDDA - COCCO Daniele Secondo - UNALI - MANCA Pier Mario - ARBAU - AZARA - PERRA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di procedere alla revoca o modifica del decreto n. 22 del 10 settembre 2014.

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I sottoscritti,

premesso che:
- il decreto dell'assessore della sanità n. 22 del 10 settembre 2014, avente a oggetto "Profilassi vaccinale obbligatoria contro la febbre catarrale degli ovini. Adempimenti periodo 2014- 2015", stabilisce pesanti sanzioni a carico degli allevatori che si siano sottratti all'esecuzione dell'intero programma di vaccinazione, prevedendo sia la perdita al riconoscimento degli indennizzi previsti dalla legge per danni causati dal focolaio di malattia, sia una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 258,23 a un massimo euro 1.291,14;
- nel decreto, all'articolo 8, si prevede inoltre che il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, su richiesta della ASL competente debba procedere "all'emanazione di apposita ordinanza contingibile e urgente, al fine dell'effettuazione coattiva della profilassi vaccinale";
- si sono verificati diversi casi, anche recenti, in cui gli allevatori hanno fatto opposizione alla vaccinazione coattiva non per motivi velleitari, ma perché la profilassi avrebbe dovuto essere effettuata nel periodo in cui le pecore erano gravide o avevano appena partorito e sussistevano fondati timori sul verificarsi di gravi effetti collaterali;
- in particolare diverse aziende, molte nel Logudoro e Goceano, hanno rinunciato ai risarcimenti pur di non procedere alla vaccinazione, una scelta imprenditoriale fondata sull'accettazione del rischio di danno al proprio gregge, pur di non vaccinare pecore che pagano ancora oggi gli orrori di chi comanda i servizi veterinari;

considerato che:
- l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale aveva assunto precisi impegni sui tempi d'avvio della profilassi, che sarebbe dovuta partire la scorsa primavera dalle aree più colpite dall'epidemia del 2013;
- gli impegni assunti dall'Assessore sono stati disattesi e la campagna vaccinale 2014-2015 è partita ancora una volta con grave ritardo, non solo, ad aprile i vaccini non erano pronti, ma in diversi territori le vaccinazioni sono cominciate addirittura a settembre;
- in conseguenza dei ritardi molte aziende zootecniche si trovano costrette, in febbraio inoltrato, a sottoporre le greggi alla profilassi obbligatoria proprio nei mesi di maggior lattazione in cui si produce il maggior reddito dell'intera stagione produttiva;

evidenziato che:
- in questi giorni, ai sensi dell'articolo 8 del suddetto decreto, i servizi veterinari, gestiti dagli stessi responsabili che hanno consentito nel 2013 il dilagarsi della patologia e che ora hanno assunto veterinari avventizi per la campagna vaccinale, stanno chiedendo ai sindaci di emanare ordinanze che obbligano alla vaccinazione, misura di dubbia utilità perché la patologia si diffonde con la puntura di un insetto e la mancata vaccinazione espone la sola azienda coinvolta;
- l'aspetto pesantemente coercitivo del provvedimento emanato dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, che, mentre disattende i propri impegni riguardo ai tempi di avvio della profilassi obbligatoria, aspetto di fondamentale importanza per il mondo allevatoriale, riserva a tale mondo trattamenti fortemente punitivi per comportamenti conseguenti proprio al mancato rispetto dell'impegni assunti dall'Assessore riguardo i tempi di avvio della vaccinazione;
- la pastorizia sarda ha purtroppo dovuto subire, anche nel recente passato, politiche sanitarie regionali che hanno causato enormi perdite e danni irreversibili sull'intero patrimonio zootecnico regionale;
- il mondo agropastorale, portatore di cultura e tradizioni millenarie, che si tramandano di generazione in generazione e che hanno consentito alla nostra isola di conservare un patrimonio zootecnico unico al mondo per qualità e quantità, non deve essere costretto a subire passivamente decisioni prese nella splendida solitudine dei bunker assessoriali, ma essere protagonista attivo e responsabile delle scelte di politica agricola e sanitaria che lo riguardano,,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) se sia venuto a conoscenza degli ennesimi gravi problemi derivati agli allevatori sardi a seguito della gestione meramente burocratica del decreto n. 22 del 10 settembre 2014, provvedimento la cui revoca, o quantomeno sospensione, è manifestamente urgente e indifferibile;
2) quali azioni intenda avviare al fine di eliminare il perdurante crescente scollamento tra il mondo produttivo agropastorale e la gestione politico burocratica del settore, realizzando l'indispensabile interazione tra sistema sanitario regionale e organizzazioni di categoria e gli allevatori sardi;
3) se, alla luce di quanto esposto, non ritenga necessario procedere alla revoca immediata dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, anche a fronte della perdurante inerzia manifestata verso la gravissima situazione di caos e malcontento diffusi nel mondo agropastorale e non solo, e le reiterate richieste di intervento, rimaste inascoltate, di rappresentanti della maggioranza che governa la Regione.

Cagliari, 19 febbraio 2015