CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 303/A

INTERROGAZIONE COMANDINI - COCCO Pietro - COZZOLINO - DERIU - FORMA - LOTTO - MANCA Gavino - PINNA Rossella - SABATINI - TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di precarietà che ricade sull'aeroporto militare di Decimomannu.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'aeroporto militare, intitolato al Colonnello Pilota Giovanni Farina, medaglia d'oro al V.M. per essersi distinto nei cieli della Sardegna durante la 2A guerra mondiale, sorge tra i Comuni di Decimomannu, Decimoputzu, San Sperate e Villasor; l'attuale struttura nasce nel 1954 come base aeromarittima per l'Alleanza Atlantica, sull'area del vecchio campo di volo militare utilizzato durante la 2A guerra mondiale, le operazioni di bonifica e i lavori di allestimento furono completati con l'apporto di fondi NATO;
- l'Aeronautica militare acquisisce l'area disabitata della penisola di Capo Frasca da adibire a poligono aria suolo e Decimomannu diviene il luogo ideale per instaurarvi il primo degli "Air Weapons Training Instaflation" (AWTI) previsti dai piani NATO dell'epoca;
- nel corso del 1960 viene creato il GAF Detachment che da allora ha operato con continuità sull'aeroporto, provvedendo all'addestramento dei reparti di volo di tutte le forze armate tedesche, il primo rischieramento dei velivoli tedeschi risale al 24 settembre 1960 con un gruppo di F84F, con il compito di programmare, coordinare e dirigere le missioni del personale dell'Aeronautica militare impegnato ad acquisire un'alta professionalità nel tiro e nelle tattiche del combattimento aereo; dal 1998 la configurazione del reparto vede la presenza delle sole aeronautiche militari italiana e tedesca, le quali continuano le attività di addestramento con nuovi sistemi elettronici quali FA-ACMI, sistema nazionale che non prevede l'uso di armamento reale, ma esclusivamente di segnali elettronici, con enormi vantaggi addestrativi ed economici; per svolgere la propria attività il reparto impiega due radar di cui il primo assolve compiti anche di difesa aerea nazionale, il secondo assicura, attraverso il centro di controllo di avvicinamento, il servizio di controllo del traffico aereo a tutti i velivoli, civili e militari, in arrivo e partenza sia da Decimomannu che da Cagliari-Elmas e prossimamente anche Oristano-Fenosu; l'Italia e la Germania impiegano e condividono le strutture operative per l'addestramento, con oneri suddivisi al 50 per cento, sulla base di un accordo tecnico bilaterale, siglato dall'Aeronautica militare e dalla Luftwaffe, aeronautica tedesca, inoltre, entrambe le parti, hanno deciso di non rinunciare neanche in futuro al poligono di Decimomannu, così importante per l'addestramento degli equipaggi di volo;
- sull'aeroporto vengono periodicamente dislocati reparti e velivoli italiani e tedeschi, provenienti dalle rispettive basi, con frequenza bi-trisettimenale; sulla base anche l'industria aeronautica Alenia mantiene, da più di trenta anni, proprie strutture permanenti per garantire il supporto ai prototipi impegnati in cicli di prove; non manca la partecipazione di altre forze aeree che si addestrano, nelle strutture dell'AWTI, a seguito di temporanei accordi internazionali di cooperazione; vengono ospitate, inoltre, anche forze aeree di nazioni non partecipanti ai Patto Atlantico;

valutato che:
- tutto questo sistema riversa su tutto il territorio interessato, composto dai Comuni di Decimomannu, Uta, Villaspeciosa, Arbus, Assemini, Villasor e tante altre piccole realtà, un impatto economico e sociale non indifferente;
- attualmente i lavoratori, tra militari e civili, sono circa 1.200, per un giro di stipendi di circa 40 milioni di euro; inoltre operano circa 80 ditte esterne con circa 800 lavoratori della zona per un giro d'affari di circa 6 milioni di euro ed infine investimenti con contratti centralizzati per oltre 15 milioni di euro; dietro questi dati, che sembrano solo numeri, ci sono persone, famiglie;

appreso che nei giorni scorsi si è svolto, nell'aeroporto di Decimomannu, un vertice tra sindacati del personale civile e il delegato nazionale della rappresentanza del personale militare per fare il punto della situazione e, più precisamente, sulla possibile chiusura dell'aeroporto di Decimomannu, a seguito della volontà da parte dei tedeschi di abbandonare la struttura;

accertato che la decisione, da parte dei tedeschi, di abbandonare la struttura di Decimomannu sarebbe la conseguenza del prolungamento della chiusura delle attività dei poligoni per quattro mesi estivi anziché per i canonici due mesi, così come previsto dagli accordi tecnici tra Aeronautica militare italiana e la Luftwaffe;

considerato che la dismissione della struttura militare di Decimomannu avrebbe una ricaduta economica negativa senza pari, con le attività dirottate presso altre regioni italiane più ospitali, lasciando in Sardegna solo la crisi che già segna pesantemente tutto il territorio;

evidenziato che, in passato, scelte orientate verso la dismissione hanno portato solo alla desertificazione dei territori con un danno economico inestimabile;

affermato che con la giusta concertazione tra le parti interessate si potrebbe progettare un piano alternativo volto alla valorizzazione dell'intera struttura e l'ulteriore professionalizzazione del capitale umano, che preveda sì un piano di dimensionamento militare, ma affiancato da un serio progetto di riconversione civile;

al fine di trovare, in tempi brevi, una soluzione che metta d'accordo i vertici NATO, l'Aeronautica militare italiana, i Governi italiano e tedesco, e la Regione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali iniziative intenda intraprendere, con l'apporto delle istituzioni locali, dei sindacati, dell'Aeronautica militare italiana nonché della Luftwaffe, aereonautica tedesca, per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro, nonché la storica struttura dell'aeroporto militare di Decimomannu;
2) se non sia opportuno valutare la possibilità che si possa, attraverso un progetto condiviso con le parti, attuare un rilancio delle attività all'interno dell'aeroporto e contemporaneamente attivare un piano alternativo volto alla riconversione civile che veda protagonista la struttura militare di Decimomannu.

Cagliari, 26 febbraio 2015