CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 316/A

INTERROGAZIONE PERRA - ARBAU - AZARA - LEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla drammatica situazione in cui versano i 17.600 lavoratori della Sardegna che fruiscono della mobilità in deroga.

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I sottoscritti,

premesso che,
- in Sardegna, oltre 17.600 lavoratori sardi in indennità di mobilità in deroga hanno atteso oltre 15 mesi per aver ragione del saldo delle indennità di mobilità in deroga spettanti per l'annualità 2014;
- con il disegno di legge n. 83473 (lavoro economia) del 1° agosto 2014, con il quale sono state introdotte disposizioni più stringenti in materia di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, a far data del 1° settembre 2014, oltre 4 mila di questi lavoratori sono fuori dal circuito degli ammortizzatori sociali;
- con il disegno di legge n. 86486 del 4 dicembre 2014 si è provveduto ad assegnare alle Regioni e alle Province autonome ulteriori risorse finanziarie di cui, nello specifico, alla Sardegna 21.641,344 euro;
- successivamente, l'INPS ha provveduto a mettere in pagamento due mensilità per i lavoratori in mobilità in deroga relativamente ai mesi di gennaio e febbraio 2014;
- in data 5 febbraio 2015, l'INPS ha interrotto i pagamenti a causa dell'esaurimento dei fondi; ne è derivato che, allo stato attuale, solo il 40 per cento dei lavoratori aventi diritto sono stati pagati, il restante 60 per cento attende ancora oggi delle risposte;

considerato che:
- allo stato attuale, i 17.600 lavoratori in mobilità in deroga non risultano aver percepito le indennità relative all'anno 2014 e, in particolare, come previsto dal decreto interministeriale del 1° agosto, nelle modalità di cui all'articolo 3 lettere A e B dello stesso. Quindi 5 mesi più 3 per coloro che alla data di decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni anche non continuativi e 7 mesi più 3 per coloro che alla data di decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per un periodo inferiore ai tre anni. Nelle condizioni di cui alla lettera A dell'articolo 3 del decreto risultano esser oltre 4 mila dei 17.600 mila lavoratori, lasciando gli stessi privi di ogni forma di sostegno del reddito;
- si registra inoltre, ai danni dei lavoratori su citati, l'ennesima beffa legata all'applicazione di una tassazione IRPEF separata all'atto del pagamento delle due mensilità, ancora una volta, come se i ritardi nella ripartizione delle somme siano da loro dipesi;

sottolineato il consistente rischio che le nuove disposizioni determinino un aggravio della già drammatica crisi occupazionale per la Sardegna, territorio che registra tassi di disoccupazione superiore a quelli medi nazionali e allarmanti per la tenuta economica e sociale; nei mesi scorsi, la Regione ha annunciato un piano flexicurity di 27 milioni di euro destinato ai 4 mila lavoratori,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:
1) quali procedure tecniche intendano adottare per risolvere la drammatica situazione in cui versano i 17.600 lavoratori della Sardegna che aspettano da 15 mesi di incassare quanto loro dovuto e, soprattutto, entro quali termini, con certezza, saranno disponibili tali fondi;
2) quali procedure tecniche intendano, altresì, adottare per scongiurare l'applicazione della tassazione IRPEF al 23 per cento anche sulle mensilità del 2014, posto che allo stato attuale si attende lo sblocco delle somme che consentano di porre a saldo l'intera somma a credito;
3) come s'intenda, all'interno di una risposta più generalizzata sull'aumento della disoccupazione nel nostro Paese, intervenire, in raccordo con le istituzioni locali, nella Regione che ha raggiunto, nel 2014, il traguardo negativo del 18 per cento di senza lavoro e che, in mancanza di un piano di rilancio economico complessivo dell'isola, a partire dalle risorse naturali della stessa, rischia di precipitare in una profonda crisi sociale.

Cagliari, 12 marzo 2015