CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 322/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alla discriminazione alimentare ai danni della Sardegna, con il divieto di esportazione delle carni suine e impedimento alla degustazione del tradizionale maialetto sardo, in occasione di Expo 2015.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, si terrà a Milano la rassegna Expo 2015, l'Esposizione universale, che l'Italia ospiterà, con un richiamo di turisti da tutto il mondo;
- il tema portante della grande manifestazione è "Nutrire il pianeta. Energia per la vita";
- sarà il più grande evento mai realizzato sull'alimentazione e sulla nutrizione;
- per sei mesi, Milano diventerà la vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare risposta a un'esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri; una piattaforma sull'alimentazione, che metterà a confronto centinaia di realtà diverse tra di loro con le proprie tradizioni e tipicità;

accertato che, in coincidenza dell'occasione, sarà possibile importare, in accordo con le specifiche procedure che verranno messe in atto dall'Italia, alimenti di origine animale provenienti da Paesi extra-Ue, anche se non conformi con i requisiti sanitari europei, a condizione che quegli alimenti siano destinati a essere consumati esclusivamente nell'ambito dell'Expo;

rilevato che:
- dunque, all'Expo di Milano, dove il cibo sarà protagonista, si rischia di assistere a un paradosso senza nessuna logica: si potranno, infatti, degustare i piatti a base di coccodrillo dello Zimbabwe, ma non la carne di maiale made in Sardinia;
- tutto è legato al morbo della peste suina che, da decenni, limita fortemente la circolazione di carni suine fuori dall'Isola, portando a divieti connessi alla polizia sanitaria;
- il Ministero della salute ha, infatti, disposto il divieto di importazione di maialetti e salumi sardi;
- sarebbe un "danno" per l'Isola, se il Ministero della salute continuasse a vietare il suino sardo ai milioni di visitatori che, dal prossimo primo maggio, sbarcheranno a Milano all'Expo;
- si tratterebbe dell'ennesimo schiaffo all'identità e alle tradizioni isolane, visto che, nel corso del meeting, dedicato principalmente al cibo, sarà possibile assaggiare persino piatti con leccornie come scarafaggi o altri insetti;

valutato che:
- peraltro, la peste suina africana (PSA) è una malattia altamente contagiosa dei suini domestici e selvatici, non trasmissibile all'uomo, provocata da un virus a DNA, genere asfavirus, appartenente alla famiglia degli asfaviridae;
- la direttiva 2002/99/CE del Consiglio del 16 dicembre 2002 stabilisce che, relativamente alla peste suina africana, un trattamento di fermentazione e di stagionatura naturali di almeno 190 giorni per i prosciutti sia sufficiente per eliminare qualsiasi rischio specifico derivante dalla malattia;
- la disposizione succitata, dunque, permette che prosciutti così trattati possano essere prodotti, trasformati e distribuiti anche se provenienti da un territorio, come attualmente è quello della Sardegna, soggetto a restrizioni per motivi di polizia sanitaria;

annotato che:
- con la direttiva 2005/363/CE del 2 maggio 2005 e con le modifiche apportatevi dalla decisione 2011/852/UE del 15 dicembre 2011 si è modificata la situazione, con un inasprimento non giustificato da chiare evidenze scientifiche;
- con questi mutamenti in Sardegna non è attualmente possibile, in nessun caso, lavorare e esportare prosciutti di carne suina proveniente da allevamenti sardi, anche se sottoposti a un trattamento di fermentazione e di stagionatura naturali di almeno 190 giorni;
- una condizione di embargo che sta provocando ingenti danni economici ai singoli operatori e all'economia della nostra Isola;

dato atto che la Sardegna sta fronteggiando, con misure mirate, la situazione che impone di prevenire la peste suina africana, con l'eradicazione del virus, anche mediante una collaborazione con il Ministero della salute;

appreso che:
- è scientificamente provato che il virus non è presente nelle carni suine trattate termicamente (i cosiddetti "suini termizzati") e in quelle sottoposte a trattamento di fermentazione e stagionatura naturali di almeno 190 giorni;
- appare, quindi, davvero assurdo che il divieto riguardi anche la presenza dei prodotti suinicoli sardi all'Expo di Milano dove, invece, grazie a una deroga specifica, saranno presenti prodotti provenienti da aree extra europee che, normalmente, non si possono importare in Europa, in quanto i Paesi di provenienza hanno normative ritenute non in linea con i requisiti sanitari richiesti dalle nostre legislazioni;

constatato che, dunque, le carni suine trattate termicamente ("suini termizzati") non presentano pericoli connessi alla peste suina africana;

osservato che, peraltro, esistono già gli strumenti per rispondere alle garanzie di tipo igienico sanitario, tutelando la sicurezza alimentare, visto che si compiono già controlli rigorosi e si possono adottare modalità tali, già previste, per trasportare e movimentare i prodotti e non farli mancare in una vetrina così importante di rilievo internazionale;

sottolineato che:
- le stesse associazioni di categoria del settore agricolo si sono ribellate contro questo possibile divieto, considerato che appare del tutto illogico che per l'Expo venga concessa una deroga al divieto di importare carni extra europee da Paesi con normative ritenute non in linea con i requisiti sanitari richiesti dall'Europa e, allo stesso tempo, si neghi alle carni suine sarde trattate termicamente (i cosiddetti " suini termizzati") di arrivare nel Padiglione Italia a Milano;
- è, dunque, opportuno un intervento del Ministro della salute atto a togliere l'embargo verso le carni suine isolane;

rimarcato che:
- quindi, la discriminazione suddetta, con il divieto della degustazione di maialetti e salsiccia sarda, appare ingiusta e assurda;
- occorre, quindi, rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la movimentazione delle carni suine dall'Isola, in occasione di un evento di richiamo internazionale, perché si scongiuri l'ennesima beffa ai danni delle tradizioni isolane durante l'Expo,

chiede di interrogare il Presidente della Regione:
1) per valutare la possibilità, attraverso l'immediato confronto con il Ministero della salute, di una limitazione alla circolazione di carni suine fuori dall'Isola, consentendo l'esportazione in concomitanza dell'Expo;
2) per assicurare che i prodotti a base di carni suine sarde, trattati termicamente, vengano introdotti e consumati nell'ambito dell'Esposizione universale, utilizzando, peraltro, lo stesso sistema sopra ricordato anche nel rispetto delle normative;
3) se non si intenda attivare una concertazione con il Ministro per attivare procedure simili a quelle previste per i prodotti alimentari dei Paesi extra Unione europea;
4) per evitare l'ennesimo schiaffo alle tradizioni e all'identità della Sardegna, che verrebbe messa da parte nel rappresentare i suoi usi e costumi agroalimentari, a differenza di altri Paesi extra europei che potranno portare, perfino, insetti per alcune degustazioni;
5) per rimuovere una discriminazione che appare illogica e produrrebbe danni enormi verso le oltre 8 mila aziende sarde che rispettano i requisiti di biosicurezza.

Cagliari, 17 marzo 2015