CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 323/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alla mancata erogazione della mobilità in deroga e degli ammortizzatori sociali spettanti ai lavoratori sardi.

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Il sottoscritto,

premesso che è sempre più preoccupante la situazione che vede coinvolti circa 17.600 lavoratori sardi in mobilità in deroga, che da oltre 15 mesi non percepiscono le indennità relative al 2014, con conseguenti gravi difficoltà socio-economiche;

accertato che per effetto dell'entrata in vigore del decreto di riforma degli ammortizzatori sociali (decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014), circa 4.000 dei 17.000 lavoratori, dal 1° settembre 2014, non sono più idonei alla percezione degli ammortizzatori sociali, in quanto sono stati modificati i criteri per la concessione dei contributi previdenziali in deroga alla normativa vigente, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto legge 21 maggio 2013, n. 54, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 luglio 2013, n. 8;

rilevato che con lo sblocco del decreto interministeriale n. 86486 del 4 dicembre 2014, all'articolo 1, si assegnano ulteriori risorse finanziarie alle regioni e alle province autonome per gli ammortizzatori sociali in deroga, pari a 503 milioni di euro, a valere sul Fondo sociale per l'occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, secondo il piano di riparto tra le regioni; complessivamente sono stati sbloccati 503 milioni di euro di cui alla Sardegna sono destinati 21 milioni e 641 mila euro che hanno consentito il pagamento di sole 2 mensilità 2014 - relative ai mesi di gennaio/febbraio, soddisfacendo a malapena il 40 per cento dei beneficiari; il restante 60 per cento attende tuttora di ricevere il pagamento delle somme suddette;

valutato che il Comitato lavoratori attivi Sardegna (Clas), lavoratori in mobilità in deroga, è impegnato attualmente per il riconoscimento dei diritti ai soggetti deboli finiti fuori dal circuito lavorativo, senza ricevere alcuna risposta in merito da parte della Regione; si segnala infatti l'immobilismo della Giunta regionale sarda, ed in particolare dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale in relazione alla disastrosa situazione dei lavoratori in mobilità;

annotato che la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga è riconosciuta per la gestione delle situazioni derivanti dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del Paese, al fine di garantire ai lavoratori un adeguato livello di sopravvivenza; in questo contesto di profonda crisi che colpisce violentemente l'Italia, si rammenta che la Sardegna ha un tasso di disoccupazione più alto della media nazionale, un primato davvero poco invidiabile, che dovrebbe portare a misure di sostegno al reddito efficaci ed efficienti;

osservato che lo stato di difficoltà ed emergenza appare aver toccato limiti da primato in particolare nel Sulcis Iglesiente, dove si contano oltre 30.000 disoccupati e in cui le nuove generazioni sono destinate all'emigrazione, per trovare una prima occupazione; la crisi e le condizioni di mercato italiane sfavorevoli, hanno colpito alcune fabbriche della zona e hanno incentivato altre a destinare gli investimenti diretti altrove; si citino solo i casi di Eurallumina, Alcoa, Portovesme Srl e Otefail, senza dimenticare la Rockwool; diversi lavoratori sono stati costretti ad abbandonare il mondo del lavoro, senza che si abbia nessun supporto economico per le loro famiglie;

dato atto che sono dunque urgenti azioni atte a garantire il sostegno al reddito per queste famiglie e occorre, inoltre, discutere di interventi seri per il reinserimento dei lavoratori nel mondo professionale, in quanto queste persone, rappresentano per la Sardegna intera uno stock di risorse disponibili, che potrebbero collaborare per la rinascita della nostra Isola; si proceda quindi al rinnovo dei progetti affinché i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali vengano utilizzati in mansioni di pubblica utilità, per rendere loro la dignità conferita dal ruolo sociale e dal lavoro;

constatato che appare opportuno porre in essere azioni di sollecito concreto al Ministero del lavoro e al Governo affinché avvenga lo sblocco delle risorse rimanenti e il saldo definitivo dei pagamenti 2014 senza ulteriori rinvii;

rimarcato che, pur condividendo le preoccupazioni dei lavoratori del settore tessile, è sbagliato affermare che siano 1.000 i lavoratori esclusi nel 2015 dalla mobilità in deroga; essi infatti sono circa 4.000 nel 2014 e a loro si aggiungono gli oltre 3.000 che escono nel 2015; appare quindi necessario un intervento immediato per mettere la parola fine ai disagi ed alle difficoltà economiche di tantissime famiglie, senza reddito a causa della chiusura delle realtà produttive e della mancanza di ammortizzatori sociali,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale:
1) per valutare la possibilità di porre fine a questo stato di disagio e malessere dei lavoratori finiti fuori dal ciclo lavorativo, ponendo in essere azioni mirate a garantire il sostegno al reddito per queste persone fuoriuscite dal circuito degli ammortizzatori sociali;
2) per sapere se sia possibile utilizzare i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali in lavori di pubblica utilità, per rendere loro la dignità che esercita l'attività lavorativa;
3) perché si provveda a sollecitare concretamente il Ministero del lavoro e il Governo affinché avvenga lo sblocco delle risorse rimanenti e si ponga in essere la definitiva chiusura dei pagamenti 2014 senza ulteriori rinvii;
4) per verificare la possibilità di convocare un tavolo con il Governo perché si sblocchino le risorse destinate ai lavoratori che usciranno dal ciclo produttivo nel 2015, con altri 3.000 lavoratori che sono a forte rischio.

Cagliari, 17 marzo 2015