CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 332/A

INTERROGAZIONE ARBAU - AZARA - LEDDA - PERRA - COLLU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di scongiurare l'annunciata chiusura della sede di Sanluri dell'Unità di ricerca del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, unica articolazione territoriale del CRA in Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con il decreto del Presidente della Repubblica n. 454 del 1999 è stato istituito il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), che ha acquisito personale e patrimonio degli ex Istituti di ricerca e sperimentazione agraria (IRSA), mantiene tutela giuridica del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), ha un bilancio autonomo e deve provvedere alla riorganizzazione della ricerca ministeriale pubblica in agricoltura, percorso iniziato ormai da oltre dieci anni e tuttora in atto;
- il CRA, quindi, sta attuando in questi ultimi anni la riforma del comparto ricerca del Ministero delle politiche agricole e, fino ad adesso, questo ha comportato la chiusura di diverse sedi in molte regioni d'Italia (circa una trentina);
- per quanto riguarda la Sardegna, l'unica dipendenza del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, a parte gli uffici dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari che hanno sede a Cagliari, era, appunto, la Sezione operativa periferica dell'istituto sperimentale per le colture foraggere di Lodi, con sede a Cagliari, diventata Unità di ricerca per i sistemi agropastorali in ambiente mediterraneo (CRA-AAM - U29 Sanluri - VS); tale struttura è stata trasferita da Cagliari a Sanluri dal 15 maggio 2007 su disposizione del Consiglio di amministrazione del CRA;
- essa insiste fisicamente su un terreno di proprietà della Regione, esattamente il podere "Ortigara" dell'ex Opera nazionale combattenti, situato in località Sanluri Stato, in forza di un contratto d'affitto della durata di 99 anni e con diritto di superficie di 99 anni sull'intera superficie aziendale;
- prima di procedere al trasferimento di sede, il CRA ha proceduto alla realizzazione di un prefabbricato, adibito a uffici, e al completo risanamento delle altre strutture esistenti sulla base delle obbligatorie norme di legge (decreto legislativo n. 81 del 2008);

considerato che:
- nonostante la cronica limitatezza di strutture e personale che ha sempre caratterizzato la vita della suddetta Unità di ricerca, l'attività di collaborazione con la sede centrale di Lodi e, in particolare, con la Sezione di miglioramento genetico e allevamento vegetale ha portato buoni risultati, tra cui lo sviluppo delle prime e uniche quattro varietà di trifoglio sotterraneo italiane, tratte interamente da germoplasma sardo, una varietà di dattile e una di festuca;
- sono state condotte, negli anni, tutta un'altra serie di ricerche e sperimentazioni, come quelle sui tappeti erbosi e sugli usi alternativi delle foraggere, il miglioramento genetico delle leguminose da granella, la costituzione di una delle più importanti e numerose collezioni mondiali di trifoglio sotterraneo (circa 1400 linee di trifoglio sotterraneo da germoplasma sardo conservate a lungo termine in celle adeguate allo scopo a Lodi), la moltiplicazione di varietà costituite dall'Istituto e la loro diffusione sul territorio come l'erba medica "Equipe" e il trifoglio alessandrino "Sacromonte";
- l'Unità ha partecipato, attraverso diverse azioni, a schede di ricerca in stretta collaborazione con la sede di Lodi CRA-FLC Centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero casearie e da ultimo partecipa a un progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con fondi dell'Unione europea;

sottolineato che:
- lo scarso interesse delle istituzioni verso la ricerca sta portando l'unità alla chiusura: negli ultimi venti anni la suddetta struttura ha perso due ricercatori, tre collaboratori tecnici, un operatore tecnico, due unità di personale amministrativo, quattro operai agricoli, tutti andati in pensione e mai più sostituiti;
- nello stesso periodo, tutte le risorse prevedibili per la struttura sono state dirottate verso altre realtà del continente, per contro, le attività dell'unità sono state condotte attraverso l'adozione di strumenti formativi che hanno riguardato ben due dottori di ricerca, quattro laureati e tre tecnici diplomati;
- il piano di riorganizzazione della rete delle articolazioni territoriali, centri e unità, del CRA, che ha portato come detto al trasferimento della sede istituzionale da Cagliari a Sanluri e all'istituzione dell'unità per i sistemi agropastorali in ambiente mediterraneo (CRA-AAM Sanluri), pur comportando un considerevole risparmio di denaro per le casse dell'ente e un aggravio di costi per il personale residente a Cagliari, doveva comportare uno sviluppo della struttura attraverso l'improrogabile aumento delle risorse umane disponibili (ricercatori e tecnici); pertanto si sarebbe dovuto arrivare a una dotazione organica di circa trenta dipendenti di cui almeno 10 ricercatori oltre a tecnici e amministrativi;
- dopo poco più di un anno di attività, invece, già circolava una bozza di nuova riforma che prevedeva la chiusura, assieme ad altre in continente, della sede di Sanluri;
- a oggi, nuovamente si parla di possibile chiusura di sede, posto che il commissario di nuova nomina del CRA deve, sulla base di quanto indicato nell'ultima legge di stabilità, dar corso a ulteriori tagli di spese e strutture;

evidenziato che:
- contrariamente alle previsioni, il consiglio di amministrazione del CRA, con deliberazione n. 70 del 10 giugno 2014, ha approvato un nuovo piano di riorganizzazione e razionalizzazione della rete delle articolazioni territoriali nel quale la struttura in Sardegna viene cancellata;
- il CRA, dopo avere investito con la realizzazione di un minimo di infrastrutture per poter continuare l'attività di ricerca, con l'adozione di diversi strumenti formativi, dal 2008 a oggi hanno lavorato 2 borsisti diplomati, 4 borsisti laureati, 2 giovani ricercatori, l Co.co.co, 1 tirocinante, con la soluzione di tutta una serie di problemi legati alla sicurezza ecc., intenderebbe procedere non al previsto potenziamento, ma alla chiusura dell'unica sede in Sardegna, per il fatto che si tratterebbe di una microstruttura;
- ove tale previsione non venisse scongiurata, la nostra sarebbe una delle pochissime regioni d'Italia, assieme a Umbria e Val D'Aosta, a non avere rappresentanza del CRA, ente di ricerca pubblica dove sono presenti competenze anche di rilevanza mondiale in tutte le discipline delle scienze agrarie;
- per contro, altre regioni italiane che, evidentemente, hanno saputo meglio tutelare le proprie prerogative nei rapporti con lo Stato, vantano la presenza nel proprio territorio di diverse strutture di ricerca dipendenti dal Consiglio per la ricerca ministeriale;
- lo stesso commissario del CRA, in risposta a precisa domanda da parte di un dipendente interessato - tra l'altro, diversi sardi che lavorano presso altre strutture del continente sono interessati a rientrare in Sardegna attraverso domanda di trasferimento - avrebbe manifestato sconcerto e stupore per il silenzio della Regione a seguito della notizia della soppressione del centro ricerca di Sanluri,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se non intendano adottare con urgenza tutte le iniziative necessarie al fine di scongiurare l'annunciato disimpegno del CRA in Sardegna; evitando il perpetrarsi dell'ennesimo abbandono da parte dello Stato, che sancirebbe l'ulteriore perdita di valide opportunità di lavoro per i tanti giovani laureati presso le Facoltà di agraria di Sassari e del continente che, dopo avere conseguito il dottorato di ricerca, non avranno alcun futuro nella nostra regione ma saranno costretti ad emigrare;
2) se non ritengano, altresì, necessario avviare un confronto col Governo e con l'attuale ministro competente del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, al fine di intraprendere un percorso di potenziamento e valorizzazione dell'unità di Sanluri, di adeguamento della dotazione organica, ottenendo per la nostra regione il riconoscimento ministeriale del proprio legittimo ruolo nel campo della ricerca e della sperimentazione in agricoltura.

Cagliari, 25 marzo 2015