CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 341/A

INTERROGAZIONE COMANDINI - DERIU - COZZOLINO - FORMA - MANCA Gavino - PINNA Rossella - SABATINI - TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sulla riorganizzazione aziendale dell'ASL n. 8 di Cagliari, circa la soppressione dell'Unità operativa per le dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo e il relativo accorpamento all'Unità organizzativa complessa - Centro per il trattamento dei disturbi psichiatrici alcol-correlati, afferente al Dipartimento di salute mentale.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'Associazione regionale dei club alcologici territoriali (ARCAT Sardegna) è un'associazione di volontariato, alla quale aderiscono le Associazioni locali club alcologici territoriali (ACAT); sia l'ARCAT che le ACAT nascono per promuovere e facilitare il lavoro e lo sviluppo dei CAT (Club alcologici territoriali);
- i CAT sono comunità multifamiliari, costituite da famiglie con problemi alcol-correlati, che con impegno stanno affrontando i problemi da un punto di vista sistemico e relazionale, supportati da un servitore insegnante (l'operatore professionale) che presta il proprio servizio nei club;
- l'ARCAT, presente sul territorio regionale dal 1992 con circa 85 CAT, rappresenta un supporto prezioso, sia sul piano professionale che su quello umano, per tutte quelle famiglie sarde che hanno a che fare con problemi di dipendenza da alcol, tabacco e gioco d'azzardo;
- si tratta di un servizio che si può considerare oramai capillare in tutto il territorio sardo, che si concretizza in attività ad ampio raggio che vanno dalla prevenzione fino alla riabilitazione dei soggetti con problemi alcol-correlati, attraverso interventi medici e psico-sociali basati sia dal lavoro di rete nella comunità, sia da un approccio ecologico-sociale, elaborato dal prof. Vladimir Hudolin, membro dell'Organizzazione mondiale della sanità;

considerato che:
- con la deliberazione n. 12/3 del 27 marzo 2007, la Giunta regionale ha approvato il Programma regionale d'interventi nel settore delle dipendenze, ribadendo quanto segue: "lo scenario relativo all'uso e abuso di sostanze (legali e illegali) si è modificato fortemente con gli anni: alla dipendenza dall'eroina e dall'alcol si affiancano infatti oggi comportamenti di uso e abuso di sostanze variabili per intensità e continuità e si aggiungono inoltre comportamenti problematici che possono sfociare in dipendenze non farmacologiche (gioco d'azzardo, disturbi alimentari, etc.). Sia la dipendenza da sostanze psicoattive che le dipendenze comportamentali sono diffuse nella società e sempre meno confinate o riconducibili a specifiche categorie di persone. Esse inoltre non sono chiaramente differenziabili da corrispondenti comportamenti sani e/o necessari, ma sfumano attraverso forme di dipendenza meno severa, forme di abuso, stili di vita e modelli culturali, verso comportamenti socialmente accettati. Il mutato scenario richiede l'adeguamento delle risposte sociali e sanitarie, che fino ad ora, in Sardegna sono state prevalentemente centrate sulla popolazione dei dipendenti da eroina. Il presente provvedimento recepisce le indicazioni del Piano sanitario sulla necessità di sostenere una profonda riorganizzazione del sistema di offerta di servizi, promuovendo la territorializzazione degli interventi sanitari e sociali e la loro flessibilità per poter meglio cogliere i bisogni dovuti al mutevole andamento dei consumi di sostanze e dei comportamenti di abuso. Viene altresì promossa l'integrazione degli interventi e, a tal fine, stimolata la partecipazione dei soggetti che a diverso titolo possono contribuire alla personalizzazione degli interventi (ASL, Enti locali, altre Istituzioni coinvolte, terzo settore, etc.), nonché favorito il miglioramento della qualità dell'offerta assistenziale attraverso gli strumenti della formazione e aggiornamento e della valutazione dei servizi e degli interventi. Stante la persistente tendenza alla emarginazione ed alla stigmatizzazione delle persone con problemi di dipendenza, vengono fortemente sostenute le politiche di inclusione sociale, al fine di accrescere la partecipazione sociale di chi vive il problema e dei propri familiari e attivare processi di sostegno e responsabilità condivisi, a partire dalla programmazione sociale per gli interventi di prevenzione";
- l'ASL di Cagliari, in linea con quanto deliberato dalla Giunta regionale e, in seguito alle numerose richieste e ai diversi incontri avvenuti tra l'ARCAT, la Direzione generale della ASL e l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, aveva compreso e accolto, con grande interesse e sensibilità, la proposta di dedicare una sede specifica all'unità operativa per le dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo, dimostrando, non solo di recepire le linee guida regionali, ma di venire incontro alle esigenze di diritto alla privacy, agevolando l'accesso e riducendo lo stigma per tutti quei cittadini che si trovavano a convivere con una situazione di dipendenza da sostanze d'abuso legali;

verificato che:
- con deliberazione n. 1777 del 21 dicembre 2012, l'ASL n. 8 ha deciso di trasferire, nell'immediato, tutte le competenze e le risorse dell'unità operativa semplice dipartimentale per le dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo al "Centro per i disturbi psichiatrici correlati all'uso di alcol, tabacco e gioco d'azzardo";
- con successiva deliberazione n. 1153 del 21 giugno 2013, in attuazione della deliberazione n. 1777, l'ASL n. 8 ha approvato il "Piano sperimentale per il trasferimento all'Unità organizzativa complessa - Centro per il trattamento dei disturbi psichiatrici alcol-correlati (CTDPA) afferente al Dipartimento di salute mentale, delle funzioni e delle attività correlate alle dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo patologico;
- l'ASL n. 8 di Cagliari, nella proposta del nuovo atto aziendale, propone una riorganizzazione che pone maggiore attenzione alle situazioni che presentano una "doppia diagnosi" (disturbo psichiatrico e alcol correlato), rispetto a quelle con soli problemi di dipendenza che, in realtà, rappresentano una maggioranza dei casi con problemi legali all'alcol, disattendendo le aspettative delle centinaia di famiglie rappresentate e sostenute dai CAT che operano in stretta collaborazione con l'ASL;

sottolineato che:
- l'ARCAT Sardegna, gli utenti del servizio e le famiglie coinvolte hanno più volte manifestato pubblicamente la totale disapprovazione e preoccupazione rispetto a tali disposizioni, inizialmente giustificate dall'ASL come necessarie ai fini della razionalizzazione dell'attività dì assistenza e contenimento dei costi;
- in una nota dell'ASL n. 8 di Cagliari del 24 gennaio 2013, si legge: "la nuova articolazione organizzativa intende salvaguardare l'autonomia delle funzioni e delle attività esistenti, valorizzare le buone pratiche proprie di ciascun percorso, in un'ottica dipartimentale di ottimizzazione e di integrazione delle competenze fin qui raggiunte: la valorizzazione delle buone pratiche esistenti collocandole all'interno di un percorso articolato ma unitario nell'ottica della non frammentazione della risposta assistenziale"; veniva, inoltre, garantita la salvaguardia dei percorsi esistenti e assicurava che l'articolazione degli interventi avrebbe previsto l'utilizzo di locali diversificati, evitando così i rischi di qualunque stigmatizzazione;
- sono giunte, da parte delle associazioni e delle famiglie interessate, informazioni poco rassicuranti; purtroppo questi obiettivi non solo non sono stati raggiunti, ma addirittura si sta andando nel senso opposto;
- si stanno, inoltre, registrando tutta una serie di disagi a carico dei pazienti: le persone che accedono al servizio per la prima volta, indistintamente, si trovano a dover affrontare un colloquio preliminare secondo le modalità di accesso al servizio psichiatrico, inoltre le persone che vengono indirizzate all'Unità operativa dell'ASL per iniziare un percorso di riabilitazione con i terapeuti, spesso non proseguono la cura a causa dell'impatto iniziale (schedatura e psichiatrizzazione);
- infine, anche la promessa che l'articolazione degli interventi che prevedeva l'utilizzo di locali diversificati è stata disattesa, il servizio di via Peretti è stato trasferito in blocco all'interno del Centro per i disturbi psichiatrici alcol-correlati, in locali che si presentano sicuramente ben ristrutturati, ma senza uno spazio nel quale all'utente che vi accede possa essere garantito un minimo di privacy;

si segnala che:
- l'ASL di Cagliari, contravvenendo al decreto Balduzzi che obbliga i gestori delle sale da gioco e degli esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici a esporre nei locali il materiale informativo predisposto dalle ASL diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare sul territorio la presenza di servizi di assistenza pubblici o del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con problemi di gioco d'azzardo patologico, non ha mai provveduto ad aggiornare la locandina informativa dopo il trasferimento del servizio da via Peretti a via Romagna, creando un grave disservizio e compromettendo in molti casi la possibilità di essere presi in carico dal servizio preposto;
- da un'attenta verifica sul funzionamento dei servizi nelle altre ASL, sia regionali che nazionali, è emerso che non vi è un simile modello organizzativo nell'ambito del Servizio sanitario nazionale; anche in quelle strutture in cui i dipartimenti di salute mentale e delle dipendenze sono unici, sono sempre distinti due aree organizzative, dove, nell'Area della salute mentale vengono compresi i Centri di salute mentale e i servizi affini e nell'Area delle dipendenze i Ser.D e le èquipe che si occupano di dipendenze varie, comprese quelle da alcol e gioco d'azzardo;

si precisa, infine, che:
- con tale riorganizzazione è seriamente compromessa sia la continuità assistenziale che la preziosa collaborazione che c'è stata con tutti gli operatori dell'unità per le dipendenze da alcol tabacco e gioco d'azzardo, collaborazione che ha permesso a numerose famiglie di poter accedere ad un trattamento efficace;
- l'unità operativa per le dipendenze da alcol tabacco e gioco d'azzardo, con sede a Cagliari e Senorbì, rappresentava l'unica realtà regionale organizzata e rispondente ai criteri nazionali per il trattamento dei problemi correlati in sedi diversificate dagli ambulatori dei Ser.D; inoltre, era diventata un punto di riferimento creando, nel territorio dell'ASL n. 8, una rete consolidata fra associazioni, enti locali, scuole e tribunali, e rappresentava un modello di eccellenza a livello regionale e nazionale che non poteva e non doveva, in alcun modo, essere soppressa o, tantomeno, assorbita in una struttura a connotazione psichiatrica;
- con la soppressione dell'Unità operativa per le dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo è venuto a mancare l'unico punto di riferimento nell'ASL n. 8 di Cagliari per tutte quelle persone che non presentano i presupposti patologici necessari per essere curati presso il centro psichiatrico;
- i livelli essenziali di assistenza (LEA) vigenti e, nello specifico, i sottolivelli di assistenza, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001 (Attività sanitaria e socio-sanitaria a favore di soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcol), indicano i servizi territoriali per le dipendenze come i servizi preposti ai quali devono rivolgersi le persone affette da dipendenza da alcol;
- inoltre, come indicato nel comunicato n. 274 del 30 dicembre 2012 del Ministero della salute, anche le persone affette da ludopatia (gioco d'azzardo patologico), ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 158 del 2012, sono incluse tra coloro cui sono rivolti i servizi territoriali per le dipendenze (SERT, centri diurni, ecc.) già attivi nelle ASL;
- per gli alcolisti con la doppia diagnosi, inoltre, le linee d'indirizzo per la tutela della salute mentale in Sardegna per gli anni 2012-2014, al capitolo 6 "Centro per il trattamento dei disturbi psichiatrici alcol-correlati" indicano che il centro eroga trattamenti appropriati e ad alta intensità assistenziale attraverso anche la definizione di progetti innovativi integrati attraverso protocolli di intesa tra le diverse unità operative del Dipartimento di salute mentale e dipendenze,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) in base a quali leggi in vigore non venga applicata la normativa sui livelli essenziali di assistenza vigenti, che indica i servizi territoriali per le dipendenze come i servizi preposti ai quali devono rivolgersi le persone affette da dipendenza da alcol e, come indicato nel comunicato n. 274 del 30 dicembre 2012 del Ministero della salute, anche le persone affette da ludopatia (gioco d'azzardo patologico), ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 158 del 2012;
2) in base a quali disposizioni in linea con la deliberazione della Giunta regionale n. 33/19 del 31 luglio 2012 "Linee di indirizzo per la tutela della salute mentale", l'ASL, con la proposta del nuovo atto aziendale, preveda il trasferimento di tutte le competenze e le risorse dell'unità operativa semplice dipartimentale per le dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo afferente al Dipartimento per le dipendenze all'Unità complessa dipartimentale per i problemi psichiatrici alcol correlati afferente al Dipartimento di salute mentale, visto, soprattutto, che le suddette linee guida indicano che il Centro per i disturbi psichiatrici alcol correlati eroga trattamenti appropriati e ad alta intensità assistenziale solo per gli alcolisti con la doppia diagnosi e la proposta operativa consiste nella definizione di progetti innovativi integrati attraverso protocolli di intesa tra le diverse unità operative del Dipartimento di salute mentale e dipendenze, prevedendo anche rapporti di consulenza specialistica su richiesta del servizio con titolarità del caso clinico e formazione di "èquipes funzionali" costituite da operatori del centro e delle unità operative del Dipartimento di salute mentale;
3) perché, nella proposta di atto aziendale, l'Unità operativa complessa dipartimentale "Centro per i disturbi psichiatrici alcol correlati" venga trasformata in Unità operativa complessa dipartimentale "Centro per i disturbi psichiatrici correlati all'uso di alcol, tabacco e gioco d'azzardo", discostandosi dalle linee di indirizzo per la tutela della salute mentale alle quali gli atti fanno riferimento;
4) quali siano le motivazioni per cui non sia stato ritenuto opportuno e doveroso consultare e coinvolgere l'ARCAT e le altre associazioni che rappresentano i cittadini fruitori dei servizi erogati dall'ASL nell'ambito delle dipendenze da alcol, tabacco e gioco d'azzardo, in quanto diretti interessati delle conseguenze che le nuove disposizioni avranno sul piano sociale, umano, sanitario e organizzativo;
5) quali eventuali opzioni abbiano predisposto per accogliere tutti quegli utenti con un problema di dipendenza da alcol tabacco e gioco d'azzardo, refrattari a essere presi in carico da un servizio psichiatrico, e per coloro che, pur essendo dipendenti da alcol, tabacco e gioco d'azzardo, non presentano disturbi psichici;
6) che tipo di continuità sia garantito agli utenti che hanno iniziato un percorso di riabilitazione che segue l'approccio ecologico sociale rispetto al sistema medicalizzato dei centri psichiatrici.

Cagliari, 1° aprile 2015