CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 346/A

INTERROGAZIONE CARTA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione del servizio di irrigazione erogato dal Consorzio di bonifica della Sardegna centrale.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale è "Ente pubblico al servizio dei consorziati per la valorizzazione del territorio in rapporto di collaborazione operativa con gli enti locali del relativo comprensorio";
- è stato istituito con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 380/SG del 29 dicembre 1975;
- i compiti, le funzioni e le attività del consorzio sono disciplinati dalla legge regionale 23 maggio 2008, n. 8 (Legge quadro in materia di consorzi di bonifica);
- l'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 2008 indica le finalità dei consorzi individuandoli come strumento ai fini dello sviluppo di una agricoltura moderna e razionale e, attraverso i consorzi medesimi, si attua la razionale utilizzazione delle risorse idriche per uso agricolo ad un costo compatibile con l'economia agricola regionale (articolo 1, comma 1 della legge regionale n. 8 del 2008);
- i fondi necessari per la realizzazione delle funzioni previste all'articolo 2 della legge regionale n. 8 del 2008, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a), della citata legge sono reperiti anche con i contributi dei consorziati come definiti all'articolo 9 della medesima legge;
- l'articolo 9, comma 3 della legge regionale n. 8 del 2008 prevede che i consorziati contribuiscono alle spese di distribuzione dell'acqua in base alla quantità utilizzata;
- la Cooperativa Rinascita agraria di Dorgali si trova ad affrontare un costo per il consumo idrico assai oneroso, irrazionale e del tutto spropositato rispetto a quanto previsto dal citato articolo 9, comma 3, della legge regionale n. 8 del 2008;
- infatti, alla Cooperativa viene addebitato annualmente un costo fisso pari a euro 5.924 che prescinde dal consumo idrico effettivo in quanto è calcolato unicamente sulla base degli ettari coltivati a vigneto, pari a 98,737;
- fino al 2012, sempre in modo irrazionale e vessatorio, il Consorzio addebitava alla citata Cooperativa Rinascita ulteriori euro 8.862,24 calcolati non sull'effettivo consumo di acqua ma sull'estensione della parte del vigneto dotata di impianto di irrigazione: prescindendo quindi dall'erogazione o meno dell'acqua;
- a fronte di tali richieste la Cooperativa è stata costretta a chiedere il sigillo dei bocchettoni di uscita dell'acqua e ad approvvigionarsi con altri mezzi;
- con questo metodo il Consorzio di bonifica è riuscito nell'impresa titanica di accumulare al 31 dicembre 2011 un "credito" verso la Cooperativa Rinascita agraria di ben euro 74.557,83;

considerato che:
- questa vicenda è paradossale viste le finalità della legge quadro mirate allo sviluppo di una agricoltura moderna e razionale;
- il Consorzio è più un ostacolo che uno strumento per lo sviluppo dell'agricoltura;
- nella vicenda qui descritta, infatti, il Consorzio rappresenta la causa del fallimento di un'azienda che da esso doveva trarre il sostegno per la propria attività e non il contrario come invece è avvenuto;

preso atto che dal sito del Consorzio non è possibile verificare né il piano di classifica che dovrebbe adottare annualmente ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2008, né il tributo di bonifica, né il piano di riparto, né il calcolo del tributo;

ritenuto che:
- vi siano nel comportamento del Consorzio atti non conformi allo spirito della citata legge regionale n. 8 del 2008, nonché omissioni rispetto agli obblighi di legge sulla trasparenza degli atti che possano consentire una visione completa e tempestiva da parte dei soggetti obbligati;
- sia necessario un intervento chiarificatore da parte dell'Assessore competente,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere:
1) se sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;
2) se ritenga che le finalità previste in legge siano effettivamente raggiunte nel caso in esame;
3) se si, come possa ritenersi utile allo sviluppo di "una agricoltura moderna e razionale" l'aver portato al fallimento un'impresa che di fatto già esercitava "un'attività agricola moderna e razionale" inserita all'interno di una filiera produttiva come quella dell'uva che trova a Dorgali una realtà importante;
4) se no, quali interventi intenda porre in essere per modificare quanto il Consorzio ha messo in atto e salvare una società come la Cooperativa Rinascita agraria che dopo quanto detto può a ben ragione definirsi non più rinata, ma morta.

Cagliari, 13 aprile 2015