CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 357/A

INTERROGAZIONE CAPPELLACCI - ZEDDA Alessandra - PITTALIS - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE- TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulle conseguenze della legge di stabilità 2015 per la Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'articolo 1, comma 400, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) prevede che "le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, in conseguenza dell'adeguamento dei propri ordinamenti ai prìncipi di coordinamento della finanza pubblica, introdotti dalla presente legge, assicurano, per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018, un contributo aggiuntivo alla finanza pubblica, in termini di indebitamento netto e in termini di saldo netto da finanziare";
- per quanto riguarda la Regione autonoma della Sardegna, tale contributo viene indicato nella misura di 97 milioni di euro ogni anno fino al 2018;
- la legge sopracitata, al comma 402, prevede altresì che: "La Regione Sardegna assicura il contributo di cui al comma 400 del presente articolo attraverso il conseguimento del pareggio di bilancio, secondo le modalità previste dall'articolo 42, comma 10, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164";
- il 5 marzo 2015 la Regione Valle d'Aosta, il cui contributo è fissato nella misura di 10 milioni di euro annuali, ha presentato ricorso alla Corte costituzionale per violazione delle competenze costituzionalmente e statutariamente garantite in capo alla Regione nonché per violazione degli articoli 117, comma 3, e 119, della Costituzione, in combinato disposto con l'articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001, e per lesione dei principi costituzionali di leale collaborazione e ragionevolezza;
- per quanto riguarda la Regione autonoma della Sardegna, l'articolo 1, comma 400, della legge di stabilità 2015 configura una nuova sottrazione di risorse e pertanto rappresenta un'ulteriore condotta sleale da parte dello Stato che, anziché sanare la vertenza entrate e rispettare l'articolo 8 dello Statuto nonché le sentenze della Corte costituzionale, sottrae per oggi e per l'avvenire quasi 400 milioni di euro;
- il risultato conferma l'iniquità dell'accordo stipulato nel 2014 tra il Presidente Pigliaru ed il Ministro Padoan, in quanto di fatto la riduzione delle risorse a disposizione rende irrilevante il passaggio dal patto di stabilità al pareggio di bilancio: la maggiore disponibilità di risorse che dovrebbe conseguire al superamento del patto infatti resta lettera morta, se queste vengono ridotte nel momento immediatamente successivo;
- la Giunta regionale non solo non ha presentato nessun ricorso, ma ha altresì deliberato di ritirare quelli promossi nella precedente Legislatura, esperiti anche sulla base di un orientamento espresso dal Consiglio regionale oltre che dal precedente Esecutivo;
- al confronto e alla rivendicazione delle risorse nei confronti del Governo la Giunta regionale ha preferito una scelta, come il mutuo da 700 milioni di euro previsto nella finanziaria del 2015, che indebita la Sardegna e rinuncia alle giuste pretese nei confronti dello Stato centrale;
- tale atteggiamento accondiscendente non solo priva nell'immediato la Sardegna di risorse fondamentali per sostenere le azioni a favore delle famiglie, delle imprese e dei territori, ma offre altresì il destro per ulteriori prelievi unilaterali del Governo dalle casse regionali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano gli intendimenti della Giunta regionale per rimediare allo scippO di 97 milioni di euro ogni anno dal 2015 al 2018 perpetrato dallo Stato centrale a danno della Regione autonoma della Sardegna;
2) quale sia lo stato dell'arte della cosiddetta trattativa sulle entrate fiscali;
3) quali siano i risultati dell'accordo sul patto di stabilità siglato dal Presidente Pigliaru con il Ministro Padoan;
4) se, alla luce dei successivi "scippi" di risorse, non ritenga necessario richiedere con urgenza la modifica in senso compensativo dell'accordo sopra citato.

Cagliari, 21 aprile 2015