CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 364/A

INTERROGAZIONE ARBAU - AZARA - LEDDA - PERRA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui si sono venuti a trovare i titolari di bed and breakfast aventi sede nei piccoli paesi dell'interno della Sardegna, a seguito delle richieste di pagamento del canone di abbonamento per i diritti di "esecuzione musicale" inviate dall'Agenzia SIAE.

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I sottoscritti,

premesso che:
- si è diffusa, in questi giorni, la notizia che diversi titolari di bed and breakfast, esercenti l'attività saltuaria di servizio di alloggio e somministrazione della prima colazione in piccoli comuni della Barbagia, sono stati raggiunti da una richiesta di pagamento del canone di abbonamento per i diritti di "esecuzione musicale" inviate dall'Agenzia SIAE di Nuoro;
- nella richiesta si specifica che l'abbonamento, normalmente a validità annuale, deve essere corrisposto anticipatamente con un versamento pari a 168 euro annui, da rinnovarsi entro il 28 febbraio dell'anno successivo;

rilevato che:
- la SIAE ha evidentemente ritenuto i bed and breakfast inquadrabili, senza alcun criterio inerente le dimensioni economiche delle attività, fra i "pubblici esercizi" soggetti al canone previsto dall'articolo 58 della legge n. 633 del 1941;
- da tale inquadramento, oltre all'obbligo al pagamento dei diritti SIAE, deriverebbe anche analogo obbligo al versamento annuale del canone televisivo Rai speciale, per un importo minimo di 203,70 euro, dovuto da "coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare o che li impegnano a scopo di lucro diretto o indiretto";
- i titolari dei bed and breakfast aventi sede in Sardegna si troverebbero, pertanto, a dover sostenere, nell'immediato, un esborso, non preventivato né preventivabile, pari a un totale di 371,70 euro;

considerato che:
- si tratta di costi con tutta evidenza non commisurati alle realtà delle attività familiari ricettive che operano nei piccoli comuni delle nostre zone interne, non interessati da importanti flussi turistici, ma, al contrario, attanagliati da crescenti problemi di spopolamento e desertificazione; piccole comunità che ancora popolano e sopravvivono in territori svantaggiati della nostra regione;
- l'arrivo di simili richieste non fa altro che acuire il senso di abbandono e di risentimento per la mancata percezione, da parte delle istituzioni, della drammatica situazione vissuta dalle piccole comunità che ancora popolano e sopravvivono in territori svantaggiati della nostra regione;

evidenziato che:
- la legge regionale n. 27 del 1998 (Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere) e le linee guida per l'esercizio saltuario dei bed and breakfast, approvate dalla Giunta regionale con deliberazione n. 10/43 del 21 febbraio 2013, stabiliscono che l'attività, così come definita all'articolo 6 della stessa legge, si caratterizza primariamente per l'assenza di servizi tipici di una struttura ricettiva a carattere imprenditoriale e, per tale motivo, non rappresenta e non deve essere intesa come una versione in scala dimensionale ridotta di una struttura ricettiva alberghiera, ma come, un modello di accoglienza basato sulla formula dell'alloggio familiare;
- oltre alla mancanza del carattere di imprenditorialità connaturata al tipo di attività, le disposizioni impositive dovrebbero tener conto delle peculiarità delle attività stesse che, se esercitate in territori svantaggiati, subiscono ovviamente tutti gli svantaggi delle realtà in cui si trovano a operare;

ritenuto che:
- la palese insostenibilità del peso dell'ulteriore balzello comporterebbe, con attendibile previsione, la chiusura della gran parte dei bed and breakfast che, con coraggio e speranza, sono stati aperti in tanti paesi dell'interno, peraltro spesso privi di alberghi o altre attività ricettive;
- alcuni operatori hanno già cessato l'attività e altri manifestato l'intenzione di arrendersi, davanti all'arroganza di uno Stato esattore che sembra voler vanificare tutti gli sforzi di quanti non vogliono lasciar morire i paesini dove sono nati e dove chiedono di poter continuare a vivere,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere:
1) se sia a conoscenza della situazione suesposta e quali azioni intenda avviare con urgenza per evitare un ulteriore aggravio della situazione in cui si sono venuti a trovare i titolari di bed and breakfast, esercenti l'attività saltuaria di servizio di alloggio e somministrazione della prima colazione nei piccoli comuni della Barbagia e delle altre zone interne della Sardegna, a seguito delle richieste di pagamento del canone di abbonamento per i diritti di "esecuzione musicale" inviate dall'Agenzia SIAE;
2) se non ritenga necessario avviare un'interlocuzione con il Ministero competente, al fine di evitare l'indiscriminata richiesta di un ulteriore onere, insostenibile dai proprietari di abitazioni nei piccoli paesi dell'interno, che, per pochi giorni all'anno, mettono a disposizione dei turisti di passaggio la propria casa familiare;
3) se non ritenga di concordare con la valutazione che il perdurare della suddetta richiesta di un esborso di svariate centinaia di euro, porterebbe gran parte dei titolari dei bed and breakfast delle zone svantaggiate della Sardegna a cessare la propria attività, con un evidente danno che si ripercuoterebbe tanto sulle casse dello Stato che sulla già drammatica crisi economica e occupazionale che attanaglia con maggior intensità le nostre piccole comunità, prima causa di quei fenomeni di desertificazione e spopolamento che le Istituzioni democratiche sono chiamate a combattere e arginare.

Cagliari, 27 aprile 2015