CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 369/A

INTERROGAZIONE PINNA Rossella - COLLU - COMANDINI - DERIU - FORMA - SABATINI - SOLINAS Antonio - TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura del Centro operativo di protezione civile nel territorio del Medio Campidano.

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I sottoscritti,

premesso che:
- come è noto, il Piano stralcio per l'assetto idrogeologico (PAI), redatto ai sensi della legge n. 183 del 1989 e del decreto-legge n. 180 del 1998, approvato con decreto del Presidente della Regione Sardegna n. 67 del 10 luglio 2006, rappresenta lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo nell'ambito della difesa del suolo, delle popolazioni e della prevenzione del rischio idrogeologico che, per caratteristiche fisiche ed ambientali, interessa la Sardegna;
- nel PAI diversi comuni del Medio Campidano sono classificati aree pericolose a vari livelli, come Arbus (fattore R4) o Guspini (fattore R3) con rischio di alluvioni terrazzate, rischio idraulico, geomorfologico e da frane;
- la legge regionale 20 dicembre 2013, n. 36, recante "Disposizioni urgenti in materia di protezione civile" nelle more della definizione del nuovo ordinamento degli enti locali, ha previsto l'istituzione degli uffici territoriali di protezione civile, quali strutture periferiche della Direzione generale della protezione civile che operano in ambito sovra comunale;
- tali strutture nascono con lo scopo di curare in loco aspetti di supporto alla pianificazione, alle attività istruttorie e di verifica delle gestioni comunali, e per assolvere, in particolare, a funzioni di cerniera tra coordinamento regionale e gestione locale della protezione civile, assumendo, sul territorio, una valenza strategica, oltre all'importantissima funzione operativa garantita dall'esercizio delle funzioni suddette;
- l'articolo 4 della citata norma regionale ha abrogato la lettera c) del comma 2 e i commi 3 e 4 dell'articolo 70 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, che conferiva tali funzioni alle province;

richiamati:
- il decreto del Presidente della Regione n. 73 del 25 maggio 2012, che in esito al referendum popolare regionale del 6 maggio 2012 abroga la legge regionale 12 luglio 2001, n. 9, recante disposizioni in materia di "Istituzione delle Province di Carbonia-lglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio";
- la legge regionale 28 giugno 2013, n. 15, con la quale sono stati nominati i commissari straordinari per "assicurare la continuità delle funzioni già svolte dalle province";
- la delibera n. 23/20 del 25 giugno 2014 con la quale la Giunta formula "gli indirizzi cui i commissari devono attenersi nell'espletamento dell'incarico", che comportano limitazioni all'operatività della provincia;

rilevata l'assenza di un'espressa norma transitoria, che accompagni gradualmente la modifica degli assetti e delle competenze onde evitare il vuoto normativo, atta a garantire la continuità dell'esercizio di quelle funzioni fondamentali quali sono quelle trasferite dall'articolo 1 della legge regionale n. 36 del 2013, dalle province agli uffici territoriali di protezione civile, tese a tutelare interessi fondamentali come l'incolumità e la sicurezza pubblica;

preso atto che la Giunta regionale, proprio per evitare ingiustificabili interruzioni dei servizi connessi alle attività di protezione civile, con deliberazione n. 1/43 del 17 gennaio 2014 ha voluto assicurare continuità alle citate attività ponendo in capo alle province l'obbligo di proseguire nell'esercizio delle funzioni, per il periodo necessario all'attivazione dei nuovi soggetti istituiti dalla norma;

considerato che:
- il Centro di protezione civile del Medio Campidano è notoriamente dotato di una struttura tecnico-operativa tra le più avanzate, con una colonna mobile pronta ad intervenire entro 40 minuti dalla chiamata di emergenza, provvista delle migliori e più avanzate attrezzature, correttamente conservate per evitarne il deterioramento, fornita di cucina mobile da campo, sala operativa mobile, sala radio, servizi igienici, ospedale per 20 posti, mensa, tende pneumatiche per alloggiamento operatori e popolazione, automezzi per interventi polivalenti, furgoni e camion;
- peraltro, la stessa colonna mobile è stata inviata nel 2009 nella Regione Abruzzo, in soccorso alle popolazioni colpite dal violento sisma del 6 aprile nei Comuni di Acciano e Camarda;
- nell'orbita di questo sistema ruotano circa 581 volontari di protezione civile appartenenti alle associazioni del territorio;
- il centro è annoverato dal Dipartimento nazionale della protezione civile come ottimo esempio di buona pratica, con una gestione media di 1.300 interventi di emergenza all'anno (incendi boschivi, allagamenti, nubifragi, frane, alluvioni, salvataggi in mare, soccorso persone, ricerche dispersi, ecc.) con un bacino medio di utenza giornaliero di circa 120.000 persone;
- negli ultimi anni la Sardegna si è trovata a fronteggiare situazioni di rischio meteorologico, idrogeologico e idraulico con ingentissimi danni che hanno interessato i Comuni di Villacidro, San Gavino Monreale, Sardara, Pabillonis e Sanluri;
- dopo il ciclone Cleopatra del novembre 2013, con 19 morti e devastazioni che hanno interessato oltre la metà del nostro territorio, il Consiglio regionale ha approvato nel dicembre del 2013 la legge regionale n. 36, nata proprio dall'esigenza e dall'urgenza della riallocazione di alcune funzioni, drammaticamente rese ancor più chiare e necessarie da quegli avvenimenti calamitosi;

ricordate:
- l'interrogazione n. 29/A del 12 maggio 2014 "sulla necessità di assicurare un adeguato sistema di sicurezza e Protezione civile nel territorio del Medio Campidano per la prossima stagione estiva";
- la nota di risposta prot. n. 1402/Gab del 18 giugno 2014 dell'Assessore della difesa dell'ambiente che impegna la Regione ad adoperarsi per evitare "che preziose esperienze maturate nel campo della protezione civile non vengano disperse, ma mantenute e trasfuse nei nuovi Uffici territoriali previsti dalla nuova norma";

richiamate:
- la nota prot. n. 129/14/SO del 22 maggio 2014 (Interruzione dei servizi di Protezione Civile sul territorio della ex Provincia del Medio Campidano), inviata dal responsabile del servizio della protezione civile del Medio Campidano, in merito alle problematiche, anche di natura finanziaria, insorte a seguito dell'emanazione della legge regionale n. 36 del 2013;
- la nota di risposta prot. n. 4210 del 19 giugno 2014, con la quale l'Assessore della difesa dell'ambiente e il Presidente della Regione confermano l'impegno, in particolare quello della titolare dell'Assessorato, per "valutare tutte le possibili soluzioni operative, di concerto con tutti i servizi provinciali, anche attraverso un tavolo politico-tecnico per scongiurare il pericolo che l'impegno profuso dalle strutture operative dei servizi provinciali della protezione civile venga vanificato", riconoscendo in capo alla Regione il compito di evitare soluzioni di continuità nelle prestazioni dei servizi;

richiamata altresì la nota prot. n. 2053 dello scorso 26 febbraio 2015 dell'attuale commissario straordinario della Provincia del Medio Campidano, che illustra le gravi problematiche, anche sotto il profilo amministrativo e penale, derivanti da eventuali danni all'incolumità pubblica per omesso o ritardato adempimento, causato dall'impossibilità di rendere funzionale il centro operativo;

osservato che:
- proprio per colmare tale carenza, la Regione ha recentemente diffuso e illustrato, sia ai prefetti che ai sindaci dei comuni, il manuale operativo di protezione civile, approvato lo scorso dicembre dalla Giunta, che assegna alle province, nonché a tutti i soggetti che concorrono al sistema di protezione civile, compiti ed attività estremamente dettagliate, con specifiche direttive in casi di allerta, e vari adempimenti in relazione ai diversi gradi di criticità;
- in data 13 giugno 2014 il centro operativo de quo è stato visitato personalmente dall'Assessore della difesa dell'ambiente, che ne ha verificato l'organizzazione e la dotazione di mezzi, al fine di individuare le soluzioni più idonee a garantire la continuazione delle prestazioni e l'efficienza della struttura;

considerato che:
- si apprende, con non poco stupore e conseguente preoccupazione, che con nota prot. n. 4008 del 16 aprile 2015, a firma del dirigente della provincia, si dispone la temporanea chiusura della sala operativa del Medio Campidano "per mancanza di personale qualificato", venendo così a mancare un punto di riferimento indispensabile per l'intera collettività dei 28 comuni della ex Provincia del Medio Campidano;
- la situazione descritta appare agli interroganti ancor più grave se inserita in un contesto in cui, fin dal maggio 2014, più volte si richiama l'attenzione delle istituzioni per dare impulso a tempestive e concrete azioni volte al superamento delle difficoltà segnalate, nell'ottica della prevenzione, della salvaguardia, dell'incolumità e della sicurezza pubblica,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, per sapere:
1) come ritengano possano essere raggiunte le finalità di cui alla legge regionale n. 36 del 2013, anche in vista dell'imminente stagione estiva con le relative problematiche legate ai servizi antincendio, o affrontate eventuali situazioni di criticità, dalla protezione civile del Medio Campidano, coerentemente con i propri compiti istituzionali, stante la chiusura del centro operativo più efficiente e all'avanguardia della Sardegna;
2) lo stato dell'arte, reale e temporale, riguardo all'attivazione degli uffici territoriali, come stabilito dalla norma succitata a distanza di oltre un anno dalla sua promulgazione;
3) quali siano, alla data odierna, le risultanze dei lavori del tavolo politico-tecnico, richiamato nella nota prot. n. 4210 del 19 giugno2014 dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente;
4) quali iniziative si intendano assumere per porre ordine alla materia e adottare idonei provvedimenti per una univoca corrispondenza degli stessi, rispetto alla normativa di legge vigente, posto che la legge n. 36 del 2013 e la deliberazione n. 1/43 del 17 gennaio 2014 rappresentano atti di differente valore giuridico, in ordine ai quali è opportuno fare ulteriore chiarezza.

Cagliari, 29 aprile 2015