CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 385/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito alla vertenza dei lavoratori dei centri commerciali Auchan di Santa Gilla e Marconi di Cagliari e Sassari.

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Il sottoscritto,

premesso che i centri commerciali Auchan hanno avviato una procedura di licenziamento collettivo per 1.426 lavoratori in tutta Italia, 53 in Sardegna (tra le strutture di Cagliari e Sassari); a tal proposito le forze sociali hanno promosso gli scorsi giorni sciopero e sit in nei due centri commerciali Auchan di Cagliari e Pirri, Santa Gilla e Marconi, in concomitanza con la mobilitazione indetta a livello nazionale contro l'avvio della suddetta procedura di licenziamento collettivo e la disdetta della contrattazione integrativa aziendale. I sindacati hanno sollecitato la tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori;

accertato che l'annuncio dei licenziamenti appare come un atto gravissimo e senza precedenti per le associazioni di categoria; si è tentato infatti di porre un blocco a tale scelta con una costante disponibilità al dialogo da parte delle forze sociali, impegnate in tutti questi anni a ricercare soluzioni utili ad arginare le difficoltà aziendali, a patto però che tutto avvenisse nel rispetto dei lavoratori e dei loro diritti. Ora invece la multinazionale francese Auchan - 49 punti vendita su tutto il territorio nazionale e circa 11.400 dipendenti - ha deciso di scaricare il costo della crisi sulle spalle dei lavoratori. Tra l'altro la multinazionale ha ottenuto in Sardegna risultati economici estremamente positivi, ma non ha mai pensato di reinvestire i propri utili al fine di modernizzarsi o essere maggiormente competitiva, non ha mai pensato di redistribuire i propri utili a favore del personale. La realtà è che le difficoltà economiche sono legate a scelte gestionali sbagliate e in nessun caso possono giustificare scelte unilaterali che ledono così gravemente i diritti dei lavoratori. Si tratta infatti di una decisione che colpisce i dipendenti, con il rischio di una mortificazione ulteriore ad uno dei settori strategici della nostra Isola, come l'agro-alimentare, finito ormai nelle mani di società straniere;

rilevato peraltro che le liberalizzazioni degli orari commerciali hanno compromesso il futuro di molte attività commerciali che, per non perdere fette di mercato, aprono tutti i giorni della settimana, comprese domeniche e festività con costi fissi altissimi e, soprattutto non confortati da incassi ormai in flessione a causa del calo dei consumi. Un processo che si basa in gran parte sulle offerte commerciali che di volta in volta vengono promosse per attirare clientela e spostarla da un ipermercato all'altro, sapendo che questo meccanismo riduce i margini e, complessivamente, sul territorio non genera un incremento di fatturato, poiché la disponibilità economica delle famiglie si è ridotta e gli acquisti sono principalmente per beni di prima necessità. A fronte di questa liberalizzazione, che porta alla flessibilità estrema degli orari e delle giornate di lavoro - per giunta senza congrui compensi - non c'è stato un incremento dell'occupazione; anzi, le condizioni di lavoro sono peggiorate e precarizzate, è diventato difficilissimo conciliare i tempi con la vita personale. La situazione delle scelte unilaterali dell'azienda - che intende licenziare a Cagliari e Sassari - appare dunque ancor più incomprensibile;

valutato che il piano industriale dell'azienda sembra inopportuno soprattutto nell'Isola, visti i risultati positivi dal punto di vista economico e finanziario;

annotato che l'obiettivo dell'azienda è di diffondere un nuovo progetto commerciale più semplice e moderno; questa strategia non deve però far venire meno le garanzie per i lavoratori impegnati nello sviluppo dell'azienda nell'Isola;

dato atto che, secondo le forze sindacali, sinora non è arrivata dall'azienda nessuna apertura né spira¬glio di confronto con le rappresentanze di categoria; di fatto, la multinazionale sta alzando un muro contro le giuste prerogative dei dipendenti;

constatato che occorre porre in essere tutti i tentativi in grado di evitare i licenziamenti dei lavoratori isolani, che hanno garantito all'azienda un salto di qualità; è opportuno inoltre scongiurare la disdetta della contrattazione integrativa aziendale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per:
1) valutare la possibilità di aprire un tavolo di trattative con la multinazionale Auchan, teso ad evitare la procedura di licenziamento per i lavoratori degli ipermercati isolani ed ogni possibile effetto negativo sulla contrattazione integrativa aziendale;
2) esaminare la possibilità di salvaguardare i posti di lavoro nei centri commerciali di Cagliari e Sassari.

Cagliari, 7 maggio 2015