CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 398/A

INTERROGAZIONE CAPPELLACCI - LOCCI - PITTALIS - CHERCHI Oscar - FASOLINO - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza ebola in Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che in data 8 ottobre 2014 l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ha diffuso un comunicato stampa in cui affermava che: "La Sardegna è in grado di fare fronte a un eventuale caso di sospetta infezione del virus dell'ebola"; nella nota l'Assessore aggiungeva le seguenti parole: "Abbiamo subito dettato le linee di lavoro e attivato tutte le misure preventive, pratiche e operative, compresi corsi di sensibilizzazione al trattamento della materia, testando la reattività di risposta che reputo molto buona. In Sardegna abbiamo tutte le competenze e siamo accreditati per ricevere e distinguere un eventuale soggetto portatore del virus dell'ebola, e fare così fronte al problema";

rilevato che:
- il 31 ottobre 2014 lo stesso Assessore ha annunciato alla stampa, con un comunicato che nel titolo recava l'espressione "Sardegna pronta ad ogni emergenza", l'approvazione di un protocollo operativo e l'istituzione di tre unità di crisi, una regionale a Sassari e due locali a Cagliari, per la gestione di eventuali casi sospetti di persone potenzialmente contagiate dal virus ebola; "Le unità di crisi - ha dichiarato l'Assessore - rappresentano i tre organismi di riferimento attraverso i quali si dovranno articolare le possibili azioni di risposta ed è di particolare rilievo la sinergia prevista con la Prefettura, grazie alla quale si potrà assicurare il completo monitoraggio di eventuali situazioni di emergenza";
- il 13 novembre 2014 la Giunta regionale ha presentato alla stampa il protocollo, ribadendo i concetti precedentemente espressi;
- l'11 maggio 2015, in seguito al ricovero del primo paziente affetto dal virus, l'Assessorato dichiarava pubblicamente che "sono state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste dai protocolli nazionali e regionali da parte del personale del 118 e del personale del reparto di malattie infettive che ha utilizzato maschera, occhiali e scafandro per evitare qualunque contatto diretto"; in tale occasione l'Assessore ha espressamente dichiarato che: "La situazione è sotto controllo, e le nostre Unità di crisi hanno funzionato perfettamente". Lo stesso Assessore rassicurava: "Non ci sono motivi per avere alcun timore: il virus diventa contagioso solo nel momento in cui compare la febbre, il che è avvenuto oggi quando il paziente non ha avuto contatti con nessuno";
- il 13 maggio 2015 l'Assessore ha dichiarato: "La macchina operativa ha funzionato secondo i tempi e nei modi previsti dall'Unità di crisi avviata a novembre";
- il 15 maggio 2015, dopo una polemica riguardo al trasporto del paziente e alle fotografie scattate da alcuni presenti, emerge la mancanza di una barella di biocontenimento, che viene così minimizzata dall'Assessore: "La mancanza della barella a biocontenimento non ha condizionato le operazioni di soccorso. Abbiamo però deciso di dotarci comunque di due barelle, una a Cagliari e l'altra a Sassari, per ulteriore prudenza";

considerato che:
- il 17 maggio 2015 la stampa regionale riporta le dichiarazioni del sindacato, secondo il quale la barella di biocontentimento giunta dallo "Spallanzani" di Roma non poteva entrare nella stanza in cui era ricoverato il paziente, che pertanto era inadeguata, e quest'ultimo sarebbe stato costretto ad uscire per poi adagiarsi sulla biobag;
- il sindacato denuncia altresì che il laboratorio di analisi non era autorizzato né attrezzato per gestire i campioni del virus, che il sangue infetto è stato trattato alla stregua del plasma normale e da tecnici ignari dei rischi e che è stata contaminata la centrifuga;
- il 18 maggio 2015 altri quattro, tra sanitari e tecnici, del laboratorio di analisi dell'ASL n. 1 di via Monte Grappa si aggiungono agli altri due sotto sorveglianza speciale; salgono quindi a diciassette le persone che sono in isolamento perché venute a contatto direttamente o indirettamente con il paziente;
- in seguito alle sopracitate denunce del sindacato, la ASL n. 1 avrebbe aperto un'inchiesta interna per accertare eventuali falle nei rigorosi protocolli previsti in caso di presenza di virus altamente infettivi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza della situazione emersa da gravi carenze, come quella relativa alle biobag, e se abbiano verificato le questioni denunciate dal sindacato;
2) quali azioni intendano porre in essere al fine di affrontare l'emergenza relativa al virus ebola e rimediare ad eventuali falle ed omissioni;
3) quali azioni intendano porre in essere al fine di accertare eventuali responsabilità nei casi segnalati dai sindacati ed evidenziati dalla stampa regionale;
4) se l'Assessorato abbia già avviato i controlli sul rispetto della procedura e del protocollo.

Cagliari, 18 maggio 2015