CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 401/A

INTERROGAZIONE TRUZZU, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione dell'emergenza ebola in Sardegna.

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Il sottoscritto,

premesso che in più di un'occasione l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ha dichiarato, a mezzo stampa, che la Sardegna era pronta ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza, tra cui quella relativa al pericolo di diffusione del virus ebola

considerato che:
- tali dichiarazioni, a partire dall'ottobre 2014 ad oggi, sono state più volte rilasciate dallo stesso Assessore e riprese dagli organi di stampa, in seguito all'allarme suscitato dal diffondersi del virus nel continente africano, anche con l'evidente obbiettivo di evitare la psicosi di una possibile propagazione del virus in Italia e in Europa;
- sia forze politiche che sindacali hanno allo stesso tempo chiesto, tramite stampa e non solo, rassicurazioni e interventi adeguati, tempestivi ed efficaci per affrontare l'eventuale presenza nell'Isola di uno o più soggetti potenziali portatori del virus ebola;

visto che:
- è stato presentato alla stampa, in data 13 novembre 2014, il protocollo operativo della Regione sulle unità di crisi da attivare in Sardegna per il virus ebola che prevedeva la piena operatività di due unità dislocate nel Reparto di malattie infettive dell'Ospedale Santissima Trinità di Cagliari e nelle cliniche universitarie di Sassari, con l'attivazione di tre stanze nel capoluogo sardo e due a Sassari;
- il protocollo prevedeva inoltre, nel caso in cui fosse stata riscontrata l'infezione, il trasferimento immediato dei pazienti al centro malattie infettive dell'Ospedale Spallanzani di Roma;
- si è dichiarato, inoltre, che il personale medico e infermieristico stava terminando, in quei giorni, la fase di formazione per la gestione dell'emergenza, e che l'Assessorato aveva elaborato una scala di codici di emergenza-urgenza idonea ad individuare le concrete modalità di intervento in caso di sospetta presenza del virus;

considerato che l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, in quella stessa occasione ha dichiarato testualmente "La probabilità che arrivi un immigrato infetto è remota, a meno che non giunga clandestinamente e senza essere intercettato in Italia dai militari. Chi invece arriva da clandestino ma viene soccorso, è sottoposto immediatamente a un primo screening. I passeggeri che arrivano dai Paesi a rischio vengono controllati nell'aeroporto europeo in cui fanno scalo. Dunque si agisce in maniera preventiva e eventualmente si apre la strada per la quarantena di 21 giorni per le persone ritenute a rischio, che sono anche gli operatori sanitari che lavorano nell'Africa Occidentale: Liberia, Sierra Leone, Guinea e Mali.";

visto che:
- in Sardegna si è conclamato nei giorni scorsi il primo caso di ebola che, oltre al contagiato, ha portato all'isolamento 19 persone che, per varie ragioni, sono entrate in contatto con il malato, tra cui diversi operatori e tecnici sanitari;
- si sono susseguite le dichiarazioni, più o meno pertinenti e autorevoli, da parte di vari esponenti del mondo politico, istituzionale, ma anche partitico appartenenti all'area di centrosinistra e della maggioranza, sull'adeguato funzionamento dell'unità di crisi, la corretta esecuzioni dei protocolli e delle procedure da adottare in questi casi;

considerato che:
- oltre al materiale fotografico pubblicato da diversi organi di stampa che testimonia che un numero elevato di soggetti sono entrati in contatto con l'infetto senza gli adeguati dispositivi di protezione individuali, il continuo incremento delle persone tenute in isolamento e in stretta osservazione evidenzia un chiaro corto circuito dell'intera procedura di sicurezza;
- un sindacato denuncia le falle nella macchina organizzativa, parlando di una pessima e superficiale gestione di un'emergenza sanitaria che la città non aveva prima d'ora affrontato e forse non pensava nemmeno di affrontare;
- si è appreso che la stanza di decontaminazione individuata dall'Azienda sanitaria era inutilizzabile, tanto che gli operatori del 118 si sono dovuti cambiare in uno stanzino della centrale operativa;
- il trasporto del soggetto infetto dall'ospedale all'aeroporto è avvenuto ad opera del personale della Croce Rossa e non degli operatori del 118 all'uopo formati;
- alcuni operatori delle centrali operative del 118 di Cagliari e Sassari dovranno partecipare lunedì 25 maggio 2015 a un corso di formazione, organizzato in tutta fretta dal Ministero della salute, per l'utilizzo della "Bio-Bag";
- al di là delle sterili accuse di sciacallaggio che alcuni esponenti del centrosinistra locale hanno avanzato, la vicenda pone un generale problema di sicurezza per i cittadini, nonché costituisce un duro colpo all'immagine della Sardegna in campo nazionale e internazionale proprio in prossimità della stagione turistica,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano informati sul reale svolgimento della gestione dell'emergenza del virus ebola presso l'ospedale di Sassari;
2) se siano state rispettate tutte le procedure previste dal protocollo d'emergenza;
3) se il personale coinvolto nella gestione dell'emergenza abbia ricevuto in questi mesi l'adeguata formazione per poter affrontare concretamente un caso simile;
4) se il personale coinvolto nella gestione dell'emergenza sia stato adeguatamente informato durante lo svolgimento delle operazioni di soccorso, primo intervento ed elaborazione delle provette di sangue del soggetto infetto;
5) se la stanza di decontaminazione all'uopo individuata presso la struttura sanitaria sia utilizzabile e sia stata utilizzata da parte degli operatori sanitari;
6) se risponda a verità la notizia per cui il trasporto del soggetto infetto dall'ospedale di Sassari all'aeroporto sia avvenuto sui mezzi e con la collaborazione del personale della Croce Rossa italiana, non dotato degli adeguati dispositivi di protezione individuali;
7) se risponda a verità la notizia per cui gli operatori delle centrali del 118 di Cagliari e Sassari parteciperanno a un corso di formazione sull'utilizzo della "Bio-Bag" solo nei prossimi giorni;
8) chi, e in quali termini, risponderà dell'eventuale danno d'immagine subito dalla Sardegna in seguito alla gestione dell'emergenza ebola.

Cagliari, 19 maggio 2015