CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 403/A

INTERROGAZIONE PISCEDDA - FORMA - MORICONI - COZZOLINO - PINNA Rossella - LOTTO - COMANDINI - TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione degli adempimenti stabiliti nella legge regionale n. 23 del 2005 sul Sistema integrato dei servizi alla persona e con riferimento alle richieste delle organizzazioni del terzo settore della Sardegna contenute nella lettera dello scorso 15 gennaio 2015.

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I sottoscritti,

premesso che:
- le associazioni Confcooperative con Federsolidarietà Sardegna, LegaCoopsociali Sardegna, AGCI Solidarietà, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), le Acli della Sardegna, FISH Sardegna, Arci, UISP, AIAS Cagliari, Fondazione Stefania Randazzo, più volte e con diversi mezzi hanno richiesto da tempo di veder riconosciuto il loro lavoro attraverso l'attuazione di alcune leggi che fanno riferimento alla legge regionale n. 23 del 2005;
- le associazioni sopra elencate si occupano principalmente di servizi rivolti alla persona e con le loro realtà sono presenti in tutto il territorio regionale e con la loro attività coinvolgono molti utenti, le loro famiglie e decine di migliaia di lavoratori;

considerato che:
- il sistema di integrazione delle politiche sanitarie e sociali è regolato dalla legge regionale n. 23 del 2005 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali) che dà attuazione alla legge quadro nazionale n. 328 del 2000 e si prefigge, tramite un modello di governo partecipato, di creare un sistema integrato di servizi alla persona che valorizza la programmazione in funzione dei bisogni, in particolare nella dimensione locale;
- il livello locale risulta essere il perno del sistema e che il livello regionale avrebbe dovuto fare sintesi, guidare e controllare e in qualche modo farsi carico di armonizzare le regole;
- nel corso di questi 10 anni, si può affermare che permangono ritardi attuativi, atti incoerenti, un rifluire verso azioni parcellizzate che mal si conciliano con la logica di integrazione dei servizi alla persona; di fatto solo nel 2008 sono stati emanati il regolamento attuativo previsto dall'articolo 43 della succitata legge (decreto del Presidente della Regione n. 4/2008) ed il regolamento attuativo dell'articolo 44 (decreto del Presidente della Regione n. 3/2008); solo nel 2011, con deliberazione della Giunta regionale n. 40/32, sono state emanate le linee guida dei Piani locali unitari dei servizi (PLUS), mentre il regolamento attuativo (decreto del Presidente della Regione n. 4/2008) è essenzialmente rimasto lettera morta;
- in questi anni la Regione praticamente, ha continuato a occuparsi di gestione attraverso interventi settoriali, dimenticandosi del suo ruolo istituzionale e molti degli interventi settoriali sono caratterizzati da situazioni non uniformi nelle modalità di accesso che ne amplificano la frammentarietà e la mancanza di coordinamento, prediligendo nei fatti la scelta di fermarsi alla pura e semplice erogazione di sussidi e/o non accompagnandoli da reali e uniformi processi di verifica. Un insieme di elementi che negli anni hanno favorito fenomeni distorsivi e iniquità.
- la tendenza della Regione ad occuparsi di gestione ha di fatto rappresentato un ostacolo alla concreta attuazione e sviluppo del welfare locale, in quanto lo schema di programmazione è stato compromesso dal permanere di interventi definiti attraverso trasferimenti diretti ai singoli comuni, accentuati dal moltiplicarsi di metodologie di erogazione personalizzate gestite direttamente dalla Regione;
- lo schema basato sull'integrazione delle politiche è stato di fatto disatteso e compromesso dal perdurare di pratiche nello sviluppo delle politiche (vedasi socio sanitario) centrate sulla spesa della singola istituzione, piuttosto che su effettivi percorsi/processi di condivisione progettuale basati sulla centralità della persona;

sottolineato:
- il ruolo dei soggetti sociali solidali (articolo 10 della legge regionale n. 23 del 2005), a cui il legislatore ha attribuito il compito determinante di protagonisti fattivi (co-progettazione) e non meramente esecutivi delle richieste dell'ente locale, tale da consentire il moltiplicarsi delle risorse;
- che, al contempo, è determinante considerare il potenziamento degli strumenti di incentivazione e sostegno a tutti gli attori del terzo settore, nessuno escluso (cooperazione sociale, associazioni di promozione sociale, volontariato, oltre alle forme organizzative richiamate dal citato articolo 10);
- che al terzo settore, che garantisce importanti ricadute occupazionali, deve essere affiancato un quadro organico delle professioni sociali al fine di evitare nell'indeterminatezza dei profili, che in esso si possa nascondere una scarsa qualità del lavoro e il motivo per il suo non riconoscimento economico;

precisato, infine, che:
- è di fondamentale importanza realizzare e attuare tutti gli strumenti che la stessa legge regionale n. 23 del 2005 prevede: la Consulta regionale sulle politiche sociali (articolo 24) l'Osservatorio regionale sulle povertà (articolo 34), l'Osservatorio regionale degli appalti (articolo 35), gli accordi contrattuali (articolo 42), i requisiti specifici sulle strutture sociali (già approvati con delibera regionale n. 33/36 dell'8 agosto 2013, ma non ancora operativi) e le strutture integrate (ancora non definita e posta all'attenzione dell'Assessore da appena insediato da codeste associazioni) con le relative tariffe;
- i ritardi nell'attuare il descritto percorso stanno implicando condizioni di indeterminatezza per cui molti comuni non concedono nessun tipo di autorizzazione alle nuove strutture motivandola con la scarsa chiarezza normativa; questo a cascata sta impedendo investimenti sui servizi alla persona, con conseguenze sulle risposte ai bisogni emergenti e sulla creazione di nuova occupazione (ad esempio: sui minori, poiché non esiste una regolamentazione sulle strutture integrate per minori; sul socio-sanitario - disturbi comportamentali gravi, le ASL e i comuni sostengono costi onerosi inviando i soggetti in altre regioni dove esistono strutture adeguate; per quanto riguarda le strutture integrate per anziani o soggetti non autosufficienti, è da tempo che si sta chiedendo di rivedere le tariffe che riguardano le integrazioni sanitarie in Sardegna dove, per esempio, l'UVT l'integrazione sanitaria per strutture integrate per anziani, è di euro 10,40, mentre la media dell'integrazione sul territorio nazionale è di euro 30);

tutto quanto sopra richiamato, di fatto, determina una complessiva incertezza che si trasferisce sulle condizioni di maggiore disagio in cui si trovano i soggetti deboli che usufruiscono del sistema dei servizi e sulla precarietà nell'operare dei tanti professionisti (in particolare lavoratori del terzo settore) che quotidianamente sostengono il lavoro di cura a supporto diretto dell'utenza e delle loro famiglie;

considerato che:
- lo scorso 27 aprile 2015 l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ha voluto incontrare i rappresentanti delle organizzazioni sopra richiamate per fare insieme il punto sulle loro richieste anche assumendo precisi impegni sui contenuti e sui tempi di attuazione;
- altresì, con nota dello scorso 6 maggio 2015, la stessa ANCI della Sardegna è voluta intervenire nel merito in particolare del percorso di definizione delle tariffe per le strutture integrate e per le strutture sociali,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1) quale percorso abbia definito in merito l'assessorato per far fronte alle richieste;
2) quali indirizzi stia definendo per le ASL sui percorsi di integrazione socio-sanitaria sui livelli locali della programmazione;
3) in che tempi intende attivare gli organismi di concertazione stabili dalla legge regionale n. 23 del 2005;
4) in che tempi intenda definire e adottare i regolamenti in materia di strutture integrate (requisiti strutturali e organizzativi) e relative tariffe.

Cagliari, 21 maggio 2015