CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 404/A

INTERROGAZIONE COSSA, con richiesta di risposta scritta, sui rimborsi delle spese di viaggio e di soggiorno per l'erogazione di cure climatiche, soggiorni terapeutici e cure idrotermali agli invalidi per causa di guerra e di servizio.

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Il sottoscritto,

premesso che la legge 23 dicembre 1978, n. 833 prevede, all'articolo 57, comma 3, l'erogazione di determinate prestazioni sanitarie a favore degli invalidi per causa di guerra e di servizio, dei ciechi, dei sordomuti e degli invalidi civili;

considerato che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, con cui sono stati definiti i Livelli essenziali di assistenza (LEA), ha escluso dagli oneri a carico del Fondo sanitario nazionale i contributi economici per spese di viaggio e soggiorno connesse a cure climatiche, soggiorni terapeutici ed idrotermali a favore di invalidi per causa di guerra e di servizio;

evidenziato che la Regione, con la deliberazione della Giunta regionale n. 43/9 del 20 dicembre 2002, in attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, ha interrotto l'erogazione di contributi a copertura delle spese di viaggio e soggiorno connesse alle prestazioni sanitarie in oggetto;

constatato, tuttavia, che l'articolo 4, comma 15, della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 ha disposto lo stanziamento di 300.000 euro per prestazioni sanitarie integrative, ai sensi dell'articolo 57 della legge n. 833 del 1978, garantendo l'erogazione di contributi economici per spese di viaggio e soggiorno;

sottolineato che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 39/22 del 23 settembre 2011, ha approvato la ripartizione del fondo alle aziende sanitarie e gli indirizzi applicativi della norma regionale, riconoscendo il diritto al rimborso per le sole cure che non possono essere effettuate in Sardegna, escludendo la possibilità di rimborsi per soggiorni termali effettuati nell'Isola;

valutato che detta esclusione del rimborso per le cure effettuate nelle strutture termali della Sardegna limita notevolmente la possibilità di accesso per le categorie sopra richiamate, giacché sovente si tratta di persone in precarie condizioni di salute;

evidenziato che le strutture termali presenti in Sardegna si trovano in una condizione di pesante svantaggio rispetto a quelle del continente, in quanto l'insularità rende assai difficile il loro raggiungimento da parte dei potenziali fruitori residenti fuori dall'isola, con ripercussioni economiche negative sull'economia regionale, già sofferente per la perdurante crisi planetaria,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza della problematica sopra descritta;
2) se non ritengano di dover attivare le necessarie procedure per rimuovere una limitazione pregiudizievo, sia per gli aventi diritto alla prestazione sia per un settore che negli ultimi anni ha registrato, a livello nazionale e internazionale, un trend positivo;
3) se, di conseguenza, non ritengano di disporre lo stanziamento delle somme necessarie, in quanto la loro attuale entità appare assai contenuta rispetto alle ricadute sociali ed economiche che potrebbe determinare.

Cagliari, 21 maggio 2015