CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 407/A

INTERROGAZIONE LEDDA - AZARA - ARBAU - PERRA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi danni causati dagli attacchi di lepidotteri defogliatori al patrimonio boschivo.

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I sottoscritti,

premesso che ogni anno, fra la metà di maggio e giugno, larve di lepidotteri (farfalle allo stato di larva) defogliatori, in particolare la "Lymantria dispar" e la "Malacosoma", creano gravi danni al patrimonio boschivo isolano, determinando spesso, nelle zone colpite, l'eliminazione totale dell'apparato fogliare delle specie quercine, con particolare riferimento alle "Quercus suber" delle cui foglie le larve si nutrono;

evidenziato che la defogliazione, totale o parziale, provoca sulle piante colpite uno stress fisiologico notevole in quanto nell'apparato fogliare avvengono i maggiori processi legati al metabolismo per cui in assenza delle foglie la pianta non può più svolgere il processo di fotosintesi clorofilliana né elaborare la linfa grezza, per cui è costretta ad utilizzare tutte le sostanze di riserva immagazzinate e disponibili per ricostruire il fogliame e quanto necessario per lo svolgimento delle sue normali funzioni;

considerato che:
- sono capaci di infestare e defoliare intere foreste, provocando disturbi anche alla salute di chi risiede nei dintorni;
- le infestazioni che si ripetono ciclicamente, provocano una defogliazione totale e le foglie che si riformano sono più piccole, determinando un ulteriore rallentamento nei processi del metabolismo;

rilevato che è conseguenza inevitabile dei fenomeni descritti una limitazione nella formazione delle produzioni forestali e, nel caso particolare della quercia da sughero, nell'anno in cui la pianta subisce gli attacchi parassitari, l'accrescimento radiale del sughero subisce una diminuzione del prodotto intorno al 30 per cento e la minore crescita del prodotto si manifesta per almeno altri due anni successivi;

appurato che:
- il danno all'apparato fogliare non si manifesta solo nella minore produzione di sughero, aspetto di immediata rilevanza economica, ma anche in una quasi certa diminuzione degli anni della vita media della pianta, con evidenti ulteriori danni economici ed ambientali, gravi ed irreparabili;
- gli attacchi portati dai defogliatori si ripetono anche dopo due o tre anni e spesso anche l'anno successivo con ripetuti e gravissimi danni economici a carico del patrimonio subericolo regionale;

preso atto che attualmente in Italia, solo nelle foreste, è consentito l'uso di alcuni formulati a base del batterio Bacillus thuringiensis che, consentendo di effettuare una selezione mirata, risulta poco nocivo ai cosidetti insetti utili;

evidenziato che l'infestazione ha raggiunto la fase di massima recrudescenza, tanto da essere visibile anche ai passeggeri che transitano sulle strade adiacenti, rendendo quindi urgentissimo l'intervento per la soluzione del problema, in particolare nei territori del Goceano, Monte Acuto e Logudoro,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se non ritengano necessario abbattere nel più breve tempo buona parte della popolazione di lepidotteri;
2) quali provvedimenti urgenti intendano adottare per un tempestivo intervento, al fine di porre in essere questi importanti mezzi di lotta che presuppongono un'azione sinergica e di coordinamento di tutti i soggetti pubblici interessati (Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, province, ispettorati forestali, istituti di ricerca, ecc.) affinché si possano prevenire futuri attacchi;
3) quali altri mezzi ritengano opportuno attivare al fine di evitare ulteriori danni al patrimonio subericolo sardo, con le evidenti ripercussioni negative in termini di calo economico ed occupazionale nel comparto della raccolta e lavorazione del sughero, che rappresenta una voce determinante nell'economia della Sardegna, purtroppo già gravata da gravi crisi e difficoltà in quasi tutti i settori;
4) se intendano verificare, con gli stessi enti, la possibilità di utilizzare nuovi mezzi di lotta ai lepidotteri defogliatori, basati sulla lotta biologica sicuramente più costosa, ma più specifica e selettiva, per esempio mediante ricerca ed eliminazione delle femmine, lotta che può essere protratta anche dopo la fecondazione delle uova individuando le stesse ed eliminandole, e al contempo non arrecando danni ad altre specie rispettando quindi l'equilibrio ambientale.

Cagliari, 22 maggio 2015