CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 411/A

INTERROGAZIONE COMANDINI - COCCO Pietro - COLLU - COZZOLINO - FORMA - LOTTO - MANCA Gavino - MELONI - MORICONI - PISCEDDA - SABATINI - TENDAS - PINNA Rossella, con richiesta di risposta scritta, sulla persistente situazione che grava all'interno degli organi di indirizzo politico-amministrativo della Camera di commercio di Cagliari.

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I sottoscritti,

premesso che:
- da tempo si apprendono dalla stampa, da contatti diretti con i vertici delle associazioni di categoria, espressione dei comparti produttivi, rappresentate in seno al consiglio della Camera di commercio di Cagliari e dalle sigle sindacali, preposte alla tutela dei lavoratoti dell'ente e delle sue aziende speciali, informazioni in merito alla grave condizione di impasse in cui versano il consiglio camerale e l'ente stesso:
- il giorno 31 marzo 2015, presso la Camera di commercio di Cagliari, si è tenuta una seduta del consiglio camerale dove è stata approvata, con 21 voti su un totale di 32 consiglieri, una mozione di sfiducia nei confronti del presidente, dott. Deidda;
- nel corso della seduta il presidente Deidda ha convocato il consiglio a domicilio dichiarando chiusa la seduta;
- 21 consiglieri, ritenendo invalido tale atto, hanno proseguito la seduta sotto la presidenza del vice presidente Tizzano che ha illustrato la mozione di sfiducia nei confronti del dott. Deidda, la quale è stata votata e approvata all'unanimità;
- il giorno 8 aprile 2015 il consiglio camerale, convocato con all'ordine del giorno l'elezione del nuovo presidente, proclama eletto quale presidente della Camera di commercio di Cagliari, il vice presidente Vitangelo Tizzano;

considerato che:
- la legge 29 dicembre 1993, n. 580, norma il funzionamento delle camere di commercio quali "enti autonomi di diritto pubblico" e proprio l'articolo 5 attribuisce alle regioni la vigilanza sul corretto funzionamento degli organi ed, in particolare, il potere estremo di vigilanza costituito dalla possibilità di sciogliere il consiglio, con provvedimento del Presidente della Regione, quando non ne possa essere assicurato il normale funzionamento;
- il decreto legislativo n. 112 del 1998, conferisce alle camere di commercio piena autonomia per le materie di propria competenza, affidando alle regioni il controllo sugli organi camerali, anche in riferimento al loro mancato funzionamento;
- la legge n. 59 del 1997, cosiddetta "legge Bassanini", ai fini del decentramento amministrativo, ha abrogato i controlli del Ministero per lo sviluppo economico nei confronti degli enti camerali;

rilevato che:
- il Ministero dello sviluppo economico, dicastero di riferimento per il sistema camerale, l'Unione italiana delle camere di commercio industria, agricoltura ed artigianato (Unioncamere), organo di direzione ed indirizzo delle camere d'Italia hanno suggerito, con apposite note, al presidente della camera di convocare il consiglio camerale per poter permettere, a norma di statuto, la discussione e votazione della mozione di sfiducia nei confronti dello stesso presidente, presentata e motivata da un congruo numero di consiglieri;
- il Presidente della Regione ha, con apposita nota, intimato al presidente della Camera di convocare nell'immediatezza il consiglio camerale per la discussione e votazione della mozione di sfiducia entro l'8 maggio 2015;

alla luce anche dell'importante agenda nazionale dettata dalla riforma della pubblica amministrazione e dell'obbligo, pena l'intervento nazionale, di procedere all'autoriforma del sistema camerale regionale (in Sardegna non ancora attuata);

tenuto conto che oltre alle funzioni strettamente anagrafico-amministrative (iscrizione obbligatoria nei registri camerali di tutte le imprese e società), le camere di commercio svolgono un importante ruolo dì supporto e promozione degli interessi delle imprese, importante per lo sviluppo delle aree produttive del territorio;

vista la persistente situazione che mette a rischio le normali condizioni operative della Camera di commercio a discapito della puntuale e precisa erogazione dei servizi alle imprese, nonché le difficoltà che potrebbero nascere nei rapporti istituzionali tra enti ed organizzazioni d'impresa,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, per sapere se:
1) sia a conoscenza della grave situazione che persiste all'interno degli organi di indirizzo politico-amministrativo della Camera di commercio di Cagliari;
2) non ritenga opportuno, per quanto di propria competenza, intervenire al fine di fare chiarezza, assicurando la legittimità degli atti e consentendo la ripresa dell'attività dell'ente, a tutela dell'ente camerale stesso e delle imprese.

Cagliari, 3 giugno 2015