CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 418/A

INTERROGAZIONE LAI, con richiesta di risposta scritta, sulla condizione di precarietà lavorativa degli operatori "senza titolo" impiegati nei servizi sociali.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- la legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)) attribuisce alla Regione la realizzazione del sistema integrato dei servizi alla persona, volto a promuovere il libero sviluppo della persona umana e la sua partecipazione sociale, culturale, politica ed economica alla vita della comunità locale;
- scopo del sistema integrato è la promozione dei diritti di cittadinanza e l'inclusione sociale delle persone e delle famiglie, attraverso la realizzazione di azioni di prevenzione e riduzione del disagio individuale e familiare;
- accedono prioritariamente al sistema integrato i soggetti in condizioni di povertà o con limitato reddito, con incapacità totale o parziale di provvedere alle proprie esigenze per inabilità di ordine fisico e psichico;

considerato che:
- la Regione e gli enti locali, per la realizzazione delle suddette finalità, promuovono la partecipazione degli altri soggetti pubblici, del terzo settore, degli organismi della cooperazione;
- particolare importanza nel raggiungimento delle finalità e degli obiettivi della legge è riconosciuta alla cooperazione sociale di cui alla legge regionale n. 16 del 1997;
- punto centrale delle politiche sociali rivolte ai soggetti in condizioni di deprivazione materiale e affettiva è la garanzia della continuità del percorso educativo intrapreso;

rilevato che la gestione degli interventi e servizi sociali richiede una notevole competenza sociale e umana, che sono una concausa del necessario rapporto fiduciario tra utenza e operatore interessati;

constatato che:
- le specifiche caratteristiche richieste per gli operatori comportano per le cooperative sociali richiamate dalla legge la difficoltà nel reperire operatori sociali per lo svolgimento dei servizi territoriali;
- per tale motivo le stesse cooperative fanno ricorso a operatori senza titolo, individuati in base alla sussistenza di caratteristiche e competenze umane non direttamente riconducibili a uno specifico percorso didattico;
- tale scelta ha, comunque, dato un considerevole impulso all'occupazione di operatori, che solo in provincia di Cagliari sono stimati in diverse centinaia;

preso atto che:
- la questione degli educatori senza titolo non risulta ancora effettivamente risolta nonostante le due sanatorie applicate in merito negli anni passati;
- allo stato attuale, gli operatori sociali senza titolo si trovano nella condizione soggettiva di dovere gestire dei servizi sociali basando la loro attività su rapporti fiduciari da un lato con l'utenza, dall'altro con le cooperative sociali di riferimento;
- la loro dismissione potrebbe comportare notevoli difficoltà nel reperimento di figure professionali adeguate, considerata la penuria di operatori professionali disponibili nel mercato;
- allo stesso tempo, la cessazione del rapporto con l'utenza priverebbe gli stessi utenti della "continuità educativa", presupposto base per lo svolgimento di un lavoro proficuo nel tempo,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) è a conoscenza della condizione in cui versano i servizi sociali territoriali riguardo la carenza di operatori sociali;
2) non ritenga opportuno convalidare le esperienze professionali e formative maturate dagli operatori sociali senza titolo specifico che lavorano da tempo nel campo dei servizi sociali ed educativi per sopperire a tale insufficienza;
3) non ritenga appropriato garantire la continuità educativa di tanti utenti interessati tramite il riconoscimento dell'esperienza e professionalità degli operatori sociali senza titolo;
4) non ritenga opportuno sviluppare protocolli d'intesa con l'Università e altri enti di formazione professionale per definire tempi, strumenti e modalità dedicati al riconoscimento dell'esperienza e professionalità degli operatori sociali senza titolo, nel rispetto del rapporto tra il tempo da destinare allo studio e quello da dedicare al lavoro;
5) non ritenga opportuno valutare la portata occupazionale di tale scelta, che permetterebbe a diverse centinaia di operatori sociali di vedersi riconosciuto il lavoro svolto di fatto nell'ambito dei servizi sociali.

Cagliari, 9 luglio 2015