CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 420/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito alla vessazione provocata da Equitalia Spa mediante l’attuale sistema di controlli e imposizioni sulle imprese.

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Il sottoscritto,

premesso che Equitalia Spa è una società italiana a totale controllo pubblico, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio;

accertato che
- la configurazione dell'ente di riscossione è avvenuta con la legge n. 248 del 2005, con la costituzione di Riscossione Spa, divenuta nel 2007 Equitalia;
- sino al 30 settembre 2006 la riscossione era affidata in concessione ai privati (in prevalenza le banche), e che con il decreto legge n. 223 del 2006 si autorizza Equitalia all’utilizzo dei dati mediante l’Agenzia delle entrate;

rilevato che tra i numerosi documenti è stato introdotto il Durc: un certificato unico che attesta la regolarità contributiva di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché in tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di Inps, Inail e Casse edili. In questo modo, le imprese effettuano un’unica richiesta di rilascio della regolarità contributiva a uno degli enti citati, anziché tre (ciascuna per ogni ente) come avveniva in passato. In particolare, attraverso l’articolo 31 del decreto legge n. 69 del 2013 convertito nella legge n. 98 del 2013 si prevede che, a decorrere dal 21 agosto 2013 è entrata in vigore la legge n. 98 del 2013, vengano apportate una serie di modifiche alla disciplina del Durc, con particolare riferimento ai contratti pubblici;

valutato che una delle novità più rilevanti riguarda il periodo di validità del Durc che è ora di centoventi giorni dall’emissione, per i certificati rilasciati: a) per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (articolo 31, comma 5, primo periodo); b) ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale e per finanziamenti e sovvenzioni previsti dalla normativa dell’Unione europea, statale e regionale (articolo 31, comma 8 ter); c) per i lavori edili tra soggetti privati, fino al 31 dicembre 2014 (articolo 31, comma 8 sexies). Con riguardo ai contratti pubblici, nella circolare ministeriale n. 36/2013 è stato precisato, inoltre, che la validità di centoventi giorni dei Durc acquisiti dalle stazioni appaltanti per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa alla sussistenza del requisito di ordine generale previsto dall’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo. n. 163 del 2006, decorre dalla data indicata nel certificato di verifica della dichiarazione sostitutiva, anziché dalla data di rilascio;

esaminato che il Durc era stato peraltro introdotto per validi motivi, con la finalità di controllo dei lavori non in regola, ma è diventato con il passare del tempo un grosso freno allo sviluppo delle imprese, strumento che, di fatto, vista la crisi mondiale, è il catenaccio delle aziende in difficoltà e, di conse-guenza, dei suoi lavoratori;

annotato che da tempo artigiani e piccoli imprenditori si lamentano contro le vessazioni stringenti dell’agenzia di riscossione crediti, per l’aumento spropositato delle cartelle esattoriali dovute a sanzioni e spese (il fermo amministrativo degli automezzi di lavoro ritenuto incostituzionale; gli abusivi pi-gnoramenti dei beni strumentali; le illegittime iscrizioni ipotecarie; la pretesa di tributi prescritti; la vendita all’asta di immobili a prezzi irrisori), di fatto, un modello impositivo e fiscale stringente e sof-focante che va senza dubbio rivisitato, in quanto si è rivelato una rovina per molte delle imprese dei settori dall’edilizia sino all’artigianato ed al commercio;

dato atto che sembra essere messa in atto una persecuzione finanziaria per le imprese che hanno lavorato per gli enti pubblici, molte di queste infatti pur eseguendo lavori non sono state pagate a causa della man-canza di fondi e per i ripetuti errori da parte della pubblica amministrazione, così le imprese si sono viste più volte negare i pagamenti da direttori dei lavori o responsabili del procedimento, quindi, l’unica arma a loro disposizione è il giudizio civile che comunque adotta tempi interminabili - 10 anni per da-re una risposta e sbloccare i pagamenti;

constatato che, di fronte a questa complicata ed ingiusta situazione le imprese si sono viste costrette a non pagare i tributi assicurativi ed erariali trovandosi, per l’appunto, nell’impossibilità a farlo e, a ogni modo, per trovarsi comunque in regola con le leggi, hanno denunciato i pagamenti non avvenuti, convinti di un repentino sblocco e di una risoluzione dei problemi;

appreso che l’agenzia Equitalia si rivale sui mancati pagamenti autodenunciati che, infatti, comportano due provvedimenti immediati: il fallito rilascio del Durc che ha bloccato l’attività che, quindi, si è trovata impossibilitata ad auto produrre le risorse per pagare i suddetti tributi e l’intervento di Equitalia che ha moltiplicato per due i tributi non pagati ed ha pignorato le somme;

osservato che la crisi congiunturale ha portato molte imprese alla serrata, proprio a causa dei metodi di riscossione, stringenti e pressanti, di Equitalia, con le cifre sempre più esorbitanti delle cartelle di pagamento;

sottolineato che Equitalia, con queste modalità, si è praticamente trovata nelle mani il tesoretto di molte delle aziende, che si sono viste annullare le loro risorse economiche a causa dei metodi vessatori delle imposizioni, con il risultato disastroso che molte imprese, avendo tutto bloccato in termini di conti bancari e impossibilità di accedere al loro patrimonio, hanno dovuto cessare l’attività e, in tantissimi casi poi, è arrivato il colpo di grazia, con la società di riscossione che ha sollecitato il fallimento dell’azienda;

rimarcato che la situazione si è tradotta in vessazioni ed angherie nei confronti di tantissimi proprietari delle attività economiche in settori strategici dell’economia isolana,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere se ritenga opportuno:
1) valutare la possibilità di chiedere un immediato tavolo di confronto con il Governo finalizzato a mettere fine ai metodi oppressivi di Equitalia nei confronti di tantissime aziende sarde;
2) verificare lo stato di salute dell’economia isolana, anche in seguito al ciclone Equitalia;
3) proporre un freno alle cartelle di riscossione, vista la crisi economica che ha colpito i settori strategici dell’economia isolana;
4) esaminare un nuovo soggetto in grado di portare avanti il ruolo di Equitalia a livello regionale.

Cagliari, 10 giugno 2015