CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 423/A

INTERROGAZIONE MANCA Pier Mario - CHERCHI Augusto - UNALI - BUSIA - DESINI, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione delle pratiche equivalenti (PSR 2014/2020).

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I sottoscritti,

visto il regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune e che abroga il regolamento (CE) n. 637/2008 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio;

considerato che l'articolo 43 del regolamento n. 1307/2013 prevede che gli agricoltori, nell'ambito del regime di pagamento di base o del regime di pagamento unico per superficie, sono tenuti ad applicare, su tutti i loro ettari ammissibili ai sensi dell'articolo 32, paragrafi da 2 a 5, le pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente o le pratiche equivalenti di cui al paragrafo 3;

accertato che le pratiche equivalenti sono quelle che comprendono pratiche analoghe che generano un beneficio per il clima e l'ambiente di livello equivalente o superiore rispetto a quello generato da una o più delle pratiche di cui al paragrafo 2 dell'articolo 43;

verificato che le pratiche equivalenti e la pratica o le pratiche di cui al paragrafo 2 alle quali esse equivalgono sono elencate nell'allegato IX del regolamento n. 1307/2013 e sono contemplate da:
a) impegni assunti ai sensi dell'articolo 39, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1698/2005 o dell'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1305/2013;
b) sistemi di certificazione ambientale nazionali o regionali, compresi i sistemi per la certificazione del rispetto della legislazione ambientale nazionale, al di là dei pertinenti requisiti obbligatori stabiliti a norma del titolo VI, capo I, del regolamento (UE) n. 1306/2013, che mirano a conseguire gli obiettivi relativi alla qualità del suolo e delle acque, alla biodiversità, alla salvaguardia del paesaggio e alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento ad essi; tali sistemi di certificazione possono comprendere le pratiche elencate nell'allegato IX del suddetto regolamento, le pratiche di cui al paragrafo 2 dell'articolo 28 o una combinazione di tali pratiche;

considerato che:
- gli stati membri comunicano alla Commissione le decisioni di cui ai paragrafi 5 e 6 e gli specifici impegni o sistemi di certificazione che intendono applicare come pratiche equivalenti ai sensi del paragrafo 3, e che la Commissione valuta se le pratiche incluse negli specifici impegni o sistemi di certificazione sono contemplate nell'elenco di cui all'allegato IX e, in caso contrario, ne dà comunicazione agli stati membri;
- il regolamento delegato della Commissione dell'11 marzo 2014, che integra il regolamento (UE) n. 1307/2013 recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori, all'articolo 38 prevede i requisiti applicabili ai sistemi di certificazione nazionali o regionali;

verificato il decreto ministeriale 18 novembre 2014, n. 6513, che all'articolo 14, comma 2, prevede l'individuazione delle pratiche utilizzabili, sulla base della notifica dei relativi PSR approvati e le eventuali limitazioni alla scelta degli agricoltori a livello regionale;

vista la nota del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 3 giugno 2015 (prot. n. 0003448) di "richiesta informazioni pratiche equivalenti" rivolta a tutte le regioni per sfruttare la possibilità delle pratiche agro-climatico-ambientali analoghe all'inverdimento con obbligo di risposta entro il 20 giugno 2015 per consentire l'attivazione delle pratiche equivalenti per l'anno "domanda unica 2016";

verificato che oltre il 67 per cento del territorio regionale è classificato come "zona collinare" (Italia 41,6 per cento) con notevoli limitazioni alle lavorazioni per le caratteristiche idrogeologiche (la forte pendenza del terreno e il carattere temporalesco delle precipitazioni);

considerato che da sempre l'attività zootecnica si è sviluppata con un felice connubio tra esigenze di produzione da un lato e salvaguardia ambientale dall'altro con tecniche di pascolamento estensive su terreni arborati al fine di limitare la perdita di fertilità dei suoli per dilavamento;

accertato che con il ciclo di riclassificazione dell'uso dei suoli "refresh" la Sardegna è ulteriormente penalizzata con la perdita di migliaia di ettari che da pascolo passano a bosco e seminativi diventati pascoli polifiti tipo alpeggi o pascoli tara 20 per cento diventati pascoli al 50 per cento ecc. con esclusione dai pagamenti della PAC;

rilevato che le tecniche di pascolamento su pascolo arborato, costituito in Sardegna da oltre cento specie vegetali, sono una "pratica equivalente" rispettosa degli habitat naturali e benefica per il clima e l'ambiente,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quale sia lo stato dell'arte della programmazione PSR 2014-2020 e in particolare se corrisponda al vero che l'approvazione della Commissione europea è prevista per il mese di settembre 2015;
2) se siano state individuate delle pratiche utilizzabili, sulla base della notifica dei relativi PSR approvati e le eventuali limitazioni alla scelta degli agricoltori a livello regionale e in particolare se sia stata presa in considerazione la possibilità di inserire il pascolamento su pascolo arborato tra le "pratiche equivalenti" perché rispettoso degli habitat naturali e benefico per il clima e l'ambiente;
3) se alla nota del ministero del 3 giugno 2015 (prot. n. 0003448) "richiesta informazioni pratiche equivalenti" si vuol rispondere entro i termini, 20 giugno 2015, al fine dell'attivazione delle pratiche equivalenti per l'anno "domanda unica 2016".

Cagliari, 15 giugno 2015