CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 440/A

INTERROGAZIONE TEDDE - LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sui tagli delle risorse destinate a finanziarie i piani personalizzati di sostegno previsti dalla legge 21 maggio 1998, n. 162 e sull'introduzione di un meccanismo a punteggio che misura l'importanza e la rilevanza delle diverse forme di disabilità.

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I sottoscritti,

premesso che la Giunta regionale ha ridotto le risorse destinate al finanziamento dei piani personalizzati di sostegno previsti dalla legge n. 162 del 1998, a favore delle persone affette da gravi disabilità e che hanno la finalità di promuoverne l'autonomia e fornire sostegno alla famiglia in cui il disabile grave vive;

premesso, altresì, che la legge n. 162 del 1998 costituisce da quasi un ventennio un valido ed efficace aiuto per tutte quelle famiglie impegnate nell'assistenza di un congiunto disabile e consente alle stesse di poter usufruire, con diverse modalità, di un'assistenza domiciliare o educativa che alleggerisca il carico quotidiano e supporti il disabile nell'acquisizione di autonomie e competenze, rappresentando una delle forme di più alta espressione del principio di solidarietà e della sensibilità civica della nostra comunità verso chi è meno fortunato;

osservato che la Giunta regionale, nell'avvalersi della possibilità contenuta nella legge finanziaria 2015, elaborata dall'Amministrazione Pigliaru, non si è limitata a revisionare in peggio gli interventi previsti a favore dei gravi disabili tagliandoli, ma ha deliberato l'introduzione di un meccanismo a punteggio che, nel graduare le diverse forme di disabilità grave, introduce un pericoloso concetto di "gravità relativa", in ragione del quale esistono disabilità gravi meritevoli di attenzione e altre che lo sono un po' meno;

osservato, altresì, che è la stessa legge n. 162 del 1998 che fissa i requisiti che i destinatari dei piani personalizzati debbono possedere, al fine di accedere alle agevolazioni, prevedendo che ne hanno diritto coloro che risiedono in Sardegna e che sono in possesso della certificazione attestante l'handicap grave ex articolo 4 della legge n. 104 del 1992;

rilevato, pertanto, che è accertato e certificato che coloro che accedono ai piani personalizzati previsti dalla legge n. 162 del 1998 sono affetti da una grave disabilità e che tale condizione non può essere "incasellata", "classificata" o "graduata" in quanto già il termine "gravità" utilizzato dalla norma è sufficiente di per sé a descrivere che non si tratta di semplici o temporanei impedimenti psico-fisici ma, piuttosto, di menomazioni, ritardi, deficienze complesse e permanenti, il cui peso diventa insopportabile per quelle famiglie in cui un grave disabile vive;

considerato che è impossibile valutare la "grave disabilità" correlandola alla situazione economica familiare in quanto vi sono elementi quali quello psicologico ed emotivo che sfuggono a tale fredda misurazione e che pongono sullo stesso piano rendendoli uguali in termini d'importanza i bambini, i giovani, gli adulti affetti da autismo o dalla sindrome di Down e gli anziani non autosufficienti ultrasessantacinquenni, e le loro famiglie;

evidenziato che l'approccio promosso dalla Giunta regionale, seppur sperimentale, secondo quanto dichiarato dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, si informa a criteri ragionieristici inaccettabili in quanto destinati a persone affette da gravi disabilità, la cui applicazione viola la loro dignità e di quella delle loro famiglie, limitando o privandoli del diritto a godere di quelle condizioni minime di vita tutelate dalla Costituzione;

evidenziato, altresì, che la decisione e la filosofia che sottende alla delibera della Giunta regionale è incompatibile con le idee, i propositi e i valori professati dalla sinistra, come appartenenti al proprio bagaglio storico e culturale, andando a colpire coloro che avrebbero bisogno di maggiori tutele e attenzioni sociali per la loro condizione di fragilità psicofisica e quella delle famiglie presso le quali vivono;

ricordato che tale decisione contraddice il programma elettorale "Cominciamo il domani" del Presidente Pigliaru che, nel capitolo "Società inclusiva", si era impegnato a rafforzare la legge n. 162 del 1998 perché "offre alternative domiciliari di qualità";

osservato, infine, che gli effetti benefici dei risparmi realizzati attraverso i tagli approvati con la deliberazione della Giunta regionale n. 33/11 del 30 giugno 2015, paiono risibili rispetto alle ricadute fortemente negative che si riverbereranno sui sardi affetti da gravi forme di disabilità e sulle loro famiglie,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano le ragioni che hanno indotto l'Amministrazione regionale a praticare i tagli delle risorse destinate a finanziare i piani personalizzati di sostegno a favore dei gravi disabili, previsti dalla legge n. 162 del 1998;
2) se siano state individuate e, eventualmente, quali soluzioni alternative per reperire altrove le risorse tagliate con la deliberazione n. 33/11 del 30 giugno 2015, approvata dalla Giunta regionale;
3) se l'Amministrazione regionale abbia intenzione di correggere le proprie decisioni, approvate con la deliberazione n. 33/11 del 30 giugno 2015, riallocando in bilancio le risorse tagliate e rimuovendo il meccanismo a punteggio che "premia" coloro che detengono un più alto grado di "grave disabilità" e che introduce un pericoloso principio secondo il quale vi sono disabilità gravi più importanti e meno importanti;
4) alla luce delle inaspettate decisioni assunte dalla Giunta al riguardo, quali siano gli intendimenti futuri dell'Amministrazione regionale per dare impulso alle politiche sociali di cui fanno parte le iniziative di tutela e sostegno delle persone disabili e di cui vi sono labili tracce nell'azione di governo.

Cagliari, 6 luglio 2015