CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 443/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alla vertenza dei lavoratori in utilizzo, impegnati in gran parte nei cantieri comunali per l'occupazione.

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Il sottoscritto,

premesso che con la legge regionale n. 5 del 2015, articolo 29, comma 36, il Consiglio regionale ha deciso di stanziare - nelle more della finanziaria - una cifra pari a 3 milioni di euro a favore degli enti locali per l'attuazione di progetti per l'impiego di lavoratori in utilizzo, percettori nell'anno 2014 di ammortizzatori sociali;

accertato che il piano regionale ha previsto il coinvolgimento, in tutta la Sardegna, di circa 400 lavoratori, di cui molti in mobilità in deroga già terminata; un intervento peraltro previsto dal decreto interministeriale, per effetto della cessazione degli ammortizzatori sociali; la Regione è poi intervenuta con sussidi straordinari anch'essi cessati nel febbraio 2015;

rilevato che una piccola parte di questi lavoratori sta completando il percorso di assegnazione della mobilità ordinaria ed una parte della mobilità in deroga; in particolare, si tratta dei lavoratori della ex Compau in utilizzo presso la ASL n. 5 di Oristano, presso l'Amministrazione provinciale e presso qualche comune (in prevalenza per interventi legati alla prevenzione degli incendi, del dissesto idrogeologico e del diffondersi di discariche abusive);

valutato che anche la Provincia di Carbonia-Iglesias - con deliberazione n. 31 del 23 giugno 2015 - ha attivato i progetti per l'attuazione di politiche in favore di lavoratori posti in mobilità in deroga e interessati da terze proroghe e più, e che tali progetti, in alcuni casi rimodulati, sono stati prorogati sino alla data del 31 agosto 2014;

annotato che la Regione, per questa categoria di lavoratori, nelle more dell'adozione della suddetta legge finanziaria, con l'intento di favorire un più organico intervento in materia di politiche del lavoro, previa manifestazione di disponibilità all'utilizzo da parte dell'amministrazione provinciale, ha provveduto ad erogare, sino al 28 febbraio 2015, un sussidio straordinario di 700 euro mensili a fronte della prestazione di un'attività lavorativa di 80 ore in funzione dei servizio civico di utilità collettiva;

dato atto che una molteplicità di amministrazioni locali - province, comuni e ASL - hanno attivato dei cantieri comunali per l'occupazione dei lavoratori già inseriti nei progetti di utilizzo beneficiari di ammortizzatori sociali alla data del 31 dicembre 2014, trasformati poi in servizio civico di utilità collettiva;

appreso che mediante la succitata deliberazione della Provincia di Carbonia-Iglesias sono stati impiegati complessivamente 18 lavoratori;

constatato che la crisi dei settori nevralgici dell'economia isolana si è riversata anche su questi lavoratori che, nonostante impiegati in servizi civici di utilità collettiva, non percepiscono gli emolumenti da ormai 4 mesi;

osservato che il piano regionale ha poi certificato una serie di criticità, con una normativa che non ha previsto direttive univoche per gli enti locali isolani, che stanno così procedendo in ordine sparso; non si tiene conto, ad esempio, delle difficoltà assunzionali degli enti locali a seguito del patto di stabilità e delle norme sulla spesa del personale che impediscono a molti comuni di provvedere all'attuazione dei progetti;

sottolineato, peraltro, che si prevede l'esternalizzazione dei servizi a cooperative di tipo B, che consente di superare i vincoli assunzionali; un espediente che provoca però ulteriori difficoltà, connesse al fatto che questa fattispecie non fa altro che aumentare i costi aggiuntivi, con dirette conseguenze sui lavoratori con una riduzione consistente degli emolumenti stabiliti nel provvedimento della Regione;

rimarcato che tantissimi comuni hanno provveduto ad attuare i progetti; si registra che alcuni comuni stanno attuando il minimo e - a fronte di un contributo di circa 7 mila euro - al lavoratore finisce solo il 35 per cento mentre il restante 65 per cento se ne va in spese; altri comuni hanno esternalizzato a cooperative di tipo B con distorsioni che hanno danneggiato i lavoratori, per effetto della riduzione degli emolumenti; in tantissime realtà non ci sono peraltro cooperative di questo tipo; dunque emerge che in tanti casi si rischia la perdita delle professionalità acquisite, con problemi derivanti anche dalla corresponsione degli stipendi ai lavoratori impiegati; in nessun caso è prevista la costituzione di un soggetto ad hoc per salvaguardare i diritti dei lavoratori ed evitare alterazioni negli emolumenti ai danni del personale impiegato,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per:
1) sapere, alla luce delle evidenti criticità, se non sia il caso di intervenire per salvaguardare le professionalità acquisite da questo personale precario;
2) valutare la possibilità di assegnare direttamente agli enti locali la cifra prevista per i progetti, con possibilità di costituzione di società ad hoc per l'impiego dei lavoratori, onde non disperdere i contributi assegnati;
3) verificare la possibilità di individuare percorsi certi, con la creazione di liste speciali ad esaurimento, in modo da impiegare questo personale all'interno degli enti locali.

Cagliari, 7 luglio 2015