CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 453/A

INTERROGAZIONE TRUZZU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 33/27 dell'8 agosto 2013 in materia di libera professione intramuraria.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- l'articolo 2 del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158 (cosiddetto "decreto Balduzzi") come coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189, innovando e integrando quanto disciplinato con la legge 3 agosto 2007, n. 120, in tema di esercizio dell'attività libero professionale intramuraria (ALPI) da parte dei dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale (SSN), prevede che tutte le aziende sanitarie debbano adottare un regolamento per la disciplina della suddetta attività;
- il "decreto Balduzzi" prevede, tra le altre cose, che le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano dispongano affinché le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale (SSR) provvedano ad una ricognizione straordinaria degli spazi disponibili per l'esercizio della libera professione intramuraria, da destinare ai professionisti in orario extra istituzionale per svolgere la libera professione, con contestuale valutazione dei volumi delle prestazioni rese in tale tipo di attività nell'ultimo biennio presso strutture interne, esterne e studi professionali;
- tale ricognizione straordinaria è condizione necessaria per poter autorizzare lo svolgimento della libera professione intramoenia "allargata" cioè in studi privati esterni, giacché solo se viene dimostrata e certificata dall'azienda una carenza di spazi interni si può legittimamente autorizzare l'attività "allargata", mentre se vi sono gli spazi disponibili i singoli professionisti devono erogare le prestazioni professionali all'interno delle ASL;
- il "decreto Balduzzi" dispone inoltre che le aziende sono tenute ad organizzare il servizio di prenotazione in modalità "voce" e/o "dati" che deve, in ogni momento, essere governato dall'azienda, privilegiando l'attivazione di uffici specificatamente adibiti alle gestione dell'attività libero professionale, nell'ambito della propria organizzazione, senza ulteriori oneri aggiuntivi a carico dell'azienda, anche al fine di verificare i volumi di attività libero professionale, le prescrizioni e la tracciabilità dei pagamenti, e ai cui oneri si provvede con adeguata rideterminazione delle tariffe;

dato atto che:
- la Regione con deliberazione della Giunta regionale n. 33/27 dell'8 agosto 2013, ha approvato le linee guida in materia di attività libero professionale intramuraria ambulatoriale;
- le linee guida sopraccitate testimoniano che le aziende del SSR dovrebbero aver ad oggi effettuato la ricognizione straordinaria, individuando gli spazi dedicati alla libera professione interni all'azienda, all'interno di strutture convenzionate e negli studi professionali privati;
- nel caso di eventuale attestazione aziendale di insufficienza degli spazi disponibili per l'esercizio della libera professione intramuraria, tutte le aziende sono state autorizzate ad adottare il programma sperimentale per lo svolgimento delle attività libero professionali in "via residuale" presso gli studi privati professionali;
- per accedere al programma sperimentale di cui sopra i professionisti interessati dovranno sottoscrivere apposita convenzione annuale rinnovabile con la propria azienda, così come da schema tipo approvato con allegato B alla deliberazione n. 33/27 del 2013 di cui sopra;
- come disposto dalle linee guida, nelle more della realizzazione di un'infrastruttura di rete e di un applicativo omogeneo regionale, le aziende sanitarie dovranno continuare a utilizzare le infrastrutture e gli applicativi già disponibili, consentendo agli studi privati non collegati con l'azienda di utilizzare le agende cartacee, salvo successiva registrazione sul data base aziendale relativo all'ALPI, e il pagamento delle prestazioni deve essere effettuato direttamente all'azienda mediante mezzi di pagamento che assicurino la tracciabilità della corresponsione dell'importo;

considerato che:
- il coordinamento delle agende di libera professione con il sistema CUP/web è finalizzato a garantire una corretta e trasparente gestione delle liste d'attesa, l'integrazione con il sistema contabile, nonché ad assicurare l'equilibrio dei volumi di attività libero professionale rispetto alle attività istituzionali, la tracciabilità dei pagamenti, l'emissione delle fatture e la gestione degli incassi da parte delle aziende sanitarie, che successivamente provvederanno a remunerare i professionisti convenzionati;
- le aziende sanitarie avrebbero dovuto garantire la determinazione di nuove tariffe, tali da coprire i costi sostenuti dall'azienda per permettere al professionista di esercitare la libera professione, quali ad esempio le utenze dell'ambulatorio, le pulizie, il personale che cura le prenotazioni, i costi dell'infrastruttura informatica, ma anche i costi del materiale di consumo;

atteso che:
- senza la tracciabilità delle attività svolte e dei pagamenti effettuati l'attività libero professionale può essere svolta in contrasto con le finalità istituzionali nonché in violazione della normativa fiscale;
- senza la tracciabilità è difficoltoso verificare le incompatibilità previste dal "decreto Balduzzi" e riprese dalla delibera regionale rispetto a chi opera in allargata in studi privati, quali ad esempio lavorare in strutture convenzionate col SSN, o in strutture dove operano medici convenzionati;
- senza la tracciabilità è impossibile verificare che le attività si svolgano fuori dall'orario di lavoro;
- la mancanza di regole definite e certe, così come previsto dal "decreto Balduzzi" e dalla delibera regionale, potrebbe generare una situazione di confusione e disagio tra i professionisti, che non saprebbero come concretamente operare tanto all'interno delle strutture aziendali, quanto presso gli studi privati,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se e in quali aziende sanitarie l'individuazione degli idonei spazi per la realizzazione degli ambulatori abbia portato al rientro dei professionisti, in precedenza autorizzati a operare in regime di libera professione allargata, presso la struttura di riferimento;
2) se esista presso le aziende sanitarie al momento un sistema capace di tracciare le agende dei medici in libera professione, un sistema di prenotazione delle visite, l'integrazione di tale sistema con il sistema contabile;
3) se e in quali aziende sanitarie sia stata inibita la possibilità per i medici in regime di libera professione di ricevere direttamente i pagamenti degli onorari da parte dei pazienti con conseguente attivazione, in sostituzione, di sistemi di pagamento completamente tracciabili e diretti alle aziende medesime;
4) quali siano i rischi per i medici in libera professione che continuano ad operare pur non potendo eventualmente avvalersi del sistema di prenotazione e fatturazione aziendale.

Cagliari, 16 luglio 2015