CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 454/A

INTERROGAZIONE TRUZZU, con richiesta di risposta scritta, sull'organizzazione della rete trapiantologia regionale e nomina del coordinatore regionale trapianti.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- la Regione, nel 2014, si è posizionata prima tra le regioni del centro sud in materia di donazioni, prelievi e trapianti d'organi e tessuti e sopra la media nazionale nella speciale classifica generale, tanto da aver limitato al minimo i cosiddetti viaggi della speranza;
- nei primi sei mesi del 2015, si è invece registrata una forte riduzione del numero dei trapianti, pari a 16 contro gli 80 complessivi del 2014, causata, da un lato, da un notevole incremento delle opposizioni alla donazione da parte delle famiglie sarde e, dall'altro, dalla sensibile diminuzione delle segnalazioni delle morti encefaliche da parte delle rianimazioni;

appurato che:
- i buoni risultati degli anni passati sono stati raggiunti grazie alla generosità delle famiglie, all'opera di sensibilizzazione delle associazioni dei malati, ma anche grazie alla professionalità e al lavoro degli operatori sanitari, nonché grazie al mirabile lavoro di un coordinamento regionale delle attività di donazione e trapianto super collaudato e in vigore dal 2005;
- interrompere anche un solo giorno il lavoro di coordinamento di tutte le attività connesse alle donazioni, prelievi e trapianti d'organi e tessuti, rischia di generare un forte disorientamento o corto circuito tra gli operatori interessati in questo processo che coinvolge numerose strutture ospedaliere e, ancor più numerosi, reparti;

visto che:
- la legge 1° aprile 1999, n. 91 recante "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti", all'articolo 11, comma 2, prevede che il coordinatore regionale delle attività di donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti sia coadiuvato, nello svolgimento dei propri compiti, da un comitato regionale composto dai responsabili, o loro delegati, delle strutture per i prelievi e per i trapianti presenti nell'area di competenza e da un funzionario amministrativo della Regione;
- l'articolo 11 della legge n. 91 del 1999 recita testualmente che "Le attività dei centri regionali e dei centri interregionali sono coordinate da un coordinatore nominato dalla regione, o d'intesa tra le regioni interessate, per la durata di cinque anni, rinnovabili alla scadenza, tra i medici che abbiano acquisito esperienza nel settore dei trapianti";
- con la determinazione del direttore generale dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 607 del 5 luglio 2010, è stata ratificata la nomina del prof. Carlo Carcassi quale coordinatore regionale delle attività di donazione, prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule;
- l'articolo 5 della legge n. 91 del 1999 sancisce che l'incarico del coordinatore regionale è della durata di anni 5, rinnovabili alla scadenza;
- con la deliberazione n. 45/19 del 27 settembre 2005 e con la deliberazione n. 71/8 del 16 dicembre 2008 è stato previsto un assetto dell'organizzazione regionale trapianti, articolato su due strutture: un centro regionale trapianti di riferimento per i trapianti di organi, tessuti e cellule e un coordinamento regionale delle donazioni e dei prelievi d'organi e tessuti, istituito presso l'Azienda ospedaliera Brotzu;

considerato che:
- il 5 luglio 2015 sono scaduti gli effetti delle deliberazioni n. 45/19 del 2005 e n. 71/8 del 2008 e della determinazione del direttore generale dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 607 del 2010;
- non è stata adottata alcuna deliberazione per la nomina di un nuovo coordinatore del centro regionale trapianti e, soprattutto, di un'organizzazione della rete trapiantologia regionale;
- la mancanza di un coordinatore del centro regionale trapianti, ovvero di colui che mantiene i contatti con tutte le rianimazioni della Sardegna, con i direttori generali, ora commissari, delle aziende sanitarie locali, cura i rapporti col Centro nazionale trapianti, valuta le autorizzazioni per i trapianti nel bacino del Mediterraneo, assicura il corretto funzionamento della banca del sangue cordonale, provoca un'oggettiva situazione di disorientamento nel personale delle varie strutture interessate, che, in ogni caso, continua certamente a lavorare con professionalità e, vista la delicatezza e la complessità delle funzioni, è chiaramente necessario dotarsi quanto prima di un'organizzazione da affidare a uno o più figure autorevoli, esperti nel settore dei trapianti, in grado di fornire risposte definite e in tempi certi;
- il Centro nazionale trapianti potrebbe, in assenza di celeri risposte e provvedimenti da parte della Giunta regionale, provvedere al commissariamento del Centro regionale trapianti (Crt) con la nomina di un proprio rappresentante, come già avvenuto in altre regioni;
- recentemente, con il decreto n. 16 del 1° aprile 2015, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ha modificato e rinnovato la composizione del Comitato regionale trapianti, ma non ha provveduto a prorogare la nomina del precedente coordinatore, né a chiarire quale modello organizzativo intenda proporre per assicurare il corretto e puntuale funzionamento del Crt,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) i motivi per i quali non si è provveduto alla conferma o nuova nomina del coordinatore regionale trapianti, come previsto dalla legge n. 91 del 1999;
2) quali azioni voglia porre in essere per definire il modello organizzativo che il Crt deve perseguire al fine di garantire una costante attività di sensibilizzazione e crescita delle donazioni, prelievi e trapianti d'organi e tessuti.

Cagliari, 20 luglio 2015