CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 456/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito al possibile ampliamento del porticciolo di Calaverde, presso la localitÓ Santa Margherita.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- giÓ nel 2002, la societÓ Calaverde Srl ha presentato un progetto di costruzione di un porto turistico davanti alla spiaggia di Santa Margherita di Pula;
- in data 1░ luglio 2002, era stata presentata in Consiglio regionale l'interpellanza n. 257/A sul progetto per la realizzazione di un porto turistico di fronte alla spiaggia di Santa Margherita di Pula, con la quale venivano interpellati il Presidente della Regione e gli assessori competenti per sapere se il progetto in questione presentasse, invero, carenze e irregolaritÓ giÓ segnalate nella medesima interpellanza, se esistesse, nella zona di cui trattasi, un vincolo paesaggistico e se fosse stata garantita una valutazione di impatto ambientale per garantire la tutela dei beni e dei diritti della comunitÓ, delle famiglie e degli imprenditori dei preesistenti insediamenti;

evidenziato che:
- con la deliberazione n. 24/22 del 27 giugno 2013, avente come oggetto "Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, articolo 153, comma 19. Piano Paesaggistico regionale-Ambito Nora 2. Qualificazione del sistema degli approdi e porti turistici. Avvio del procedimento di riqualificazione del Porto Turistico di Calaverde, in finanza di progetto senza apporto di capitali pubblici. Legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 art. 8. Atto di indirizzo", Ŕ posto, quale proprio obiettivo strategico, la riqualificazione del sistema degli approdi turistici di Porto Columbu, Porto Calaverde, Porto d'Agumu, attraverso il rafforzamento dei servizi portuali e di mobilitÓ con il territorio. Con particolare riferimento al Porto di Calaverde, il medesimo Ŕ situato nel Comune di Pula, presenta un offerta complessiva di 88 posti barca e pu˛ ospitare mezzi da diporto della lunghezza massima di metri 12 ft;
- secondo la deliberazione n. 24/22 del 2013, l'attuale conformazione dell'infrastruttura portuale non risulta idonea nÚ ad assicurare un rifugio protetto nel corso delle ordinarie mareggiate invernali, nÚ a soddisfare la domanda di posti barca rappresentata prevalentemente dagli utenti delle limitrofe strutture turistico-ricettive e degli insediamenti abitativi di Santa Margherita di Pula;
- l'attuale conformazione delle difese a mare risulta inadeguata e produce il periodico insabbiamento del porto, che risulta, talvolta, interdetto alla navigazione per l'invasione dello specchio acqueo da parte di consistenti quantitativi di Posidonia;

accertato che:
- in tale contesto, in data 20 marzo 2013, la SocietÓ Calaverde srl, attuale concessionaria dell'omonimo porto turistico, in regime di proroga ope legis sino al 31 dicembre 2020, ha formulato una proposta, redatta a termini del decreto legislativo n. 163 del 2006, articolo 153, comma 19, finalizzata all'attuazione dell'obiettivo strategico enucleato dal PPR, con lo strumento della finanza di progetto, con intero apporto finanziario derivante da capitali privati;
- in particolare, la societÓ si Ŕ impegnata a riqualificare e gestire l'approdo in regime di concessione demaniale marittima;

rilevato che:
- il progetto presentato prevede la realizzazione di due nuovi moli lunghi 400 metri e sporgenti di oltre 150 rispetto alla linea di costa con un dragaggio di oltre tre metri e mezzo;
- l'intervento ha come finalitÓ la realizzazione di un mega intervento volto a trasformare il piccolo fiordo con 88 posti per piccoli natanti in un porto in grado di ospitare 222 barche sino a venti metri;

valutato che:
- nel luglio 2014, il progetto preliminare presentato dalla suddetta societÓ Ŕ stato bocciato dalla Conferenza di servizi;
- il parere negativo dell'organismo Ŕ stato espresso senza nessun tentennamento e tutti, dai sette servizi della Regione alla direzione regionale del Ministero dei beni culturali, dalla Capitaneria di porto all'Agenzia delle dogane, sono stati concordi nel ritenere i punti di debolezza superiori a quelli di forza;

annotato che:
- il Comune di Pula, che ha sempre detto no al progetto e lo ha ribadito anche nel marzo 2014, sollecitando un'accurata valutazione di impatto ambientale dopo che, rompendo la lunga serie di no espressi sin dal 2002 da organi politici, tecnici e giuridizionali e dalle associazioni ambientaliste, si era dato avvio al procedimento;
- a tal proposito, si richiama la nota del sindaco di Pula n. 15392 del 21 novembre 2001, che aveva espresso parere negativo sull'opera a causa del pericolo di dissesto ambientale sulla costa destinata all'utilizzo turistico balneare;
- tale nota Ŕ stata, poi, ribadita con delibera unanime del consiglio in data 11 luglio 2002, con una doppia convalida giurisdizionale in quanto impugnata dalla Calaverde Srl, ma ritenuta legittima sia dal TAR Sardegna (sentenza 26 gennaio 2004, n. 83) che dal Consiglio di Stato (sentenza Sez. VI, 17 maggio 2006, n. 2851);
- si segnala, poi, la deliberazione del Consiglio comunale di Pula n. 6 del 1░ marzo 2014, che ha espresso nuovamente parere contrario al progetto;

dato atto che:
- l'area del porto di Calaverde, che sarebbe oggetto dell'intervento, si trova alla foce del Rio Perdosu, zona che Ŕ stata definita a rischio idraulico elevato, secondo il Piano stralcio per l'assetto idrogeologico (Pai) della Regione approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 54/33 del 30 dicembre 2004;
- pertanto, giÓ adesso, la situazione in atto costituisce obiettivamente potenziale pericolo per l'incolumitÓ delle persone e dei beni economici;
- tale condizione di rischio idraulico Ŕ testimoniata dai recenti eventi alluvionali che hanno determinato condizioni di rischio idraulico evidenti e hanno prodotto, giÓ il 25 gennaio 1995, l'ordinanza dell'Ufficio del Genio civile di Cagliari, in cui si ordinava il ripristino urgente dell'alveo naturale del Rio Perdosu in modo tale da renderlo atto ad accogliere le portate ordinarie di piena e a far defluire senza danni alle cose e alle persone, la portata di massima piena del rio;
- con ordinanza n. 36 del 22 febbraio 2006, la Capitaneria del Porto di Cagliari impose il divieto assoluto di utilizzo, transito, ormeggio e sosta nell'intero ambito portuale, motivandolo con la necessitÓ di assicurare la pubblica incolumitÓ per la carenza di manutenzione programmata e per la sua ubicazione presso la foce di un corso d'acqua a carattere torrentizio;

appreso che:
- l'area, inoltre, come risulta, peraltro, dalle previsioni progettuali, Ŕ giÓ ad alto rischio di erosione costiera, in quanto Ŕ prevalente il trasporto longitudinale litoraneo, e, quindi, il giÓ precario equilibrio morfodinamico potrebbe essere gravemente alterato da un'opera marittima altamente invasiva quale quella proposta, determinando potenzialmente la scomparsa delle spiagge limitrofe antistanti i villaggi Calaverde, Is Morus, Stella Marina e gli Hotel Forte Village, Is Morus, Abamar;
- in quest'ottica, si segnala come, giÓ negli ultimi anni, si sia verificata, in tali spiagge, una notevole riduzione dell'estensione;
- tale elevato rischio di erosione si pone in contrasto con gli stessi indirizzi indicati nella sezione dedicata all'ambito Nora 2 - Indirizzi - Punto 12) del PPR, che testualmente recita "Conservare i sistemi ecologici delle spiagge, delle dune e delle zone umide litoranee, attraverso interventi integrati intercomunali, finalizzati a organizzare e regolamentare la viabilitÓ, la sosta e l'accesso per la fruizione turistico-ricreativa, l'organizzazione dei servizi di supporto alla balneazione, in relazione alla vulnerabilitÓ e sensibilitÓ del complesso ambientale, integrando azioni di recupero della naturalitÓ delle aree degradate";

constatato che, dal 2002, il progetto presentato dalla Calaverde Srl ha determinato un dissenso popolare manifestato anche con una raccolta firme, un'opposizione popolare da considerare non solo ai fini del consenso politico elettorale, ma anche con elemento giuridicamente decisivo ai fini dell'impatto ambientale, ai sensi della direttiva comunitaria 13 dicembre 2011 n. 2011/92/UE, recepita in Italia con la legge comunitaria 6 agosto 2013, n. 97 che, all'articolo 3, pone al primo posto l'uomo prima ancora della natura;

osservato che l'opera in argomento determinerebbe non solo un grave inquinamento sulle spiagge adiacenti, ma, soprattutto, la rapida scomparsa della spiaggia antistante i villaggi Calaverde, Is Morus, Stella Marina e gli Hotel Forte Village, Is Morus, Abamar, dichiarata di notevole interesse pubblico con decreto ministeriale 19 luglio 1963 e di notevole interesse naturalistico, paesaggistico e turistico;

sottolineato, peraltro, che occorre tenere nella dovuta considerazione le criticitÓ dell'intervento, visti i pericoli derivanti dalla possibile realizzazione del progetto per l'ambiente circostante;

rimarcato che sembra che tale progetto sia stato riproposto dalla societÓ Calaverde Srl con possibilitÓ che si riaprano i giochi, vista anche la deliberazione n. 24/22 del 27 giugno 2013 che, sotto la dicitura "riqualificazione del porto turistico di Calaverde", ha formulato parere favorevole di legittimitÓ ad autorizzare il procedimento in relazione alla proposta presentata dalla societÓ Calaverde Srl,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica:
1) per sapere quali siano le ragioni che possano, oggi, indurre la Regione a dare un parere favorevole all'intervento, dopo che tale progetto Ŕ stato valutato negativamente;
2) per valutare se si sia tenuto conto del fatto che tale progetto rischia di sconvolgere il sistema ambientale e naturalistico delle spiagge vicine, con un grave danno per il paesaggio della Sardegna;
3) per conoscere a che punto Ŕ arrivato il procedimento avviato con la deliberazione della Giunta regionale n. 24/22 del 2013 e se non sia il caso di revocare il provvedimento;
4) per sapere se la societÓ Calaverde Srl, durante il periodo di vigenza della concessione, abbia effettuato un idoneo monitoraggio dei dati meteomarini tramite ondametri e stazioni meteorologiche e dei dati morfodinamici (rilievi delle spiagge emerse e sommerse, e del trasporto solido longitudinale marino e fluviale), relativi all'ambito di influenza delle opere portuali e se abbia comunicato le risultanze del monitoraggio, asseverate da professionisti specializzati nel campo, secondo le modalitÓ e i tempi concordati con l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente;
5) per esaminare la possibilitÓ di un dissenso generalizzato sulla realizzazione dell'intervento proposto dalla societÓ Calaverde Srl, per scongiurare uno scempio ambientale.

Cagliari, 21 luglio 2015