CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 496/A

INTERROGAZIONE RUBIU - OPPI - TATTI - PINNA, con richiesta di risposta scritta, in merito all'emergenza provocata dai nubifragi e dalla tromba d'aria che ha colpito diversi centri di Marmilla, Trexenta, Oristanese e Sarcidano, lo scorso 4 settembre, con richiesta urgente stato di calamità naturale.

***************

I sottoscritti,

premesso che lo scorso 4 settembre parecchi centri della Sardegna, dalla Trexenta al Medio Campidano sino al Sarcidano e alla Marmilla, per poi allargarsi all'Oristanese, sono stati colpiti da un violento nubifragio, accompagnato da una bufera causata da una tromba d'aria, da grandinate di grandi proporzioni e forti piogge, che ha provocato diversi danni nelle aree urbane e nelle zone rurali dell'Isola, mettendo in ginocchio intere famiglie, le attività produttive e il comparto agricolo;

accertato che:
- in alcuni casi, la grandine, associata a una forte tempesta di vento, ha distrutto alcune case private, numerosi danni alle aziende agricole con tetti e capannoni distrutti, pecore morte, perdita delle scorte, ricadenti nel comune di Mandas, certamente tra i centri più danneggiati;
- ingenti danni si sono registrati nelle campagne di Orroli e Nurri, con danni che hanno interessato, in modo particolare, i vigneti e le piantagioni tipiche del territorio. Disagi anche per alcuni allevamenti sparsi nelle aree rurali. Nelle strade di Mandas e Orroli si rilevano anche danneggiamenti per diverse automobili;

rilevato che gli eventi calamitosi hanno riguardato anche le strade che da Pabillonis corrono verso Sardara, con diversi alberi che sono stati sradicati dal forte vento. Danni che si sono mostrati sia nei centri abitati che nelle zone intorno ai paesi. A San Nicolò D'Arcidano sono crollati tre tralicci in ferro dell'alta tensione. Parecchi vigneti sono stati ridotti in malora dalla burrasca;

valutato che diversi disagi sono stati segnalati a Villamar, con danneggiamenti che si sono verificati al parco giochi, al campo sportivo e anche al cimitero. Non basta. Diversi impianti serricoli nelle campagne sono state scoperchiate, mentre gli infissi di molte abitazioni private sono stati rovinati dai chicchi di grandine;

annotato che una devastazione senza precedenti è stata riportata anche a Las Plassas, con vigne cancellate, boschi di eucaliptus distrutti, tralicci dell'energia elettrica abbattuti, strade rurali impraticabili. Stesso destino è stato segnalato nelle campagne di Guasila e dintorni;

dato atto che la tormenta ha provocato danneggiamenti anche per alcuni allevamenti, con la morte di diverse decine di pecore, nelle campagne di Escolca, dove sono state segnalate distruzioni di strutture pubbliche e private;

appreso che analoghi disagi si sono registrati anche a Serri, con parecchie aziende agricole in ginocchio, a Gergei e a Isili, con danni alle civili abitazioni, ad alberi e vigneti;

constatato che innumerevoli difficoltà, con disagi provocati dalla tempesta, sono stati segnalati anche a Collinas, con il cedimento di alcuni solai e la caduta di alcune tettoie delle abitazioni (alcune delle quali dichiarate inagibili), la caduta di diversi alberi e lo sterminio di gran parte del patrimonio viticolo nelle campagne del paese. Danneggiamenti sono stati registrati, a causa delle forti piogge, anche a Terralba, Mogoro e Isili. Gli imprenditori agricoli in tutti i centri hanno subito la perdita quasi totale del raccolto (in particolare nel settore viticolo), con grandi riflessi sul reddito per l'esercizio in corso e in parte per quello futuro;

dato atto che il comparto dell'agricoltura e della zootecnia è già gravato da una situazione di grande sofferenza, visti i ritardi riguardanti l'erogazione dei finanziamenti del Piano di sviluppo rurale e i rimborsi legati alla lingua blu, oltre al quadro debitorio con gli istituti di credito da parte di parecchie aziende, in seguito al mancato pagamento dei contributi;

osservato che, dunque, da quanto emerge, la tempesta, con forti piogge, grandinate e vento, ha determinato, per la maggior parte dei casi, danneggiamenti alle coperture delle abitazioni private, guasti alle linee dell'energia elettrica, danni alle infrastrutture rurali (devastazione e distruzione di diversi capannoni, disfacimento delle strade campestri e ad altri impianti di pertinenza agricola), disastri enormi ai vigneti con perdita di gran parte del raccolto viticolo, danneggiamento ai mezzi agricoli e agli allevamenti. Parecchi danni tra l'altro non sono ancora stati calcolati;

sottolineato, peraltro, che le associazioni di categoria agricole regionali e diversi comuni hanno già sollecitato provvedimenti utili a mettere in moto il risarcimento danni agli agricoltori, già afflitti dalla perdurante crisi economica, con il riconoscimento dello stato di emergenza e calamità naturale a seguito della suddetta tempesta che ha colpito diversi centri isolani lo scorso 4 settembre;

rimarcato che le amministrazioni comunali e provinciali non riescono a fronteggiare con mezzi ordinari la gravità e l'estensione dei danni provocati dalla tromba d'aria e dai temporali che si sono abbattuti sulla Sardegna anche in seguito ai vincoli del patto di stabilità. Una situazione che ha portato anche l'Anci Sardegna a chiedere l'immediata applicazione dello stato di calamità naturale per le province di Cagliari, Oristano e Medio Campidano, visto che le prime stime inviate dai comuni certificano gravi ripercussioni negative sull'economia delle zone interessate,,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale, l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica:
1) per sapere quali interventi di sostegno, a imprese agricolo e alle attività produttive, si intendano adottare per fronteggiare la situazione di emergenza, con soluzioni immediate per l'accesso agevolato al credito e l'attivazione di un sostegno alle imprese e alle famiglie in difficoltà (sono ingenti i danni anche alle case di civile abitazione);
2) per valutare se si ritenga opportuno che le banche con sedi, uffici e sportelli in Sardegna attivino le procedure di sospensione del pagamento dei mutui in tutti i territori che siano colpiti da calamità naturali, grandinate, alluvioni;
3) per esaminare di attivare il blocco dei contributi previdenziali dovuti dalle aziende, per almeno dodici mesi, il blocco dei mutui e cambiali agrarie, la sospensione di eventuali procedimenti in essere con Equitalia;
4) per verificare la possibilità di adottare con immediatezza lo stato di calamità naturale per tutti i territori colpiti dalla tempesta in argomento, con l'economia di molti centri in grande sofferenza, visto che è stato messo in ginocchio il settore produttivo;
5) per esaminare il dovuto riconoscimento dei danni ai cittadini colpiti dagli eventi calamitosi alle abitazioni private, alle aziende agricole e al patrimonio rurale e zootecnico, onde sostenere una pronta ripresa dei comparti produttivi isolani, già gravati da grosse sofferenze;
6) per chiedere al Governo di eliminare il patto di stabilità per il 2015 nei comuni colpiti e dove è stata dichiarata lo stato di calamità naturale e di impegnarsi per fare in modo che non si paghi l'IMU agricola per tutti i comuni danneggiati.

Cagliari, 10 settembre 2015