CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 504/A

INTERROGAZIONE LEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di procedere alla revoca della deliberazione n. 43/15 del 1° settembre 2015.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- con la deliberazione n. 43/15 del 1° settembre 2015, "Ripartizione delle risorse alle ASL della Sardegna per la profilassi vaccinale obbligatoria contro la febbre catarrale degli ovini (blue tongue) e prosecuzione della campagna vaccinale", l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, con atto d'imperio, decide di prolungare di un mese la campagna vaccinale coattiva, prevista dal decreto dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale n. 22 del 10 settembre 2014, avente a oggetto "Profilassi vaccinale obbligatoria contro la febbre catarrale degli ovini. Adempimenti periodo 2014-2015";
- il decreto n. 22/2014 prevede, per gli allevatori che si siano sottratti all'esecuzione, sia la perdita degli indennizzi previsti dalla legge per danni causati dal focolaio di malattia, sia una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 258,23 a un massimo euro 1.291,14;
- all'articolo 8, inoltre, stabilisce che il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, su richiesta dell'Asl competente debba procedere "all'emanazione di apposita ordinanza contingibile e urgente, al fine dell'effettuazione coattiva della profilassi vaccinale";
- una parte del mondo allevatoriale si oppone alla vaccinazione coattiva, rinunciando preventivamente ai relativi risarcimenti, non per motivi velleitari, ma per scelta cosciente e ponderata di obiezione all'obbligo vaccinale;
- si tratta, in alcuni casi, di allevatori che non avendo mai sottoposto le proprie greggi alla profilassi per la lingua blu, hanno evitato le stragi causate dal vaccino-killer, anche quello obbligatorio e imposto con misure coercitive e possono documentare che il proprio patrimonio zootecnico è rimasto immune dalla gravissima epizoozia;

evidenziato che:
- l'ulteriore proroga assunta con deliberazione n. 43/15, che fa slittare, per ora al 30 settembre, la chiusura della campagna vaccinale sta alimentando il gravissimo malessere nel mondo agro-pastorale, già ingenerato dal carattere coattivo dei provvedimenti emanati dall'Assessore regionale;
- una politica sanitaria basata sulla coercizione e che ancora, a distanza di oltre un anno dal decreto n. 22/2014 è costretta a ricorrere ad atti coercitivi, è una politica che nel tempo trascorso non ha acquistato il consenso e la fiducia del comparto che deve governare e non sottomettere;
- la pastorizia sarda, memore di politiche sanitarie che hanno causato nel recente passato enormi perdite e danni irreversibili sull'intero patrimonio zootecnico regionale, ha diritto di partecipazione e condivisione nelle scelte che decidono del proprio presente e del proprio futuro;
- l'imposizione rivolta ai sindaci rischia, inoltre, di innestare un gravissimo inasprimento dei rapporti tra il mondo agropastorale e le istituzioni locali, di cui il sindaco è il primo e più diretto rappresentante e primo portatore degli interessi della comunità;

sottolineato che:
- la motivazione alla base della proroga di cui alla citata deliberazione n. 43/15 per cui "condizioni meteo climatiche dei mesi di settembre-ottobre favoriscono l'aumento delle densità degli insetti vettori, così come osservato nel corso della maggior parte delle epidemie" conferma, ove residuasse un margine di dubbio, la scarsa ponderazione e l'insufficiente programmazione della politica sanitaria regionale;
- non si comprende quale sia l'elemento innovativo alle origini di una proroga, motivata da dati già noti nella fase di emanazione del decreto n. 22/2014;
- la mancanza di una scadenza certa e indifferibile in un provvedimento a carattere coercitivo, che invece ha dato dimostrazione di poter essere prorogato per tempi indefiniti con motivazioni velleitarie, genera comprensibili ripercussioni sociali, oltre ai gravi disagi connaturati alle interferenze esterne nella conduzione delle aziende zootecniche coinvolte nella campagna vaccinale, tardivamente rispetto alla scadenza sancita dal decreto n. 22/2014 ed estremamente problematica rispetto al calendario che regola la vita agropastorale;
- la cultura millenaria che ha consentito alla nostra isola di conservare un patrimonio zootecnico unico al mondo, deve tornare a essere protagonista e non più soggetto passivo e coattivo delle scelte della politica sanitaria e agricola regionale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se si voglia valutare il gravissimo malessere ingenerato dalla deliberazione n. 43/15 del 1° settembre 2015, con il pesante rinvio della chiusura della campagna vaccinale obbligatoria per la lingua blu al 30 settembre, che alimenta malessere e tensione sociale nel mondo produttivo agropastorale costretto a subire politiche regionali non condivise;
2) se, alla luce di quanto esposto, non ritengano necessario procedere alla revoca della deliberazione in oggetto, avviando al contempo le azioni necessarie a realizzare l'indispensabile interazione tra sistema sanitario regionale e organizzazioni di categoria e allevatori sardi.

Cagliari, 15 settembre 2015