CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 513/A

INTERROGAZIONE DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sui beni immobili del patrimonio disponibile regionale per i quali è stata avviata, nell'anno 2015, la procedura di alienazione ai sensi della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35.

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Il sottoscritto,

premesso che, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, i beni immobili di proprietà della Regione che non siano funzionalmente utilizzabili per i servizi regionali, degli enti strumentali, delle agenzie regionali e delle società in house, che non siano destinabili agli enti locali territoriali, ovvero che non rivestano interesse ambientale o culturale, sono di norma alienati;

considerato che:
- la Giunta regionale, con la deliberazione n. 5/28 del 6 febbraio 2015, ha approvato l'elenco dei beni immobili per i quali avviare le procedure di alienazione nell'anno in corso;
- altresì, con determinazione n. 30217 del 4 agosto 2015, il Servizio demanio e patrimonio di Cagliari della Direzione generale enti locali e finanze dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica ha disposto l'avvio di una gara pubblica per l'alienazione di una prima parte degli immobili siti nei Comuni di Cagliari e Sant'Antioco di cui alla citata deliberazione n. 5/28 del 2015;

verificato che nell'elenco degli immobili in alienazione figurano numerosi appartamenti siti nella città di Cagliari, assegnati in locazione dalla Regione a propri dipendenti per ragioni di servizio e che oggi risultano occupati dagli stessi dipendenti, il cui servizio è nel frattempo cessato, o da loro familiari subentrati nei contratti di locazione così come disciplinato dalla legge 27 luglio 1978, n. 392;

rammentato che:
- l'articolo 1, comma 1, della legge 24 dicembre 1993, n. 560, definisce come alloggi di edilizia residenziale pubblica "quelli acquisiti, realizzati o recuperati, ivi compresi quelli di cui alla L. 6 marzo 1976, n. 52, a totale carico o con concorso o con contributo dello Stato, della Regione o di enti pubblici territoriali, nonché con i fondi derivanti da contributi dei lavoratori ai sensi della L. 14 febbraio 1963, n. 60, e successive modificazioni, dallo Stato, da enti pubblici territoriali, nonché dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) e dai loro consorzi comunque denominati e disciplinati con legge regionale";
- altresì, l'articolo 1, comma 3, della suddetta legge esclude dalla definizione di alloggi di edilizia residenziale pubblica "gli alloggi di servizio oggetto di concessione amministrativa in connessione con particolari funzioni attribuite a pubblici dipendenti, gli alloggi realizzati con mutuo agevolato di cui all'art. 18 della L. 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni, nonché quelli soggetti ai vincoli di cui alla L. 1 giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni";

evidenziato che l'articolo 1, comma 7, della suddetta legge stabilisce che gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, "se titolari di reddito familiare complessivo inferiore al limite fissato dal CIPE ai fini della decadenza dal diritto all'assegnazione, ovvero se ultrasessantenni o portatori di handicap, qualora non intendano acquistare l'alloggio condotto a titolo di locazione, rimangono assegnatari del medesimo alloggio, che non può essere alienato a terzi";

riconosciuta:
- l'esigenza per l'Amministrazione regionale che si proceda all'alienazione dei beni immobili non indispensabili per l'esercizio delle proprie funzioni, laddove ciò si dimostri compatibile con la legislazione vigente, e che, per quanto concerne i beni non alienabili, la loro gestione sia improntata a principi di razionalità ed economicità;
- altresì la necessità di evitare di esporre l'Amministrazione regionale a contenziosi legali che potrebbero risolversi in un ulteriore aggravio di costi a danno della collettività,

chiede di interrogare l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere:
1) se, non rientrando nelle clausole di esclusione di cui all'articolo 1, comma 3, della legge n. 560 del 1993, gli appartamenti di cui alla premessa devono essere considerati ricadenti pienamente nella definizione di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge n. 580 del 1993, vale a dire alloggi di edilizia residenziale pubblica, e pertanto assoggettati alle sue disposizioni;
2) se, prima di adottare l'elenco dei beni immobili in alienazione allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 5/29 del 2015, si sia provveduto a verificare che tutti gli immobili fossero in possesso dei requisiti di legge necessari perché si potesse procedere alla loro alienazione ed in particolare se, negli appartamenti di cui alla premessa, non risiedano soggetti tutelati ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge n. 560 del 1993;
3) se non ritenga che la deliberazione della Giunta regionale n. 5/29 del 2015 e la determinazione n. 30217 del 4 agosto 2015, del Servizio demanio e patrimonio di Cagliari, possano pertanto presentare vizi di legittimità e che sia necessario procedere ad una nuova ricognizione del patrimonio immobiliare regionale alienabile;
4) se la Regione abbia provveduto con puntualità, nel corso degli anni, agli interventi di manutenzione a suo carico e alla rimozione delle barriere architettoniche negli appartamenti di cui alla premessa;
5) se risultino situazioni di degrado e depauperamento tali da non consentire l'alienazione degli appartamenti alle vigenti condizioni di mercato, anche alla luce del fatto che, se fosse verificata la sussistenza dei vincoli di legge di cui sopra, gli unici soggetti in grado di accedere all'alienazione sarebbero gli attuali locatari, i quali si trovano in molti casi in condizioni di oggettivo disagio economico;
6) se non ritenga che gli appartamenti, qualora venisse riconosciuta la loro natura di alloggi di edilizia residenziale pubblica, siano da ritenersi funzionalmente utilizzabili per i servizi gestiti dall'agenzia AREA e pertanto da escludere dall'elenco dei beni immobili alienabili, così come disposto dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale n. 35 del 1995;
7) se non ritenga che il permanere di alloggi di edilizia residenziale pubblica nel patrimonio disponibile della Regione e la loro gestione da parte di un apposito Servizio dell'Assessorato degli enti locali, finanze e urbanistica non costituiscano una duplicazione di servizi e centri di spesa, e pertanto una gestione del patrimonio regionale non improntata a principi di razionalità ed economicità, dal momento che l'agenzia AREA è stata costituita con il preciso scopo di gestire gli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
8) quali misure la Giunta regionale intenda adottare al fine di stanziare le somme necessarie per realizzare un programma straordinario di manutenzioni e di rimozione delle barriere architettoniche negli appartamenti non soggetti ad alienazione.

Cagliari, 23 settembre 2015