CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 522/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, sugli incarichi professionali di progettazione di cui all'articolo 90 del decreto legislativo n. 163 del 2006, alla luce degli ultimi fatti di cronaca giudiziaria e delle recenti statistiche pubblicate su un quotidiano regionale.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- le recenti vicende di cronaca giudiziaria regionale, nell'ambito dell'indagine denominata "Sindacopoli" e non solo, impongono una seria riflessione sull'efficacia dell'attuale normativa nazionale e regionale sul tema degli appalti pubblici, con particolare riferimento agli incarichi professionali di cui all'articolo 90 del decreto legislativo n. 163 del 2006, e successive modifiche e integrazioni;
- nonostante i principi fondamentali del codice degli appalti, recepiti dalle direttive europee, siano quelli dell'economicità, efficacia, tempestività, correttezza, libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché quello di pubblicità con le modalità indicate nel codice, si apprende dagli organi di informazione che, troppo spesso e con molta facilità, gli stessi vengono elusi dalle stazioni appaltanti innescando un sistema clientelare, una barriera all'ingresso del mercato del lavoro di giovani professionisti e un abbassamento della qualità progettuale proposta;
- una recente statistica pubblicata su un quotidiano regionale, ha collocato gli enti pubblici della Sardegna tra i primi utilizzatori delle cosiddette "procedure negoziate" nell'ambito dell'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, procedure previste dal codice degli appalti, ma che non garantiscono la massima trasparenza, l'economicità, la concorrenza e la pubblicità;
- gli ordini professionali, ingegneri, architetti, geometri e più, da anni richiedono al legislatore nazionale e regionale un importante intervento di modifica e integrazione dell'apparato normativo di riferimento, inserendo dei sistemi di maggior controllo nelle fasi di affidamento dei servizi di cui all'articolo 90 del codice degli appalti, nonché la concretizzazione di procedure unificate che permettano una maggior rotazione e trasparenza degli affidamenti;

accertato che l'articolo 267 "Affidamento dei servizi di importo inferiore a 100.000,00 euro", al comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, al fine di garantire, in fase di scelta degli operatori da invitare nelle gare pubbliche, il rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, prevede l'individuazione degli stessi tramite elenchi di operatori economici;

dato atto che lo stesso decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010 prevede nel suo dispositivo, le modalità di formazione degli elenchi e gli schemi tipo di "domanda" per l'inserimento dei professionisti;

constatato che diversi enti pubblici della Sardegna, comuni, province e la stessa Regione hanno negli anni istituito "autonomamente" degli elenchi di professionisti, tra di essi non collegati, non permettendo pertanto una verifica sulla reale attuazione dei principi sopra indicati, richiedendo un elevato impegno temporale ed economico da parte degli operatori, obbligati a compilare prolisse modulistiche sempre diverse da ente a ente che tuttavia, come oggi si apprende, non hanno garantito i risultati attesi dalla norma;

dato atto che:
- le recenti modifiche del codice degli appalti hanno istituito le centrali uniche di committenza, con il fine di risparmiare nelle procedure di gara e di amplificare i controlli negli affidamenti;
- questa Giunta intende legiferare in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale:
1) per conoscere quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale intende intraprendere per una corretta applicazione delle normative esistenti;
2) per sapere se non ritengano opportuno valutare:
- la creazione di un elenco unico regionale sopprimendo tutti gli elenchi fino a oggi istituiti dai comuni, provincie ed enti pubblici in genere operanti nel territorio regionale;
- la possibilità dell'utilizzo obbligatorio per tutti gli enti locali regionali ed enti pubblici operanti nel territorio dell'eventuale elenco unico regionale;
- la possibilità dell'istituzione di un elenco unico regionale sotto forma di "sportello interattivo", così da garantire una reale rotazione negli incarichi, un'immediata verifica in tempo reale delle gare in corso e degli affidamenti effettuati;
3) per conoscere quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale intende intraprendere per la tutela dei professionisti operanti nel territorio regionale, fortemente svantaggiati dall'insularità della regione Sardegna e talvolta costretti, soprattutto nel caso di giovani professionisti e piccoli studi associati, a operare esclusivamente nel territorio regionale.

Cagliari, 30 settembre 2015