CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 547/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PERU - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sul disatteso impegno assunto dall'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, il 5 agosto scorso, di individuare una tempestiva soluzione alla situazione delle società per la gestione dei servizi pubblici a prevalente partecipazione pubblica.

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I sottoscritti,

premesso che il combinato disposto di cui alla legge n. 402 del 1994, legge regionale n. 7 del 1997 e legge regionale n. 25 del 2012 ha disegnato un sistema che ha consentito alla Regione di predisporre un sistema di incentivi per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili, attraverso la costituzione di società per la gestione di servizi pubblici;

premesso, altresì, che, all'interno del predetto quadro normativo, sono state attivate le procedure per la costituzione di numerose società in house partecipate dagli enti locali almeno a maggioranza assoluta del capitale sociale, dislocate nei vari territori dell'isola che a oggi impiegano circa 330 unità lavorative, alle quali si sommano circa 450 operatori delle società in house delle province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari, oltre a quelli della ex provincia di Carbonia-Iglesias;

rilevato che l'andamento delle società in house traccia un quadro economico-finanziario a esse comune, dal quale si desume l'impossibilità per le stesse di far fronte alle ordinarie dinamiche di mercato in maniera autonoma, senza l'indispensabile e vitale supporto del soggetto pubblico dal quale sono partecipate in via prevalente;

rilevato, altresì, che le nobili finalità perseguite dal legislatore attraverso il sistema normativo sul quale si basano le società per la gestione di servizi pubblici sono caratterizzate dal duplice obbiettivo di garantire servizi pubblici efficienti ed efficaci e, nel contempo, salvaguardare i diritti e la particolare situazione degli ex lavoratori socialmente utili, la cui condizione di debolezza è da sempre considerata meritevole di particolare tutela;

considerato che, in occasione della discussione dei disegni di legge relativi alla finanziaria e al bilancio della Regione per l'esercizio 2015, il Gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato un emendamento, respinto dal Consiglio regionale, finalizzato a far inserire nella manovra risorse per 7.000.000 euro a favore delle società in house della Sardegna, a salvaguardia di importanti servizi;

considerato, altresì, che a seguito del preoccupante peggioramento della situazione nella quale versano le società in house della Sardegna, il 5 agosto scorso, in occasione della discussione e approvazione della legge regionale 5 agosto 2015, n. 22, il Gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato un emendamento teso a stanziare un contributo straordinario di 2.000.000 a favore degli enti locali che hanno provveduto alla stabilizzazione degli LSU, ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 2000, mediante esternalizzazione dei servizi in società partecipate dai medesimi enti almeno a maggioranza assoluta del capitale sociale;

dato atto che, nonostante gli allarmanti segnali e le accorate richieste di aiuto provenienti dai lavoratori e dagli stessi enti locali partecipanti alle società in house, anche il suddetto emendamento è stato respinto;

atteso che nel corso del dibattito l'Assessore della programmazione Paci s'è impegnato ad affrontare la delicata problematica entro settembre;

osservato che, in mancanza di un urgente e immediato intervento della Regione entro il prossimo 31 dicembre, le società in house della Sardegna rischiano, nella peggiore delle ipotesi, di essere poste in stato di liquidazione e sciolte, ovvero di vedere ridotti gli importanti servizi a esse affidati dagli enti locali partecipanti, con conseguente licenziamento di lavoratori e conseguenze drammatiche per essi e le loro famiglie,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale intende porre in essere al fine di salvare dalla liquidazione e dalla successiva estinzione le società in house della Sardegna, ovvero salvaguardare i diritti degli ex lavoratori socialmente utili, dipendenti delle società per i servizi pubblici in attuazione dell'impegno assunto dall'Assessore Paci il 5 agosto scorso;
2) quali siano gli eventuali ulteriori strumenti ai quali la Giunta regionale intende ricorrere al fine di tutelare la posizione dei circa 800 lavoratori delle società in house della Sardegna, nella malaugurata ipotesi in cui la Regione non intenda continuare a garantire l'indispensabile sostegno finanziario senza il quale, le società per i servizi pubblici, sono impossibilitate a far fronte alle ordinarie dinamiche di mercato autonomamente.

Cagliari, 22 ottobre 2015