CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 564/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alle modalità riguardanti l'immissione in avifauna nelle aziende turistiche venatorie e nelle zone di addestramento cani da caccia.

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Il sottoscritto,

premesso che la normativa in merito all'ambito venatorio, in primo luogo la legge regionale n. 23 del 1998, con le altre disposizioni di tutela della fauna, e le normative nazionali di settore prevedono la tutela della fauna selvatica, con il riconoscimento delle specie attraverso un segnale distintivo, che normalmente per i fagiani e le pernici di diverse specie è costituito da un apposito anello a bracciale chiuso immesso a una caviglia;

accertato che questo anello, solitamente in materiale plastico, è infilato ai giovani pulcini in tenera età, in modo che, con la crescita, esso sia permanente attorno alla caviglia e non ci sia modo di asportarlo, se non mediante la mutilazione del selvatico; questa procedura ai pulcini è una prassi relativamente semplice (date le dimensioni dei piccoli, simili a quelle di una quaglia adulta) e la spesa per questo lavoro, con l'immissione dell'anello, è ammortizzabile visto il costo notevole di quei capi di fauna;

rilevato che le problematiche più serie si presentano invece con le quaglie (coturnix coturnix), in quanto le ridotte grandezze del selvatico e le ristrette dimensioni del pulcino, l'utilizzo di anelli a bracciale chiuso è di difficile applicazione, per cui necessita l'impiego di un apposito bracciale apribile in alluminio che ha un costo notevolmente superiore;

valutato che tale procedura comporta una cattura delle giovani specie da parte dell'allevatore, quando esse sono già nelle voliere grandi, provocando una notevole tensione fisica e aumentando la possibilità di infortuni durante la cattura;

annotato che agli esemplari che, per diverse ragioni, rimangono dopo l'immissione liberi sul territorio, l'anello alla zampa (non essendo specie selvatiche) diventa un impedimento ulteriore alla reale possibilità di salvezza e adattamento sul territorio;

dato atto che:
- i fattori sopra elencati fanno comprendere che anche i costi di questo selvatico aumenterebbero notevolmente, riducendo di fatto l'utilizzo delle aziende turistiche venatorie e delle zone di addestramento per i cani da caccia;
- oltre al danno per i gestori e l'indotto, ci sarebbe un ulteriore pericolo per il danneggiamento dell'ambiente sia per la mancata immissione di fauna che per l'indubbio incremento delle persone che sarebbero obbligate a portare i loro ausiliari in aperta campagna anche in tempo di divieto,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente:
1) affinché valuti la possibilità di una correzione della normativa in oggetto riguardante in particolare l'immissione di un anello alla caviglia delle quaglie (coturnix coturnix), anche in sinergia con le autorità competenti alla vigilanza, contrassegnando le specie con un pennarello rosso sulla zampa prima di essere immesse sul territorio, in modo che, in caso di abbattimento immediato, siano palesemente identificate;
2) affinché esamini l'opportunità di rivedere la procedura di identificazione, con un processo compatibile sia dal punto di vista economico che ambientale, per scongiurare altre penalizzazioni a un settore già svantaggiato.

Cagliari, 10 novembre 2015