CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 566/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di regolarizzare le detenzioni in forza di concessioni scadute di terreni e fabbricati provenienti dalle leggi di riforma fondiaria.

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I sottoscritti,

premesso che sono numerosi i soggetti che detengono immobili appartenenti al patrimonio immobiliare regionale, in forza di una concessione ormai scaduta e che intendono acquistarli avendone nel tempo salvaguardate l'integrità, la destinazione e l'efficienza e avendo effettuato con oneri a proprio carico i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;

premesso, altresì, che con determinazione n. 67 del 5 ottobre 2012 l'Agenzia Laore adottava la proposta di un regolamento per la gestione e l'alienazione dei beni immobili provenienti dalle leggi di riforma agraria per i quali era stata accertata la non funzionalità per pubbliche utilità;

premesso, altresì, che la proposta di regolamento era finalizzata ad assicurare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare proveniente dalle leggi di riforma fondiaria, garantendone una migliore fruibilità da parte della popolazione insediata nella aree rurali, attraverso la promozione dello sviluppo rurale e socio-economico del territorio secondo principi di trasparenza, imparzialità ed economicità dell'azione amministrativa;

rilevato che la proposta di regolamento formulata dall'Agenzia Laore conteneva alcune norme che prevedevano la regolarizzazione della detenzione di immobili provenienti dalle leggi di riforma fondiaria in favore di familiari di precedenti concessionari che potevano dimostrare di averne, di fatto, esercitato il possesso e di aver garantito una gestione attenta dell'immobile per almeno 5 anni, provvedendo a proprie spese all'esecuzione delle eventuali opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che si fossero rese nel tempo necessarie;

osservato che, nell'ottobre del 2012, la proposta di regolamento venne trasmessa dall'Agenzia Laore alla Direzione generale dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per il rilascio del relativo parere;

osservato, altresì, che nello stesso mese di ottobre del 2012 la Direzione generale dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica rispondeva che era in corso di adozione da parte dell'Assessorato una disciplina unitaria per la vendita dei terreni e fabbricati rurali di proprietà dell'Amministrazione regionale e degli enti a essa strumentali, suggerendo a Laore di sospendere l'adozione del regolamento e assicurando che i contenuti in esso riportati sarebbero stati tenuti nella massima considerazione da parte dell'ente regionale;

dato atto che, con deliberazione della Giunta regionale n. 45/19 del 12 novembre 2012, veniva approvato un disciplinare recante disposizioni in ordine alle modalità di vendita di alloggi e fabbricati di proprietà dell'Amministrazione regionale adibiti ad abitazione che, nel prevedere il diritto di prelazione sull'acquisto a favore di coloro che conducono un alloggio a titolo di locazione da oltre un quinquennio e non siano in mora con il pagamento dei canoni, non contemplava la possibilità di regolarizzare la posizione di coloro che detengono immobili di proprietà della Regione in forza di concessioni scadute;

dato atto, altresì, che con deliberazione della Giunta regionale n. 25/14 del 26 maggio 2015 veniva approvato un progetto pluriennale finalizzato alla gestione del patrimonio immobiliare regionale e contestualmente si dava mandato all'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per la predisposizione di un disegno di legge disciplinante le attività di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare regionale, nel rispetto degli indirizzi e le previsioni del Piano regionale di sviluppo;

considerato che la deliberazione non prevede alcuna ipotesi si regolarizzazione della posizione di coloro che detengono immobili regionali in forza di concessioni scadute e che nel tempo li hanno gestiti con diligenza e attenzione, provvedendo a spese proprie a effettuare ogni intervento necessario a conservare la destinazione e lo stato di efficienza del bene;

considerato, altresì, che le numerose proposte contenute nella bozza di regolamento predisposta nel 2012 dall'Agenzia Laore non sono state recepite né tenute in considerazione e che, pertanto, coloro che oggi detengono gli immobili sopra menzionati corrono il rischio di perdere un bene sul quale generazioni di famiglie hanno con sacrificio impiegato risparmi al fine di migliorarli, conservarli e assicurarne la massima efficienza;

dato atto che la decisione della Regione nel salvaguardare gli interessi economici, finanziari e patrimoniali dell'ente regionale ben potrebbe contemperare tali esigenze con quelle di coloro che hanno per anni assicurato a proprie spese l'integrità economica e funzionale dei beni patrimoniali provenienti dalla riforma agraria e che attendono con apprensione la regolarizzazione delle proprie rispettive posizioni;

dato atto, altresì, che la regolarizzazione della detenzione dei beni della riforma fondiaria, contenuta e prevista anche nella proposta di regolamento del 2012 formulata dall'Agenzia Laore, risponderebbe ai principi di equità e imparzialità della cui applicazione la pubblica amministrazione dovrebbe farsi sempre primo garante,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se sia intendimento dell'Amministrazione regionale procedere alla regolarizzazione delle detenzioni dei beni patrimoniali provenienti dalle leggi di riforma fondiaria, in conformità alla proposta di regolamento predisposta nel 2012 dall'Agenzia Laore sui cui contenuti la Regione aveva assicurato la massima considerazione;
2) quali siano le eventuali ulteriori soluzioni che la Giunta regionale intende individuare al fine di salvaguardare coloro che, pur detenendo oggi in forza di concessioni scadute i suddetti beni, hanno nel tempo maturato una posizione meritevole di tutela per averli gestiti con attenzione e diligenza, assumendo a proprie spese ogni intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria che si rendesse necessario, impiegando risparmi e risorse familiari importanti.

Cagliari, 10 novembre 2015