CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 581/A

INTERROGAZIONE CHERCHI Oscar - TATTI - DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sull'idea di sviluppo della Provincia di Oristano promossa dall'attuale Esecutivo regionale.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la Provincia di Oristano è attualmente abitata da 148.843 cittadini divisi tra gli 88 comuni (di cui ben 65 sotto i 2.000 abitanti) che la compongono; secondo i dati diffusi dall'Osservatorio economico della Camera di commercio di Oristano nel 2014, dal punto di vista economico, il territorio si caratterizza per la quasi totale assenza del settore industriale (appena il 5,8 per cento della ricchezza locale è prodotta dall'industria: il dato più basso di tutte le province sarde) a cui fa da contrappeso l'elevata vocazione terziaria e la presenza di un'importante filiera agro-alimentare (che produce l 8,7 per cento del valore aggiunto, ma paga le scarse capacità occupazionali del settore); per quanto riguarda il settore terziario si registra un elevato peso della pubblica amministrazione che si configura come settore trainante dell'economia locale; nello specifico, grazie alla massiccia presenza di questo importante apparato amministrativo, l'81,1 per cento della ricchezza locale è prodotta dal settore terziario; l'edilizia, in evidente difficoltà, pesa per il 4,4 per cento;
- in questo scenario i dati ISTAT fanno registrare una disoccupazione elevata, in costante crescita dal 2007 ad oggi, che nel 2014 ha raggiunto la vetta del 19,7 per cento; addirittura drammatici sono i dati riferiti alla disoccupazione giovanile (15-24 anni) che nella provincia toccano il record del 52,2 per cento, più che raddoppiata dal 2007 al 2014;

tenuto conto che il combinato disposto delle politiche del Governo Renzi e dell'attuale Giunta regionale sta minando i settori economici trainanti dell'economia oristanese senza al contempo incentivare quelli il cui sviluppo potrebbe produrre incrementi occupazionali; a supporto di quanto affermato si ricorda in particolare:
- chiusura della Prefettura di Oristano a seguito dell'approvazione da parte del Senato della Repubblica della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), con la quale all'articolo 8, comma 1, lettera e), è stato dato mandato al Governo di provvedere, entro 12 mesi, alla "razionalizzazione della rete organizzativa e revisione delle competenze e delle funzioni attraverso la riduzione del numero" delle prefetture in virtù del quale il Ministero dell'interno ha proposto, con una bozza di decreto del Presidente della Repubblica, l'immediato avvio della chiusura di 23 prefetture in tutta Italia, compresa quella di Oristano, con relativo accorpamento alla Prefettura di Nuoro; tale provvedimento si ripercuoterà negativamente sui servizi garantiti della Questura, dal Comando dei Vigili del fuoco e dal Corpo dei Carabinieri e i relativi servizi;
- soppressione Camera di commercio di Oristano visto l'articolo 10 della legge n. 124 del 2015 col quale si attribuisce delega al Governo per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura stabilendo che la "ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, con riduzione del numero dalle attuali 105 a non più di 60 mediante accorpamento di due o più camere di commercio"; secondo le norme della su citata legge delega il decreto governativo dovrà essere adottato entro 12 mesi e dovrà prevedere la "possibilità di mantenere la singola camera di commercio non accorpata sulla base di una soglia dimensionale minima di 75.000 imprese e unità locali iscritte o annotate nel registro delle imprese, salvaguardando la presenza di almeno una Camera di commercio in ogni regione"; avendo la Camera di commercio di Oristano un bacino inferiore alle 15.000 unità è destinata a chiudere;
- ipotesi di chiusura del Tribunale di Oristano in seguito alla soppressione della sede di Corte d'appello di Sassari avanzata dalla commissione per la riforma dell'ordinamento giudiziario presieduta da Michele Vietti;
- riduzione del numero delle aziende sanitarie locali attraverso l'approvazione di una legge regionale di riforma che preveda la chiusura dell'ASL n. 5 di Oristano, come recentemente annunciato dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Arru, che segue il declassamento dei pronto soccorso di Bosa e Ghilarza a punti di primo intervento;
- la revoca dei finanziamenti per il miglioramento delle infrastrutture turistiche: quelli per la riqualificazione della borgata marina di Torre Grande e dello stesso porticciolo turistico (questi ultimi poi nuovamente stanziati in seguito alle proteste), quelli per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria della località di San Giovanni di Sinis; a ciò va aggiunta la totale assenza di progetti per la promozione del turismo nelle zone interne; si è persa di vista ogni traccia di finanziamenti e di progetti per la valorizzazione del Lago Omodeo piuttosto che per gli itinerari religiosi a Laconi e in Marmilla o la valorizzazione delle vie del vino (malvasia in Planargia e vernaccia nel Campidano); senza dimenticare i ritardi nella liquidazione dell'ultima tranche di fondi regionali a favore delle cooperative che gestiscono i sistemi museali e i beni archeologici che mette a rischio le strutture presenti in siti importanti quali Nuraghe Losa, il pozzo sacro di Santa Cristina, il parco archeologico di Suni o le terme di Fordongianus;
- dismissione da parte di Regione e SFIRS delle proprie quote nelle Marine Oristanesi e nella SOGEAOR, ossia le due società che controllano il porticciolo turistico e l'aeroporto di Oristano, due infrastrutture essenziali per lo sviluppo del turismo;
- la riforma degli enti locali proposta dall'attuale maggioranza che prevede la soppressione delle 4 "province storiche" e introduce i cosiddetti ambiti territoriali; la proposta presentata dalla Giunta regionale istituisce un regime differenziato in virtù del quale Cagliari è destinata a diventare città metropolitana (inglobando 17 comuni limitrofi); il dibattito, anche pubblico, all'interno della maggioranza lascia supporre che nelle intenzioni dei partiti di centrosinistra ci sia la volontà di far sì che la Provincia di Sassari diventi un "ambito territoriale speciale" equiparato alla città metropolitana, mentre le Province di Nuoro, dell'Ogliastra e della Gallura dovrebbero dare vita al cosiddetto ambito territoriale del Tirreno (anch'esso disciplinato da uno status speciale); a rimanere al palo, ancora una volta, è l'ambito territoriale di Oristano al quale non sarà riconosciuto alcuno status speciale;
- il commissariamento del Consorzio di bonifica dell'oristanese affidato al commissario di Cagliari nonostante si stava portando a termine il percorso che avrebbe permesso lo svolgimento delle elezioni a luglio 2014; a questo va aggiunto il taglio dei trasferimenti che rischia di far aumentare i ruoli irrigui a carico degli agricoltori, la riduzione delle quote di gasolio agricolo garantite agli operatori del settore, i problemi legati al refresh e la mancata istituzione di un ente pagatore sardo;
- l'area di crisi oristanese è stata esclusa dal finanziamento di 22 milioni disposto a fine settembre dalla Giunta per la realizzazione di opere di interesse regionale nel rispetto degli obiettivi perseguiti dal Programma regionale di sviluppo; analogo disinteresse l'Esecutivo regionale ha mostrato in merito al porto industriale di Oristano e alla relativa zona industriale;

ribadito che né i provvedimenti governativi né quelli della Giunta regionale consentono alla Provincia di Oristano di mantenere un sistema economico prevalentemente basato sulla presenza di dipendenti pubblici e sul settore terziario e che gli sforzi messi in campo per consentire una riconversione dell'economia basata sullo sviluppo del settore turistico, o di altri settori economici, non appaiono sufficienti,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, l'Assessore del turismo, artigianato e commercio, l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere:
1) se la Giunta regionale non ritenga di dover rivedere alcune sue posizioni e di doversi opporre alle scelte del Governo che di fatto stabiliscono la smobilitazione del comparto pubblico dal territorio di Oristano;
2) se viceversa è convinta della bontà delle scelte operate (sia a livello regionale che nazionale), si chiede alla Giunta se abbia identificato un modello di sviluppo per il territorio oristanese che possa sostituirsi a quello attuale basato sulla forte presenza della pubblica amministrazione garantendo, e magari migliorando, i livelli occupazionali e la ricchezza prodotta;
3) se tale modello di sviluppo è stato individuato si chiede quali sono i provvedimenti adottati concretamente per porlo in essere in tempi rapidi dato che la smobilitazione dei presidi statali appare fulminea.

Cagliari, 19 novembre 2015