CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 588/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, in relazione agli ulteriori tagli annunciati dal Governo alle risorse destinate a finanziare CAF e patronati, contenuti nella proposta di legge di stabilità per l'anno 2016.

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I sottoscritti,

premesso che anche quest'anno il Governo prevede di introdurre nel disegno di legge di stabilità 2016 pesanti tagli alle risorse destinate ai patronati, con una riduzione strutturale di 48 milioni di euro del Fondo patronati che, qualora dovesse essere confermata, si sommerebbe a quella praticata lo scorso anno allorquando, all'interno del disegno di legge di stabilità 2015, il Governo effettuò sensibili riduzioni pari al 69,40 per cento delle risorse fino al quel momento destinate a finanziare le attività dei centri di assistenza fiscale;

premesso, altresì, che in quell'occasione venne presentata la mozione n. 94 del 1 dicembre 2014, a oggi rimasta priva di riscontro, con la quale s'impegnava il Presidente della Regione a intervenire presso il Governo e i parlamentari sardi, al fine di chiedere e ottenere la cancellazione delle misure afflittive contenute nel disegno di legge di stabilità per il 2015, destinate a ridurre drasticamente e traumaticamente le risorse assegnate al finanziamento delle attività dei patronati;

rilevato che l'indifferenza dell'Amministrazione regionale rispetto alla problematica segnalata ha prodotto il peggioramento delle condizioni di operatività dei CAF sardi che, ciononostante, sono riusciti con sacrificio a garantire gli stessi servizi degli anni passati con meno risorse evitando che i tagli si ripercuotessero negativamente sui cittadini sardi;

rilevato, altresì, che il silenzio sulla questione ha lasciato intendere al Governo che potrà ulteriormente procedere a nuovi tagli al sistema dei patronati, fingendo di dimenticare che l'attività dei CAF concorre in misura rilevante a sostenere e integrare i servizi degli enti previdenziali e assistenziali a beneficio dei cittadini, specie dei lavoratori dipendenti e pensionati;

rilevato che tale misura comporterà un danno per tutti coloro che oggi, tramite i patronati, possono contare su una rete di servizi diffusa nel territorio e prevalentemente gratuita nelle prestazioni;

considerato che il sistema dei patronati gestisce il 90 per cento dell'invio delle istanze relative a disoccupazione, assegni di maternità, assegni famigliari, indennità di malattia, bonus bebè e altre importanti pratiche, in un paese in cui il tasso di alfabetizzazione informatica è tra i più bassi in Europa e in cui i costanti cambiamenti normativi rendono complesso l'accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali;

tenuto conto che in Sardegna un taglio di tale portata andrebbe a incidere negativamente su una comunità già pesantemente segnata dalla crisi, dall'insularità e dalla scarsa dimestichezza di gran parte della popolazione con gli strumenti informatici, ai quali si aggiunge l'osticità delle procedure previste dal legislatore per accedere ai benefici previdenziali e assistenziali che richiede sempre un sostegno dedicato e specializzato;

sottolineato ulteriormente che disoccupati, pensionati, lavoratori, cittadini stranieri e italiani all'estero dovranno pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto, con l'ulteriore e infausta conseguenza della cancellazione della uguaglianza di accesso ai diritti;

osservato che i tagli contenuti nella proposta di legge di stabilità per il 2016, che si andrebbero a sommare a quelli praticati nel 2014 per l'anno in corso, renderebbero impossibile l'attività dei patronati già dal prossimo mese di gennaio in un quadro nel quale, solo in Sardegna, sarebbero a rischio chiusura 89 sedi di patronato che occupano 144 operatori che gestiscono ogni anno circa 250.000 istanze;

considerato che, alla luce delle novità che lo stesso Governo ha introdotto con il decreto sulle semplificazioni, relative anche all'introduzione del 730 precompilato e alle nuove e maggiori responsabilità a carico degli intermediari, sia patronati che professionisti, in caso di dichiarazioni errate, con l'obbligo previsto a carico di questi ultimi di pagare le imposte non versate, le sanzioni e gli interessi, lo Stato da un lato di fatto chiede e pretende dai patronati un servizio più complesso con maggiori e più onerose responsabilità rispetto a oggi, mentre dall'altro riduce sensibilmente e vistosamente le risorse a essi destinate;

sottolineato che per svolgere lo stesso lavoro dei patronati la pubblica amministrazione dovrebbe aprire e gestire circa seimila nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre cinquemila unità, con un costo complessivo per Inps, Inail e Ministero dell'interno di 657 milioni di euro per anno,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione affinché:
1) chiarisca se sia intenzione dell'Amministrazione regionale intervenire presso il Governo e i parlamentari sardi al fine di chiedere e ottenere la cancellazione delle misure afflittive contenute nella proposta di disegno di legge di stabilità per il 2016 che, qualora confermate, si andrebbero ad aggiungere a quelle già varate nel 2014 per l'anno in corso, destinate a ridurre ulteriormente e drasticamente le risorse assegnate al finanziamento delle attività dei patronati;
2) dichiari quali siano gli orientamenti della Giunta regionale in ordine al prezioso e indispensabile servizio reso dai patronati che attraverso la propria attività sostengono i cittadini sardi nell'esercizio di diritti fondamentali e colmano le numerose lacune e falle nel sistema della previdenza e assistenza sociale di cui dovrebbe occuparsi lo Stato.

Cagliari, 24 novembre 2015