CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 599/A

INTERROGAZIONE COSSA - DEDONI - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulle disposizioni in materia di requisiti acustici passivi degli edifici, di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 50/4 del 16 ottobre 2015.

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I sottoscritti,

premesso che la legge n. 447 del 1995 definisce come competenza dello Stato, tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti, allo scopo di ridurre l'esposizione umana al rumore;

considerato che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1997, in attuazione di quanto richiamato sopra, ha definito dei valori limite, ovvero delle grandezze che determinano i requisiti acustici passivi dei componenti degli edifici e delle sorgenti sonore interne;

evidenziato che le grandezze di riferimento per le quali sono definiti i limiti, devono essere rilevate attraverso dei metodi di calcolo che fanno riferimento a specifiche norme UNI, ognuna delle quali descrive il calcolo attraverso delle misurazioni in opera e non solo attraverso calcoli analitici progettuali;

ricordato che il Consiglio regionale, con l'articolo 28 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8, ha previsto che "la Regione, con apposita deliberazione della Giunta regionale, da emanarsi entro centocinquanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, modifica, in attuazione delle norme UNI, le direttive vigenti in materia di prestazioni acustiche passive degli edifici e definisce le classi acustiche delle unità immobiliari";

constatato che l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, come contenuto nella deliberazione della Giunta regionale n. 50/4 del 16 ottobre 2015, ha rilevato che di recente sono state segnalate problematiche legate all'applicazione delle norme succitate e che a tutt'oggi un notevole numero di edifici, sebbene siano stati costruiti in data successiva all'entrata in vigore della norma, risultano carenti sotto l'aspetto del rispetto dei requisiti acustici passivi e spesso sprovvisti di certificato di agibilità;

appreso che lo stesso rappresentante della Giunta regionale ha evidenziato che "per sanare i suddetti immobili spesso sussistono difficoltà di carattere tecnico ed aggravi economici, e inoltre l'impossibilità di dotarsi di certificato di agibilità, senza il quale l'immobile risulta anche difficilmente alienabile, nonché, in ultimo, l'impossibilità di rivalersi economicamente sul costruttore-venditore (in applicazione della legge n. 88 del 2009)";

visto l'aggiornamento delle direttive regionali in materia di requisiti acustici passivi degli edifici (allegato alla deliberazione della Giunta n. 50/4 del 16 ottobre 2015) che al punto 3, iter procedurale, fase post operam riporta: "Ad opera ultimata, il direttore dei lavori assevera la conformità dell'opera realizzata al progetto acustico presentato e conseguentemente il rispetto dei parametri tecnici indicati nel suddetto decreto. È facoltà del direttore dei lavori allegare all'asseverazione apposita relazione tecnica di collaudo acustico, effettuata da un Tecnico competente in acustica ambientale";

ritenuto che quanto disposto dalla Giunta regionale possa aprire alla possibilità di sanare le carenze di quegli edifici costruiti senza la necessaria qualità, mascherando difetti altrimenti evidenziabili col collaudo acustico, prescritto peraltro dalla normativa nazionale;

valutato che la prescrizione indicata nelle direttive regionali riversa sul direttore di lavori la responsabilità del rispetto della normativa in materia di requisiti acustici passivi;

evidenziato che l'eliminazione dell'obbligo delle verifiche acustiche in opera potrebbe apparire come una sorta di condono in favore di quei costruttori che decidessero di non rispettare le norme previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1997 oltreché una riduzione delle doverose tutele igienico-sanitarie ed economiche in favore del cittadino-consumatore,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere se:
1) l'abolizione dell'obbligatorietà del collaudo acustico degli edifici a fine lavori sia stata motivata soltanto dalla necessità di sanare le difficoltà di carattere tecnico ed evitare i conseguenti aggravi economici segnalati per gli immobili che non rispettano i parametri di legge in materia;
2) abbiano considerato che la possibilità di sostituire il collaudo acustico con una semplice asseverazione del direttore dei lavori non offra una maggiore tutela per il cittadino, ma anzi, se risultasse vero quanto asserito circa il fatto che ad oggi molti edifici non rispettano i limiti, si avrebbe solo un moltiplicarsi dei contenziosi tra acquirente e venditore, con un notevole dispendio a carico degli acquirenti che si vedranno costretti a farsi assistere da un legale;
3) non ritengano che la salute umana (in questo caso con la riduzione dell'esposizione al rumore) e la salvaguardia dei diritti del cittadino-consumatore debbano essere sempre mantenuti in primo piano rispetto agli interessi di costruttori e/o venditori poco riguardosi delle norme già applicate in tutta Europa con ottimi risultati;
4) non ritengano di dover valutare la possibilità di modificare le direttive, mantenendo l'obbligo del collaudo acustico post operam prevedendo, in caso di mancato rispetto dei requisiti minimi di legge, l'attribuzione di una classe acustica inferiore, così da garantire agli acquirenti la giusta e dovuta tutela, anche dal punto di vista economico.

Cagliari, 10 dicembre 2015