CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 604/A

INTERROGAZIONE ZANCHETTA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato intervento dell'elisoccorso, non operativo nelle ore notturne per La Maddalena, e la tragica morte di una donna colpita da aneurisma all'aorta, che forse poteva essere salvata.

***************

Il sottoscritto,

premesso che con i decreti emessi dall'Assessorato dell'agricoltura e riforma agropastorale (Decreto n. 749 Dec/A/14 del 15 aprile 2015 e n. 1777 Dec/A/37 del 31 luglio 2015) si è provveduto a ridefinire gli enti di certificazione dei vini a denominazione d'origine della Sardegna, come previsto dal decreto ministeriale 14 giugno 2012, n. 794 ;

accertato che:
- quest'anno scadeva il triennio per gli enti autorizzati dal Ministero dell'agricoltura alla certificazione dei vini a denominazione d'origine della Sardegna;
- con il nuovo sistema e, già da qualche settimana, le filiere vitivinicole si trovano di fronte alla sostituzione o conferma del proprio ente di certificazione;
- la questione, per alcuni aspetti, è più semplice laddove i vini territoriali sono tutelati (e anche rappresentanti) da un consorzio di tutela, più delicata invece nel caso debba essere la filiera rappresentativa (di almeno il 51 per cento della produzione controllata e del 35 per cento dei viticoltori) a scegliere;

evidenziato che, invece, nella nostra isola, essendo la filiera rappresentativa non costituita da tali presupposti, la scelta è attribuita alla Regione per alcune categorie di vini, che di fatto la propone al Ministero dell'agricoltura per l'emissione dell'apposito decreto;

rilevato che in Sardegna, sino al 31 luglio, le certificazioni erano suddivise fra tre enti: Camera di commercio di Oristano, Camera di commercio di Nuoro e Valoritalia, ma, mentre Valoritalia a sua volta è certificata da un ente nazionale (Accredia, che certifica i certificatori), le camere di commercio, finora, non sono obbligate a questo super controllo;

valutato che, in particolare, tra i consorzi del nord e quelli del sud dell'isola nessuno possedeva, per il Vermentino di Sardegna, la rappresentatività prevista nel piano dei controlli, la scelta è di spettanza della Regione;

annotato che, con apposito provvedimento, l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale ha scelto e comunicato al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che la certificazione del Vermentino di Sardegna fosse assegnata alla Camera di commercio di Nuoro, esautorando di fatto Valoritalia. Tale decisione mette a rischio il posto di lavoro di diversi giovani sardi che operano nelle aziende vitivinicole i quali, a causa delle minori entrate per la perdita della denominazione più rappresentativa in termini quantitativi, potrebbero essere licenziati;

dato atto che Valoritalia e nel contempo anche i consorzi di tutela dei vini di Sardegna, di Cagliari e del Sulcis hanno presentato un ricorso al Tar, perché non ritengono accuratamente documentate le argomentazioni dell'Assessorato all'agricoltura sulla scelta fatta, essendo infatti un provvedimento che rischia di scompaginare gli equilibri di sistema che si sono creati nel corso degli anni, facendo così vacillare il percorso di crescita di tantissime aziende del settore enologico;
appreso che, entro il 31 luglio, Valoritalia doveva passare il testimone alla Camera di commercio di Nuoro, responsabile della certificazione a partire dal 1° agosto, e avendo il Tar rinviato la decisione al 23 settembre, le cantine che dovranno certificare il Vermentino di Sardegna, dovranno rivolgersi alla Camera di commercio di Nuoro;

constatato che, se venisse riclassificato come semplice vino igt Isola dei Nuraghi, i controlli spettano a Valoritalia e che, qualora, dopo il 23 settembre, i ricorsi venissero accolti, si dovrà procedere a fare tutto il contrario dei passaggi effettuati a fine luglio, smentendo così la decisione dell'assessorato dell'agricoltura, si creerebbe un pasticcio che rischia di danneggiare migliaia di viticoltori isolani;

osservato che di fatto il provvedimento dell'assessorato regionale dell'agricoltura appare fuori da ogni logica e che è ritenuto strano, infatti, che non si sia tenuto conto, nella ridefinizione territoriale delle camere di commercio voluta dal Governo Renzi, che in Sardegna sembra dovrebbero rimanere solo due camere di commercio: Cagliari e Sassari;

sottolineato che, dalle considerazioni suddette, appare evidente che le strutture camerali di Nuoro ed Oristano dovrebbero fondersi, rispettivamente, con Sassari e Cagliari, non si comprende cosa possa succedere riguardo alle certificazioni delle produzioni enologiche, scomparendo dunque la Camera di commercio di Nuoro;

rimarcato che sembrano ormai chiari la confusione e i tempi vuoti per le modifiche delle competenze, sempre a danno dei nostri vinificatori;

visto quello che sta accadendo con le province soppresse, che nonostante tutto continuano ad esistere, appare evidente il tentativo di mantenere in vita, con manovre politiche, la Camera di commercio di Nuoro, considerando anche l'incarico di certificazione del Cannonau di Sardegna, precedentemente condiviso con quella di Oristano e, pertanto, responsabile dei due più diffusi vini doc sardi;

riscontrato che, al momento, l'unica certezza è che migliaia di viticoltori sardi nei prossimi mesi dovranno subire una rivoluzione burocratica col rischio di pesanti sanzioni a chi, per mera distrazione, confonda un ente con l'altro, come è purtroppo già avvenuto recentemente. Una confusione e una babele mai viste in precedenza,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale:
1) per sapere in base a quali criteri e/o parametri si è deciso di assegnare la certificazione del Vermentino di Sardegna alla Camera di commercio di Nuoro, esautorando di fatto Valoritalia;
2) per valutare la possibilità di revocare il provvedimento che sta generando parecchia confusione tra le aziende vitivinicole dell'Isola;
3) per verificare se tale scelta sia opportuna in conseguenza del fatto che le strutture camerali di Nuoro e Oristano dovrebbero fondersi, rispettivamente, con Sassari e Cagliari e che scomparendo dunque la Camera di commercio di Nuoro, non si comprende cosa possa succedere riguardo alle certificazioni delle produzioni enologiche;
4) per esaminare un nuovo soggetto in grado di portare avanti il ruolo di certificazione dei vini, che si è rivelato non il solito inutile carrozzone, ma un valido strumento di promozione dei marchi vitivinicoli della Sardegna.

Cagliari, 16 dicembre 2015