CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 612/A

INTERROGAZIONE BUSIA - DESINI - AGUS - ANEDDA - CHERCHI Augusto - CONGIU - COCCO Daniele Secondo - GAIA - LAI - LEDDA - MANCA Piermario - PERRA - PIZZUTO - UNALI - USULA - ZANCHETTA - ZEDDA Paolo Flavio, con richiesta di risposta scritta, per sollecitare informazioni e avere spiegazioni dal Presidente della Regione e dall'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale in merito all'esecuzione e alla gestione della convenzione quadro, e dei suoi atti aggiuntivi, stipulata con l'Ati rappresentata in qualità di mandataria da Ifras Spa.

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I sottoscritti,

premesso che:
- in data 23 ottobre 2001, è stata siglata dalla Regione con i Ministeri del lavoro e della previdenza sociale, dell'ambiente, per i beni e le attività culturali, dell'industria e del commercio e dell'artigianato una convenzione avente per oggetto la predisposizione e realizzazione di un "Piano pluriennale finalizzato alla stabilizzazione occupazionale di soggetti impegnati in attività socialmente utili ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2000, rinvenienti dal progetto interministeriale e interregionale denominato Parco geominerario", da concretizzarsi mediante la realizzazione di opere e l'esecuzione di servizi finalizzati alla bonifica, alla risistemazione ambientale, al recupero e alla valorizzazione dei beni culturali dei siti di interesse ricadenti nell'ambito del Parco geominerario";
- in data 21 dicembre 2001 l'associazione temporanea di imprese Ati-Ifras ha sottoscritto con l'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale una convenzione quadro per l'esecuzione di quanto sopra descritto; - per l'esecuzione dei lavori, dei servizi e delle attività oggetto della convenzione, le imprese riunite in Ati hanno costituito, in data 8 gennaio 2002, una prima società consortile denominata Geoparco scarl e successivamente, per le stesse finalità, in data 4 giugno 2006, un'altra società consortile a responsabilità limitata denominata Geosulcis scarl;
- in data 25 gennaio 2008, al fine di garantire il processo di stabilizzazione dei lavoratori occupati dell'intera Ati, la Regione sottoscriveva una convenzione avente a oggetto l'esecuzione dei lavori relativi alla predisposizione ed esecuzione dei piani della caratterizzazione e degli interventi di bonifica e/o di messa in sicurezza di n. 10 aree minerarie dismesse della Sardegna (a fronte di un corrispettivo pari a euro 18.758.409) con il Consorzio territorio e ambiente partecipato dalla società "Interventi geoambientali Spa (Igea Spa)" e dall'Ati-Ifras;
- in data 27 gennaio 2010, è stato sottoscritto un secondo atto aggiuntivo alla convenzione quadro con il quale l'Ati-Ifras ha accettato la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione quadro e si rideterminava la scadenza del rapporto convenzionale e il valore dello stanziamento annuale nella misura di euro 25.000.000 annui;
- in data 29 maggio 2013, la Regione ha sottoscritto con l'Ati-Ifras una seconda convenzione avente il medesimo oggetto della convenzione quadro, con la quale è stato confermato il corrispettivo annuo di 25 milioni di euro a partire dal 2013 e per le annualità 2014, 2015 e 2016 (comprensivo anche del costo del lavoro, di sicurezza e visite mediche a essa correlate);

preso atto che:
- a oggi non risulta garantita l'erogazione degli stipendi dei lavoratori della Ati-Ifras;
- la Regione, secondo quanto affermato recentemente dall'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e dall'Assessore regionale dell'industria sta studiando le soluzioni per garantire le retribuzioni dei lavoratori;
- la situazione di crisi non è nuova e periodicamente si ripropongono questioni attinenti alle difficoltà di pagamento del personale impiegato nell'esecuzione della convenzione;

rilevato che, dal 2001 a oggi, la Regione ha trasferito ingenti somme di denaro verso l'Ati-Ifras e le società consortili da questa partecipate e, pertanto, non si comprende come mai, nonostante gli ingenti trasferimenti, le risorse non siano sufficienti per pagare gli stipendi;

tenuto conto che una delle società mandanti dell'Ati lamenta una serie di irregolarità nella gestione ed esecuzione della convenzione (inserite all'interno di un esposto presentato di recente alla competente procura della Repubblica): difficile accesso alle informazioni della convenzione e alla gestione comune, atteggiamento ostile della mandataria e degli altri consorzi partecipati in relazione a richieste sul reale utilizzo delle risorse e in ordine al raggiungimento degli obiettivi aziendali, gestione poco trasparente;

preso atto:
- della deliberazione n. 55/15 del 17 novembre 2015, con la quale la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ha deliberato la revoca della commissione in carica e la nomina di una nuova commissione per garantire l'attività di verifica sulla regolare esecuzione degli interventi oggetto della convenzione;
- che le attività della commissione appena decaduta non si sono svolte in maniera tale da consentire l'effettiva verifica sugli interventi svolti e sulle relative rendicontazioni prodotte dall'Ati esecutrice, come ammesso espressamente dalla deliberazione suindicata;
- che la deliberazione in oggetto, per risolvere le criticità, anziché mantenere in capo alla pubblica amministrazione l'azione di verifica e controllo, come d'obbligo, attribuisce tali poteri a una commissione composta da tre persone esterne, peraltro prevedendo, come se non bastassero le risorse fino a oggi spese sul progetto, ulteriori risorse per le spese di funzionamento;

ritenuto ormai improcrastinabile fare piena luce sulle modalità di gestione e di esecuzione della convenzione e dei suoi atti aggiuntivi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale in merito all'esecuzione e gestione della convenzione quadro, e dei suoi atti aggiuntivi, stipulata con l'Ati rappresentata in qualità di mandataria da Ifras Spa e, in particolare, chiedono di conoscere:
1) i motivi per i quali, nonostante le ingenti risorse trasferite, non ci siano fondi sufficienti per pagare gli stipendi dei dipendenti dell'Ati;
2) le ragioni per le quali il controllo sull'esecuzione della convenzione non sia svolto direttamente dall'Assessorato competente;
3) quali iniziative intendano adottare per risolvere le criticità della gestione e garantire la congruità dei costi riguardanti la convenzione quadro e i suoi atti aggiuntivi.

Cagliari, 23 dicembre 2015