CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 638/A

INTERROGAZIONE ORRÙ, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile soppressione del punto nascite dell'ospedale Antonio Segni di Ozieri e di un generale ridimensionamento dello stesso nosocomio.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- il presidio ospedaliero Antonio Segni di Ozieri, essendo ubicato in posizione baricentrica rispetto al centro-nord Sardegna, eroga indispensabili servizi di medicina specialistica a un bacino di oltre 70.000 cittadini sardi; peraltro, la qualità eccellente di alcuni servizi di medicina specialistica, quali quelli di oculistica, ortopedia e chirurgia, attirano, presso il nosocomio ozierese, fruitori da tutte le parti dell'Isola e della Penisola;
- una parte consistente della popolazione, che si avvale delle prestazioni mediche dell'ospedale Antonio Segni, risiede in un territorio montano geograficamente isolato e scarsamente collegato al resto della Sardegna sia nella quantità che nella qualità della rete stradale; una rete, quella viaria, risalente ai primi anni del Novecento che negli ultimi anni, a causa di pressoché inesistenti finanziamenti, è stata trascurata nell'ordinaria manutenzione e versa in condizioni fatiscenti; peggior sorte è stata riservata alla rete ferroviaria montana che, totalmente smantellata, oggi resta sospesa nella memoria degli anziani e obliata in quella delle nuove generazioni;

preso atto che, nell'ottica dell'imperante teoria della razionalizzazione della spesa, concepita e attuata a vari livelli di Governo, queste aree disagiate vengono puntualmente depredate di ciò che rimane dei servizi pubblici essenziali, mi riferisco, in modo particolare alla chiusura delle caserme dei carabinieri, alla soppressione degli sportelli postali e bancari, piuttosto che alla cancellazione o alla limitazione dei collegamenti pubblici; questo genere di tagli, operato in maniera lineare e poco razionale, interferisce negativamente sulla vita quotidiana dei cittadini che quelle terre le abitano garantendone il presidio e che, solo sulla carta, hanno parità di diritti civili e sociali rispetto al resto della popolazione sarda, diritti riconosciuti a livello costituzionale, ma costantemente limitati e resi problematici nella loro fruizione, da cervellotiche decisioni calate dall'alto;

accertato che la Giunta regionale, nell'ambito del riordino dell'assistenza ospedaliera, con deliberazione n. 38/12 del 28 luglio 2015, ha pedissequamente e passivamente recepito la riforma Lorenzin;
- nell'ottica di questa riforma e, in ottemperanza all'accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 (il cosiddetto piano Fazio, prot. 137/CU), l'ospedale Antonio Segni di Ozieri è stato declassato e con esso le proprie funzioni a "stabilimento di base riabilitativo e ospedale di comunità";
- accertato, altresì, che sempre nel solco del riordino ospedaliero è stata istituita la "rete neonatologica e dei punti nascita" che prevede la soppressione di quelli sotto i 1.000 parti/anno, parametro successivamente rimodulato, proprio a causa delle difficoltà legate alla morfologia di determinati territori, attraverso la concessione di una deroga "che consente di conservare il punto nascita a condizione che lo stesso sia accreditato di un minimo di 500 parti/anno; tale rete è stata, a parere della Giunta regionale, considerata adatta alle esigenze della realtà sarda dimostrando, attraverso questo atto politico, che l'organo esecutivo sardo non conosce, affatto, le difficoltà e le esigenze del proprio territorio; infatti, nonostante la Giunta, nelle premesse della deliberazione, riconosca le particolari condizioni geomorfologiche della Sardegna ed evidenzi le difficoltà nei collegamenti tra le varie zone, ha ritenuto sufficiente un punto nascita per ciascun "Presidio ospedaliero di area omogenea"; nel distribuire le competenze per aree omogenee, in quella del "nord-ovest", la preferenza politica è andata all'ospedale di base di Alghero, declassando l'ospedale Antonio Segni di Ozieri e con esso il suo "punto nascita" che, su specifica segnalazione del Direttore generale dell'Azienda sanitaria di Sassari potrà essere "riconvertito" mantenendo non meglio precisati "specifici interventi di accoglienza e cura"; la decisione porta dritta a un dato incontrovertibile, la prevista soppressione di un punto nascita come quello di Ozieri non promuove né migliora la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza degli interventi assistenziali nelle fasi prenatale e in quella post-partum del percorso nascita;

preso atto che la deliberazione della Giunta regionale n. 38/12 del 28 luglio 2015 ha utilizzato il potere di deroga ai parametri (1.000 parti/anno - 500 parti/anno), deliberando di mantenere attivi i punti nascita di Lanusei e di La Maddalena; un atto di imperio che dimostra, la chiara predilezione politica per determinati territori della Sardegna a discapito di altri come il Logudoro, il Goceano, il Meilogu e parte importante dell'attuale ex Provincia di Olbia-Tempio che, da sempre, hanno come unico riferimento l'ospedale Antonio Segni di Ozieri; è d'uopo rammentare, inoltre, che il Presidio ospedaliero di area omogenea di Alghero dista ben 82,7 km dalla stessa città di Ozieri, con un periodo di percorrenza stimato in 1h e 6 min per cui e facile immaginare il disagio e i pericoli a cui verranno sottoposte le puerpere e i nascituri;

rammentato, ancora una volta, che le popolazioni delle zone interne sono poste, dalla Costituzione italiana, a presidio di un territorio che, nel caso in esame, presenta notevoli difficoltà dal punto di vista dello sviluppo e della sicurezza sociale e che l'ennesimo taglio ha il solo significato di infliggere ulteriori sofferenze ai residenti e che persistere con ulteriori prevaricazioni politiche significa soltanto facilitare nelle coscienze delle nuove generazioni il senso di abbandono di uno Stato e di una Regione che li considera alla stregua di sudditi da gabellare; azioni politiche insensate che inducono la popolazione a migrare spopolando ulteriormente il territorio; al contempo, questo tipo di azioni determinano, solo sulla carta, presunti benefici di portata talmente residuale che non appaiono assolutamente in grado di arginare il dilagare della spesa sanitaria regionale né, tantomeno, di invertire la disastrosa rotta della spesa medica che ogni anno, compreso quello appena trascorso, tende sempre di più a un incremento;

rilevato, peraltro, che in tempi non troppo lontani i numeri del "punto nascita" dell'ospedale di Ozieri erano di ben altro tenore rispetto ai parametri richiesti dalla Giunta regionale, il sottoscritto ritiene che le cause del progressivo decadimento degli ultimi anni siano da ricercare altrove che non nel solo decremento demografico il quale, tra l'altro, è in pressoché costante ripresa nella Provincia di Sassari; infatti, alla data del 31 dicembre 2014, nel sassarese è stata registrata una popolazione di 334.715 abitanti con un incremento di 8.672 unità rispetto ai 328,043 abitanti registrati dall'ultimo censimento avvenuto in data 9 ottobre 2011; tutto ciò avviene in controtendenza rispetto alla maggior parte delle provincie ed ex provincie sarde che registrano costanti decrementi della popolazione negli ultimi anni;

considerato che, nella pur auspicabile ottica del superamento della spesa storica la politica regionale ha il dovere di riorganizzare la sanità pubblica assicurando, al contempo, i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), che a norma dell'articolo 117, comma 2, lettera m) del novellato dettato costituzionale devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale;

tenuto conto, inoltre, che al disagio e ai rischi delle partorienti, dei nascituri e delle famiglie costrette a intraprendere lunghi e rischiosi viaggi, si aggiungono le preoccupazioni dei lavoratori e delle lavoratrici del punto nascita di Ozieri costretti in una condizione di semiprecarietà in quanto, data la loro specifica qualificazione, difficilmente potranno essere riconvertiti nello stesso ambito ospedaliero;

rilevato che la decisione dell'organo politico è stata avversata dalla popolazione coinvolta, la quale, pur avendo coscienza di essere vittima di astruse decisioni, non intende sacrificarsi sorridendo; una protesta diffusa che ha visto nascere comitati spontanei e apartitici contrari alle nuove disposizioni; nello specifico è appena partita una capillare raccolta di firme presso le popolazioni dei paesi interessati e, tra qualche settimana, la stessa sarà consegnata nelle mani del Presidente della Regione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e della sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1) se esista la volontà politica di superare gli squilibri del territorio nelle condizioni socio-sanitarie e rimodulare la deliberazione della Giunta regionale n. 38/12 del 28 luglio 2015, nella parte in cui prevede ridimensionamento dell'ospedale Antonio Segni di Ozieri e la soppressione del relativo punto nascita, di vitale importanza per le popolazioni interne del sassarese;
2) le valutazioni di merito del Presidente della Regione ed esortare a procedere concretamente nel solco delle affermazioni fatte, dallo stesso, in occasione del seminario "Il futuro delle Regioni a statuto speciale alla luce della riforma costituzionale" svoltosi nella Sala della Regina di Montecitorio il 27 gennaio 2016, nella parte in cui ha dichiarato che nelle riforme connesse al federalismo fiscale "sarebbe stato saggio utilizzare un po' di differenziazione al posto di decisioni omogenee"; se l'auspicato principio della differenziazione vale nel rapporto Stato-Regione, spieghi il Presidente per quale motivo lo stesso principio non dovrebbe valere tra la Regione ed il suo territorio;
3) nello specifico e dettagliatamente, quali siano nella sostanza le "oggettive" differenze che hanno portato la Giunta regionale a prediligere i punti nascita di Lanusei e di La Maddalena, dei quali è prevista la conservazione, a discapito di altri, quali quello di Ozieri, che si intendono sopprimere;
4) se il competente Assessore regionale dell'igiene e della sanità e dell'assistenza sociale e il Presidente della Regione, siano a conoscenza delle ragioni che hanno portato al decadimento del punto nascita di Ozieri in un breve lasso di tempo, nonostante il notevole bacino di utenza e se, accertatene le ragioni, siano disposti a studiare soluzioni alternative al prospettato mero taglio lineare;
5) nella malaugurata ipotesi di concreta applicazione del dispositivo di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 38/12 del 28 luglio 2015, se l'Organo esecutivo regionale abbia piena contezza di quale sarà il costituzionale "livello essenziale delle prestazioni", che la decisione politica potrà garantire alle popolazioni interne del sassarese e in che cosa si concretizzi l'annunciata compensazione di un "sistema di trasporto adeguato".

Cagliari, 1° febbraio 2016