CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 643/A

INTERROGAZIONE TRUZZU - LAMPIS, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione delle associazioni ONLUS dalla gara a procedura aperta n. 6273296, promossa dalla ASL n. 7 di Carbonia in merito all'affidamento del servizio di cattura, ritiro e trasferimento dei cani randagi in tutti i comuni del Sulcis Iglesiente.

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I sottoscritti,

premesso che l'Azienda sanitaria locale n. 7 di Carbonia, con gara n. 6273296, intende avviare la procedura aperta per l'affidamento triennale del servizio di cattura, ritiro e trasferimento dei cani randagi nei 23 comuni del Sulcis Iglesiente, compresi nell'ambito territoriale dell'ASL;

accertato che l'articolo 2 del bando intitolato "Requisiti necessari per la partecipazione alla gara" ammette in modo esplicito le imprese in possesso di iscrizione al registro della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, per l'attività inerente l'appalto da eseguire, escludendo dalla partecipazione, in maniera evidente, le associazioni ONLUS;

osservato che l'articolo 4 rubricato "Durata e importo del contratto" prevede una durata dell'affida¬mento di 36 mesi e che l'importo presunto annuo del servizio è di euro 35.000 (IVA esclusa), per una spesa complessiva di euro 105.000 a base d'asta;

valutato che l'allegato alla delibera della Giunta regionale n. 17/39 del 27 aprile 2010 (Direttive in materia di lotta al randagismo e protezione degli animali d'affezione, Legge regionale n. 21 del 18.5.1994), al punto 6.3 "Convenzione, costi", sancisce che per l'esecuzione materiale delle catture, la ASL può avvalersi di soggetti privati o associazioni di volontariato, previa pubblicizzazione delle manifestazioni di interesse;

ricordato che in materia si è espresso inoltre il Consiglio di Stato, il quale con la sentenza n. 387/2013 del 23 gennaio 2013, afferma che l'assenza di fine di lucro delle associazioni nulla osta alla parte¬cipazione ad appalti pubblici; la giurisprudenza ha quindi affermato che esse possono essere ammesse alle gare pubbliche quali "imprese sociali", a cui il decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, ha riconosciuto la legittimazione ad esercitare in via stabile e principale un'attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità d'interesse generale, anche se non lucrative;

rilevato che nel territorio in questione sono presenti numerose associazioni di volontariato senza scopo di lucro, che mettono a disposizione della comunità tempo, professionalità e passione, in favore del ricovero, assistenza medica, nonché della tutela dei diritti degli animali; alcune di queste associazioni tra cui la sezione di Carbonia della Lega nazionale per la difesa del cane, hanno manifestato da tempo l'interesse e la volontà di mettersi a disposizione del servizio veterinario della ASL in questione, per la prevenzione al randagismo, per la predisposizione di un numero per le emergenze, nonché per tutte le attività relative il soccorso, il ricovero, l'esecuzione delle cure mediche e l'identificazione mediante inserimento di microchip dei cani ricoverati;

sottolineato che tali prestazioni verrebbero esercitate dalle associazioni di volontariato e ciò implica un drastico abbattimento dell'importo del contratto, pur mantenendo, o addirittura incrementando, la qualità e l'efficacia degli interventi svolti, in favore delle comunità dei 23 comuni inclusi dal bando di gara in esame;

rammentato che una delle priorità delle comunità e della politica, consiste nell'obiettivo di una continua razionalizzazione della spesa pubblica, nel miglioramento dei servizi offerti al pubblico, congiuntamente agli obiettivi amministrativi, di efficacia, efficienza, economicità, buon senso, trasparenza e pubblica partecipazione;

preso atto quindi che la decisione di escludere le associazioni di volontariato dal bando di gara è un atto che ignora la funzione di aziende di erogazione sancita dal Codice civile; dimentica la personalità giuridica che consente loro di esercitare le funzioni economiche e sociali enunciate dagli statuti associativi ed inoltre viola le funzioni economiche già citate dalla sentenza del Consiglio di Stato;

considerato che la loro esclusione viola infine i principi contenuti nella legge 2 settembre 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), con l'oblio dei principi di sussidiarietà, trasparenza, efficacia, efficienza e pubblica partecipazione, a danno dei volontari e dei cittadini del Sulcis Iglesiente, nonché dei sardi, a causa di una spesa prevista eccessiva,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per:
1) conoscere le cause e le motivazioni dell'esclusione delle associazioni ONLUS operanti nel territorio citato e già convenzionate con il Comune di Carbonia;
2) chiedere la modifica dell'articolo 2 "Requisiti" del bando di gara, a favore dell'estensione alle associazioni;
3) applicare la sentenza del Consiglio di Stato n. 387 del 23 gennaio 2013 e l'allegato alla delibera della Giunta regionale n. 17/39 del 27 aprile 2010;
4) garantire la pubblica partecipazione al bando di tutti coloro che manifestino l'interesse e che dimostrino il potenziale tecnico per poter soddisfare i requisiti del bando, in favore dei principi amministrativi e nel rispetto della razionalizzazione della spesa pubblica.

Cagliari, 3 febbraio 2016