CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 650/A

INTERROGAZIONE TRUZZU - LAMPIS, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche relative al nuovo stabile dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ubicato in via San Simone a Cagliari.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con nota a firma del Direttore generale degli enti locali, finanze e urbanistica n. 16470 del 29 aprile 2015, veniva annunciato l'avvio delle operazioni di trasloco dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale dallo stabile di via XXVIII febbraio a quello di via San Simone;
- il trasferimento appare alquanto illogico e, in ogni caso, economicamente non conveniente, giacché si abbandona uno stabile di proprietà per prendere in affitto lo stabile di un privato, per di più ubicato in un luogo non servito dai mezzi pubblici;

considerato che, a fine gennaio, è stato completato il trasferimento degli uffici dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale nello stabile in affitto di via San Simone e subito si sono manifestati tutti i difetti strutturali della nuova soluzione logistica, come più volte manifestato dalle organizzazioni sindacali, determinando immediate conseguenze negative per i lavoratori, per la loro sicurezza e per la vivibilità degli ambienti;

appurato che:
- i nuovi spazi non sembrano essere funzionali alle esigenze dell'Assessorato, che, ancora in questi giorni, ha parte degli archivi sparsi nei corridoi, parte degli archivi ancora in via XVIII febbraio, e parte sistemati al quinto e al settimo piano della sede di via San Simone, con possibili problemi di sicurezza, giacché con il loro peso gravano sugli uffici e sulla testa dei dipendenti;
- la struttura esterna in vetro e metallo e senza intercapedine risulta non idonea a ospitare le stanze del personale, tant'è vero che in alcune di esse, nonostante l'aria condizionata sia accesa costantemente, la temperatura supera in pieno inverno i 25 gradi;
- il sistema di areazione forzata genera una costante ventilazione che rende l'aria viziata, tant'è vero che in diverse stanze è stato bloccato dal personale con soluzioni di fortuna e, in diversi piani, la porta antipanico che dà accesso alla scala antincendio viene mantenuta costantemente aperta;
- in alcune stanze sembrano non rispettate le più elementari norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e sulla privacy, con un concentramento di personale, talvolta preposto anche a ricevere il pubblico, con scrivanie e con documentazione che, il più delle volte, non può nemmeno essere custodita in appositi armadi, ma è ammassata sul pavimento;
- il sistema di illuminazione, dotato di un unico interruttore per stanza, non consente di graduare l'intensità delle luci all'interno degli uffici, tanto da doverle tenere tutte accese con conseguenti difficoltà per il personale che lamenta emicranie, stanchezza visiva e problemi agli occhi o, in alternativa, è costretto a lavorare in penombra o, ancora, a provvedere personalmente all'acquisto e installazione di piantane;
- risulta particolarmente deficitaria anche la situazione dei servizi igienici; in alcuni casi risultano di dimensioni al limite della praticabilità, in altri sono spesso separati dalle stanze del personale e dalle sale riunioni da un'esigua parete di cartongesso con tutte le conseguenti problematiche; in ogni caso non sono previsti servizi igienici per il pubblico che si trova così obbligato a utilizzare gli stessi del personale;
- non esiste un bagno per la guardia giurata che si trova costretta a salire al terzo piano per poter espletare le proprie funzioni fisiologiche, con la conseguenza di dover scegliere tra lasciare incustodito l'ingresso o chiudere dentro tutti i dipendenti e utenti;
- non è presente all'esterno dell'edificio nemmeno una targa identificativa della presenza di un ufficio pubblico o che indichi nello stabile la presenza dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, tanto da costringere gli utenti a un'estenuante ricerca,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:
1) se ritengano la situazione dei nuovi uffici dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale consona e degna di un ufficio pubblico chiamato a offrire un servizio di primaria importanza per gran parte dei cittadini dell'isola;
2) se ritengono che i dipendenti dell'Assessorato siano messi nelle condizioni migliori per poter svolgere le proprie funzioni con efficacia ed efficienza;
3) se sono certi che siano state rispettate tutte le norme relative alla tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro;
4) quali azioni intendano porre in essere per garantire all'utenza la possibilità di frequentare uffici pubblici consoni e ai dipendenti la garanzia di poter lavorare in un ambiente salubre e privo di rischi per la propria e altrui sicurezza.

Cagliari, 16 febbraio 2016