CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 655/A

INTERROGAZIONE CRISPONI - DEDONI - COSSA, con richiesta di risposta scritta, sulla proposta di riorganizzazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna che crea i presupposti per la soppressione del centro di referenza nazionale per le produzioni biologiche con sede a Nuoro e prevede lo svilimento del comparto tecnico-scientifico dell'istituto.

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I sottoscritti,

premesso che l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna (IZS) è un ente sanitario di diritto pubblico dotato di autonomia amministrativa, gestionale e tecnica, che opera nell'ambito del Servizio sanitario nazionale come strumento tecnico-scientifico dello Stato e della Regione, posto sotto la programmazione e vigilanza della Giunta regionale, e assicura la collaborazione per l'espletamento delle funzioni veterinarie, nell'ambito dei piani di risanamento, miglioramento ed incremento della zootecnia e delle produzioni agro-zootecniche e alimentari, a tutela della sanità umana e animale, della qualità sanitaria dei prodotti di origine animale e dell'igiene delle produzioni zootecniche;

considerato che le attività istituzionali del settore tecnico-scientifico dell'IZS risultano determinanti nel controllo, tutela e valorizzazione delle produzioni agro-alimentari locali e assicurano la più ampia integrazione dei processi di sanità pubblica veterinaria;

valutato che per il potenziamento e la caratterizzazione delle articolate tematiche tecnico-scientifiche, il Ministero della salute, con l'apposito decreto ministeriale del 4 ottobre 1999, ha la facoltà di conferire il riconoscimento dei centri di referenza nazionale, che rappresentano uno strumento operativo di elevata e provata competenza nei settori della sanità animale, dell'igiene zootecnica, del benessere animale, dell'igiene degli alimenti e della sicurezza alimentare;

riconosciuto che i centri di referenza nazionale sono veri e propri centri di eccellenza per l'intero Sistema sanitario regionale, per le istituzioni ed enti di ricerca nazionali e per le organizzazioni internazionali con le quali si relazionano; i centri di referenza nazionale attuano infatti, attraverso diverse forme di collaborazione, programmi di cooperazione e ricerca per favorire lo sviluppo di competenze scientifiche avanzate, al fine di trasferirle in vari contesti, regionali, nazionali e comunitari;

dato atto che sulla base del succitato decreto ministeriale del 4 ottobre 1999 il Ministero della salute, su specifiche tematiche tecnico-scientifiche, ha riconosciuto a livello nazionale l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna quale:
- Centro di referenza nazionale per l'echinococcosi-idatidosi (decreto del Ministero della salute 8 maggio 2002);
- Centro di referenza nazionale per le mastopatie degli ovini e dei caprini (decreto del Ministero della salute 30 maggio 2003);
- Centro di referenza nazionale per le produzioni biologiche (decreto del Ministero della salute 4 agosto 2011);

evidenziato il fondamentale ruolo dei centri di referenza nazionale per specifici aspetti sanitari e zootecnici, in particolare per le problematiche connesse all'echinococcosi-idatidosi e alle mastopatie degli ovini e caprini e per gli aspetti igienico-sanitari e di sicurezza alimentare delle produzioni biologiche;

sottolineato che il settore delle produzioni biologiche trova un forte interesse tra i consumatori ed è un settore in continua espansione - l'unico in crescita del settore primario - e che la Sardegna è tra le regioni che per numero di aziende, numero di produttori, estensione della Superficie agricola utilizzata (SAU) risulta tra le più importanti a livello nazionale;

constatato quindi che l'attività del settore tecnico-scientifico dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, supportata dalla specificità dei centri di referenza nazionale - che unitamente rappresentano il core business dell'istituto - risulta fondamentale nella garanzia della qualità delle produzioni agro-zootecniche e alimentari locali, nella tutela e valorizzazione delle filiere corte, nella difesa dell'agrobiodiversità e della biodiversità alimentare, nella possibile individuazione, riconoscimento e sviluppo di distretti agro-alimentari di qualità e di distretti biologici, nel supporto alle più generali produzioni agro-alimentari;

appurato che il prospettato Regolamento dei servizi per la riorganizzazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna prevede un confuso ridimensionamento del settore tecnico-scientifico la cui professionalità, competenza ed esperienza finora ha sempre caratterizzato l'attività dell'istituto, e che in particolare, il Regolamento, oltretutto propone un marcato svilimento dei centri di referenza nazionale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) se ritengano ammissibile in questa fase di riorganizzazione la sperequazione e la penalizzazione del settore tecnico-scientifico dell'IZS, che fra i vari effetti negativi crea i presupposti per la soppressione del Centro di referenza nazionale per le produzioni biologiche che ha sede a Nuoro;
3) se ritengano tollerabile altresì lo svilimento dei servizi offerti in un territorio quale quello del nuorese, particolarmente vulnerabile verso problematiche connesse ai delicati aspetti relativi alla sanità animale e a quella umana.

Cagliari, 17 febbraio 2016