CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 690/A

INTERROGAZIONE PITTALIS - ZEDDA Alessandra - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sull'attuazione del Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2015/2016.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la Giunta regionale, con la deliberazione n. 48/24 del 2 dicembre 2014, ha approvato il do-cumento "Linee guida per il dimensionamento della rete scolastica per l'anno scolastico 2015/2016";
- con la deliberazione n. 3/9 del 20 gennaio 2015, avente per oggetto "Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2015/2016. Linee guida. Approvazione definitiva.", la Giunta regionale ha approvato in via definitiva la deliberazione n. 48/24 del 2 dicembre 2014, prendendo atto del parere espresso dalla competente Commissione consiliare;
- con la deliberazione n. 5/26 del 6 febbraio 2015, la Giunta regionale, ha approvato il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2015/2016;
- nelle summenzionate deliberazioni, per la definizione del Piano di dimensionamento regionale delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2015-2016, la Giunta regionale si è attenuta ai seguenti obiettivi:
1) ridisegnare la rete scolastica in modo tale da assicurare stabilità nel tempo alle istituzioni scolastiche e ai punti di erogazione del servizio (PES) e al fine di garantire un'offerta di eccellenza sia in termini di ambienti scolastici che in termini di offerta didattica qualificata e improntata all'innovazione;
2) superare il modello delle pluriclassi, in ogni ordine di scuola, nella prospettiva di mantenere livelli didattici e formativi orientati alla qualità del servizio e all'efficacia del processo di insegnamento-apprendimento;
3) sostenere la creazione di "poli territoriali scolastici" al fine di riorganizzare i bacini di utenza relativi alle scuole del primo ciclo, primaria e secondaria di primo grado, potenziando i servizi scolastici e il tempo pieno;
4) garantire la presenza della scuola in quei territori caratterizzati da reali e ineludibili situazioni di marginalità geografica ed economico sociale, attuando azioni mirate per mitigare gli effetti dell'isolamento;
5) limitare il modello degli istituti globali alle situazioni di estrema marginalità geografica;

rilevato che:
- con la deliberazione n. 9/41 del 10 marzo 2015, avente per oggetto "Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2015/2016. Integrazioni e modifiche alla Delib. G.R. n. 5/26 del 6 febbraio 2015.", la Giunta regionale ha approvato l'integrazione e la modifica del Piano di dimensionamento per l'anno scolastico 2015/2016, procedendo alla correzione di alcuni errori materiali e modificando alcuni elementi;
- la deliberazione n. 9/41 del 10 marzo 2015 ha in particolare approvato:
1) di annullare l'accorpamento dell'Istitut
o comprensivo di Santu Lussurgiu all'Istituto comprensivo di Ghilarza, mantenendo immutate entrambe le autonomie dimensionate;
2) di annullare la soppressione del punto di erogazione di scuola secondaria di primo grado di Villanovafranca;

preso atto che:
- per la riorganizzazione della rete scolastica, la Giunta regionale si è attenuta, inoltre, ai seguenti criteri e interventi correttivi:
1) i PES della scuola primaria sono, di regola, costituiti in presenza di almeno 50 alunni per i PES ordinari e 30 alunni, in deroga, per i PES situati in comuni montani o piccole isole; è possibile una riduzione dei parametri 50/30 per un ulteriore 10 per cento in presenza di particolari e oggettive situazioni di isolamento geografico, in caso di documentate previsioni di incremento della popolazione scolastica o in altri casi eccezionali debitamente motivati; è previsto l'accorpamento degli attuali PES della scuola primaria che non raggiungono i suddetti parametri qualora gli stessi siano composti esclusivamente da pluriclassi;
2) i PES della scuola secondaria di primo grado sono di regola costituiti in presenza di almeno 45 alunni per il PES ordinari e 36 alunni, in deroga, per i PES situati in comuni montani o piccole isole; è possibile una riduzione dei parametri 45/36 per un ulteriore 10 per cento in presenza di particolari e oggettive situazioni di isolamento geografico, in caso di documentate previsioni di incremento della popolazione scolastica o in altri casi eccezionali debitamente motivati; è previsto l'accorpamento degli attuali PES della scuola secondaria di primo grado che non raggiungono i suddetti parametri qualora negli stessi sia presente una pluriclasse;
3) sono state concesse deroghe unicamente in situazioni di "assoluta e oggettiva necessità", come previsto dalle linee guida, in caso di isolamento geografico, inteso come distanza di almeno 12 km da altri PES dello stesso ordine, nonché in casi di oggettiva e temporanea impossibilità all'accorpamento dei PES. Relativamente alle scuole secondarie di I grado, inoltre, non si concederà l'apertura del PES nel caso in cui gli iscritti nell'anno scolastico 2015/2016 siano inferiori a 19 alunni, posto che con 18 alunni si ha l'attivazione di un'unica pluriclasse;
- il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, come riportato dagli organi di informazione e pubblicato nella sezione "notizie" del sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, nelle date 3 dicembre 2014 e 6 febbraio 2015, hanno ufficialmente affermato quanto segue:
1) "Intendiamo superare il modello delle pluriclassi, sostenere la creazione di poli territoriali scolastici e la cooperazione tra i comuni e garantire la presenza della scuola nei territori che vivono situazioni di marginalità geografica ed economico-sociale. Le linee guida su cui abbiamo aperto il confronto mirano a consentire un'offerta di eccellenza portando innovazione e stabilità alle istituzioni scolastiche della Sardegna";
2) "Si tratta dell'inizio del grande piano di investimenti della Giunta regionale sulla scuola cominciato con Iscol@, che prosegue con l'intervento sul fenomeno negativo delle pluriclassi, dove gli studenti si trovano ad affrontare un percorso didattico necessariamente non adeguato, condividendo l'anno scolastico con altri ragazzi di differente età";
3) "Investiamo su una migliore qualità dell'istruzione intervenendo sulle pluriclassi, che sono una delle cause alla base della dispersione";
4) "I ragazzi che lasceranno le scuole del loro paese per frequentare quelle di centri vicini in classi regolari, avranno a disposizione tutti i servizi, a cominciare dagli scuolabus";
5) "Noi interveniamo sostenendo i comuni per il trasporto, acquistando 40 nuovi scuolabus e partecipando alle spese, programmando i fondi contro la dispersione e per l'accrescimento delle competenze dei ragazzi" ha aggiunto la titolare della pubblica istruzione specificando che il piano ha agito su scuole che avevano esclusivamente pluriclassi e non si trovano oltre i 12 km di distanza da altre scuole;
6) "Forniamo il trasporto agli studenti e compensiamo la chiusura delle pluriclassi";

rilevato che:
- nell'anno scolastico in corso, 2015/2016, si registra la presenza di PES le cui caratteristiche non sono comprese all'interno dei parametri e dei criteri, stabiliti dalla Giunta regionale, che giustificano la sussistenza degli istituti scolastici e, al contrario, sono stati soppressi PES con le stesse peculiarità;
- i seguenti PES, che rappresentano solo una parte dei tanti casi rilevati nel territorio regionale e sono esempi di incongruenza e disparità di trattamento tra istituti scolastici, non sono stati soppressi malgrado abbiano adottato il modello delle pluriclassi e si trovino entro 12 km di distanza da altri PES:

SCUOLA PRIMARIA

Alunni

Bortigiadas

12

Ortueri

14

Musei

20

Siapiccia

24

Villagrande Strisaili

26

Gonnostramatza

26

Sadali

28

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Alunni

Seulo

13

Sadali

17

Austis

18

Teti

19

Bortigali

20

Codrongianos

24

Villanova Strisaili

24

considerato che:
- il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa della Regione non è stato adottato in modo corretto, obiettivo e imparziale;
- i criteri deliberati dalla Giunta regionale e applicati a comuni con le medesime caratteristiche, hanno generato risultati opposti e, di fatto, sono stati soppressi PES che presentano situazioni identiche ad altri che, invece, sono stati confermati operanti;
- alcuni PES, tra quelli non soppressi, si trovano a una distanza, da altre scuole, inferiore ai 12 km previsti;
- la soppressione del punto di erogazione del servizio, accorpato a quello più vicino, in vari casi non ha portato al superamento del modello delle pluriclassi, definite dalla Giunta regionale in termini di "fenomeno negativo" e come una delle cause alla base della dispersione scolastica;
- il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa della Regione non è stato concordato con i territori, mentre avrebbe dovuto far parte della programmazione territoriale dei servizi associati, stabilendo all'interno dell'unione di comuni, come per gli altri servizi, il programma di accorpamento delle scuole anche in funzione dell'efficienza delle strutture;
- le direttive non sono state applicate in termini omogenei, ma talvolta addirittura illogici e in contrasto con i principi della buona amministrazione dei beni e dei finanziamenti pubblici, persino in contrasto con le buone intenzioni enunciate dalla Giunta regionale, sostenitrice di un modello scolastico che garantisse un'offerta di eccellenza sia in termini di ambienti scolastici che in termini di offerta didattica qualificata e improntata all'innovazione:
1) la maggior parte dei PES soppressi hanno ricevuto finanziamenti dal progetto Iscol@, decretati non più tardi di settembre 2014 ed altri finanziamenti regionali, i cui lavori di ristrutturazione e messa a norma degli edifici scolastici sono stati ultimati entro il 31 dicembre 2015;
2) il Piano ha soppresso PES con scuole efficienti a vantaggio di istituti non a norma e non in sicurezza;
3) un esempio eclatante è rappresentato dall'edificio scolastico che ospitava la scuola primaria di Belvì, clamorosamente soppressa, recentemente ristrutturato con finanziamento del progetto regionale Iscol@, dotato di 2 aule multimediali munite di LIM e tablet, con attrezzature didattiche all'avanguardia, biblioteca e annessa ludoteca, sala mensa e locale cucina, campo di calcetto, spazio scenico coperto e all'aperto dotato di impianto luci e audio video; tutti i locali sono completamente accessibili dai diversamente abili in quanto privi di barriere architettoniche; la scuola è sostenibile da un punto di vista energetico, dotata di impianto fotovoltaico, mini-eolico e caldaie a biomassa ed è munita di connessione a banda larga e inserita in un contesto paesaggistico-ambientale di notevole pregio, ricco di potenzialità in termini didattico esperienziali;
- i comuni che hanno subito la chiusura forzata delle scuole non hanno ancora avuto, dalla Regione, gli scuolabus promessi, né tantomeno hanno ricevuto le somme necessarie per coprire i costi per il servizio di trasporto che rimangono tuttora a carico dei bilanci delle amministrazioni comunali causandone gravi ripercussioni economiche;

ritenuto che:
- il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa della Regione debba essere attuato nelle more di una corretta, imparziale e coerente applicazione su tutto il territorio regionale e a tutti i PES;
- debba essere garantita la presenza della scuola in quei territori caratterizzati da reali e ineludibili situazioni di marginalità geografica ed economico sociale;
- il modello delle pluriclassi debba essere superato in modo inequivocabile e imprescindibile in particolare nei casi in cui siano stati soppressi, e quindi accorpati, PES, costringendo gli studenti a viaggiare quotidianamente verso altri comuni;
- il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa della Regione debba essere concordato con i territori interessati, definendone insieme il programma di accorpamento delle scuole, anche in funzione dell'efficienza delle strutture;
- le direttive debbano essere applicate in termini omogenei e nelle more della buona e corretta gestione dei beni e dei finanziamenti pubblici e al fine di garantire un'offerta di eccellenza sia in termini di ambienti scolastici che in termini di offerta didattica qualificata e improntata all'innovazione;
- nel caso in cui fosse indispensabile accorpare PES e, quindi, chiudere delle scuole in applicazione delle direttive del Piano concordato con i territori, i comuni interessati non possano essere gravati dei costi dei servizi di trasporto per gli studenti,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere:
1) se siano consapevoli dell'effettiva situazione creatasi nei territori della Sardegna e delle discriminazioni compiute a causa della arbitraria applicazione del Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa della Regione;
2) come possa essere giustificata tale spregiudicata e inaccettabile disparità di trattamento tra territori che presentano identiche condizioni e caratteristiche, in riferimento ai criteri e agli obiettivi del Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa della Regione;
3) quali siano stati i metodi, le disposizioni applicate e i criteri effettivamente utilizzati per la riorganizzazione della rete scolastica della Sardegna e perché siano stati disattesi i principi, i criteri e gli obiettivi formalmente deliberati dalla Giunta regionale;
4) quali azioni urgenti intendano avviare al fine di porre rimedio a tale censurabile situazione di disparità, che ha umiliato e ulteriormente penalizzato i territori discriminati e ha determinato un grave danno erariale a causa dei finanziamenti erogati dalle Regione per la ristrutturazione e la messa a norma di edifici scolastici che sono stati invece chiusi.

Cagliari, 16 marzo 2016