CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 701/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla condanna da parte del Tribunale di Cagliari del direttore generale dell'Agenzia Laore per l'adozione d'importanti atti amministrativi dichiarati illegittimi e antisindacali.

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I sottoscritti,

premesso che, con interrogazione n. 233/A del 17 dicembre 2014, a oggi ancora priva di riscontro, si denunciava l'introduzione da parte dei vertici dell'Agenzia Laore di alcune norme regolamentari disciplinanti il diritto di pubblicazione dei documenti/comunicati sindacali che di fatto ne limitavano l'esercizio attraverso un pericoloso meccanismo di censura e controllo sull'attività sindacale tale da comprimerne le naturali prerogative costituzionalmente garantite;

premesso, altresì, che, con decreto del 14 gennaio 2016, il Tribunale di Cagliari ha condannato il direttore dell'Agenzia Laore per condotta antisindacale tenuta dall'Agenzia Laore in relazione a quanto segnalato con l'interrogazione sopra citata, sospendendo l'efficacia del codice aziendale contenente le norme regolamentari che comprimevano l'esercizio del diritto sindacale e infliggendo all'alto dirigente il pagamento di 1.215 euro, oltre alle spese generali e accessorie previste dalla legge;

rilevato che, con decreto del 25 gennaio 2015, il Tribunale di Cagliari aveva già condannato il direttore generale dell'Agenzia Laore per ulteriori comportamenti antisindacali nei confronti dei lavoratori, infliggendo al dirigente una sanzione di 3.000 euro per aver posto in essere comportamenti diretti a impedire o limitare l'esercizio della libertà e dell'attività sindacale;

considerato che, pertanto, il comportamento illegittimo dell'attuale direttore generale dell'Agenzia Laore non sembra poter essere annoverato tra quelli in cui può colpevolmente incorrere chi svolge incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione, bensì pare piuttosto costituire l'abituale e sistematico modus operandi dell'alto dirigente regionale che predilige con pervicace costanza porre in essere atti che violano i fondamentali e costituzionalmente garantiti diritto allo svolgimento di attività sindacali;

considerato, altresì, che tali comportamenti più volte censurati dal tribunale oltreché ledere e mortificare pesantemente i diritti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano, sono fonte di esborsi da parte dell'ente strumentale regionale per far fronte alle importanti spese legali sostenute per difendere temerariamente e sistematicamente atti palesemente illegittimi;

tenuto conto che, alla luce delle decisioni del Tribunale di Cagliari, le conseguenze dell'illegittimità dei suddetti atti potevano essere scongiurate nell'ipotesi in cui l'interrogazione presentata nel dicembre 2014 e sopra richiamata non fosse stata ignorata dall'Amministrazione regionale;

rilevata la preoccupante frequenza con la quale i vertici dell'Agenzia Laore, sulla quale incombono precisi obblighi di vigilanza e controllo da parte dell'ente regionale, adotta atti illegittimi talvolta in contrasto persino con le norme regionali, a spese dell'erario regionale e dei dipendenti dell'ente strumentale sardo costretti a subire gli effetti di tali atti fino a quando il tribunale non ne sospende l'efficacia,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano i provvedimenti che l'Amministrazione regionale intende adottare nei confronti dei vertici dell'Agenzia Laore al fine di censurare comportamenti che solo nell'ultimo anno sono stati dichiarati illegittimi dal Tribunale di Cagliari con due diversi decreti e che ne hanno sancito l'antisindacalità e disposto la sospensione, condannando l'Agenzia al pagamento delle spese legali;
2) se e quali valutazioni la Giunta ritiene di dover formulare in ordine all'illegittimo comportamento dell'attuale direttore generale dell'Agenzia Laore riconducibile a un abituale e costante modus operandi pervicacemente posto in essere in violazione di fondamentali e costituzionali diritti sindacali;
3) su chi graverà l'onere di procedere al pagamento delle spese legali derivanti dalla inutile e temeraria difesa di atti palesemente illegittimi e lesivi dei diritti dei lavoratori.

Cagliari, 25 marzo 2016