CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 702/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CHERCHI Oscar - LOCCI - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ricorrere alla procedura di stabilizzazione prevista dalla legge n. 125 del 2013, prorogate dalla 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), per il superamento del precariato nella pubblica amministrazione in Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che l'articolo 4, commi 6, 7, 8 e 9, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, prevede la possibilità di procedere, al ricorrere di specifiche condizioni e nel rispetto di precisi vincoli, all'attivazione di procedure finalizzate alla riduzione delle posizioni lavorative a termine nella pubblica amministrazione attraverso l'assunzione a tempo indeterminato delle professionalità impiegate con contratti a termine;

premesso, altresì, che il comma 529 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), al ricorrere di determinate condizioni, prevede la possibilità per le regioni di procedere, con risorse proprie, alla stabilizzazione a domanda dei lavoratori con i quali sono in corso rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato;

rilevato che il legislatore, negli ultimi anni, ha definito un importante numero di provvedimenti legislativi atti a favorire la riduzione del precariato nella pubblica amministrazione al fine di acquisire definitivamente le professionalità maturate nel tempo e non disperdere l'incommensurabile patrimonio di esperienze e formazione accumulate dai lavoratori a termine della pubblica amministrazione;

rilevato, altresì, che tale tendenza è stata confermata con la legge n. 190 del 2014, la quale, al comma 426, prevede la proroga fino al 31 dicembre 2018 del termine per accedere alle procedure di stabilizzazione del personale a tempo determinato della pubblica amministrazione previste dall'articolo 4, commi 6, 7, 8 e 9 del decreto legge n. 101 del 2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 125 del 2013;

considerata la necessità e l'opportunità di ricorrere anche in Sardegna alle agevolazioni previste dalle suddette norme, al fine di procedere alla stabilizzazione del personale precario che direttamente o indirettamente risulta essere attualmente in forza all'ente regionale;

considerato, altresì, che i benefici previsti eserciterebbero una indiscussa funzione sociale all'interno di un quadro regionale negativamente caratterizzato da alti livelli di disoccupazione e di precarietà che impediscono di progettare e pianificare decisioni fondamentali nella vita dei lavoratori e delle loro famiglie;

dato atto che analoghe valutazioni sono state recentemente formulate anche dalle Commissioni consiliari I e II che, lo scorso 14 ottobre, hanno approvato all'unanimità e a seduta congiunta la risoluzione n. 14 con al quale s'impegnano il Presidente della Regione, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale a effettuare una ricognizione delle posizioni di precariato a oggi presenti nell'amministrazione regionale, negli enti e nelle agenzie, nelle società partecipate, nelle province, nelle aziende sanitarie e in altri settori i cui costi del personale ricadono direttamente o indirettamente sulla Regione, al fine di quantificare le risorse che necessitano alla stabilizzazione dei precari con ricorso alle procedure previste dalle suddette norme;

tenuto conto che a oggi l'Amministrazione regionale non si è espressa in ordine alla questione sollevata, né ha preso posizione circa la volontà di accedere alle procedure previste dalle leggi n. 125 del 2013 e n. 147 del 2013, nonché di attivare le procedure di stabilizzazione dei precari sardi anche nella Regione, così come risulta stiano facendo la maggior parte delle altre regioni,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano gli intendimenti dell'Amministrazione regionale in ordine alla possibilità prevista dalle leggi n. 125 del 2013 e n. 147 del 2013 di procedere, al ricorrere di specifiche condizioni, alla stabilizzazione dei precari che a vario titolo intrattengono rapporti di lavoro subordinati a tempo determinato con enti che direttamente o indirettamente sono ricollegabili alla Regione, così come anche richiesto all'unanimità con risoluzione n. 14 del 14 ottobre 2015 dalle Commissioni I e II in seduta congiunta;
2) tempi e modalità di espletamento delle procedure e numero di lavoratori coinvolti, nell'augurata ipotesi che anche la Regione decida di accedere alle procedure di stabilizzazione previste, posto che i termini per accedervi sono stati prorogati al 31 dicembre 2018.

Cagliari, 25 marzo 2016