CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 711/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nel pagamento, da parte delle ASL, dei rimborsi ai negozi specializzati nella vendita di prodotti per celiaci.

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I sottoscritti,

premesso che, sulla scorta di una convenzione tra negozi specializzati nella commercializzazione di prodotti senza glutine e la Regione, il trattamento delle patologie celiache è posto a carico del Servizio sanitario regionale attraverso l'erogazione di "buoni" utilizzati dai clienti affetti da celiachia per l'acquisto di cibi al cui rimborso provvedono successivamente le ASL, dietro presentazione di fattura da parte dei punti vendita specializzati;

premesso, altresì, che sono noti i frequenti e prolungati ritardi con i quali le ASL della Sardegna provvedono ai rimborsi dei costi sostenuti per l'approvvigionamento del magazzino dai negozi specializzati nella vendita di prodotti per celiaci;

considerato che tali ripetuti ritardi hanno a oggi determinato la cessazione di un gran numero di attività che da 35 sono passate a 22 e per le quali le prospettive di breve periodo sono tutt'altro che incoraggianti;

considerato, altresì, che le drammatiche condizioni in cui versano le imprese specializzate che offrono prodotti senza glutine non dipendono dalla carenza di ricavi, bensì dalla impossibilità di riscuotere i relativi crediti accumulati che in taluni casi hanno raggiunto cifre incompatibili con la normale prosecuzione dell'attività d'impresa;

rilevato che esistono termini tassativi entro i quali la pubblica amministrazione, di cui le ASL fanno parte, deve procedere al pagamento dei debiti verso terzi e che, invece, il mancato e sistematico ritardo delle ASL della Sardegna sta determinando il fallimento di imprese che, a fronte di ingenti crediti esigibili scaduti, hanno anticipato importanti risorse di bilancio per finanziare l'approvvigionamento dei propri magazzini e il pagamento delle imposte su ricavi che non hanno ancora generato flussi di cassa in entrata;

sottolineato che, da una parte la convenzione con le ASL impone agli esercenti l'obbligo di disporre costantemente di un magazzino fornito ed assortito pena la revoca dell'atto convenzionale, dall'altra le stesse ASL non pagano nei tempi previsti dalla legge i debiti scaduti, costringendo le imprese ad avvalersi di costose fonti di finanziamento esterne e a ricorrere all'indebitamento;

sottolineato, altresì, che tale meccanismo perverso sta letteralmente strozzando le imprese del settore e scoraggiando l'intrapresa di nuove iniziative imprenditoriali analoghe;

rilevato che gran parte delle imprese specializzate è composta da giovani i quali, per formazione e sensibilità, hanno in passato effettuato la scelta di operare in un settore nuovo particolarmente delicato, dedicato al trattamento di nuove patologie legate alle intolleranze alimentari che mai come oggi meritano di essere gestite con serietà e competenza, a causa della loro crescente diffusione e del negativo impatto sociale che potrebbero avere se ignorate;

ritenuto, altresì, che sia necessario un immediato e tempestivo intervento che impedisca la chiusura anche delle attività che, a stento, sono riuscite fino a oggi a rimanere in attività,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano i motivi che impediscono alle ASL di rispettare i termini tassativamente previsti dalla legge, entro i quali procedere al pagamento dei debiti relativi alle forniture per l'acquisto di prodotti destinati a coloro che sono affetti da patologie celiache, con oneri a carico del Servizio sanitario regionale, sulla scorta di un atto convenzionale che attraverso il meccanismo del "buono" prevede l'anticipo dei prodotti da parte del rivenditore con successivo rimborso delle ASL;
2) quali siano le misure che l'Amministrazione regionale intende adottare al fine di porre immediatamente rimedio ai gravi ritardi accumulati dalle ASL della Sardegna, scongiurando la chiusura di altre imprese del settore e al fine di impedire che il problema si verifichi in futuro con le stesse drammatiche conseguenze di oggi.

Cagliari, 4 aprile 2016