CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 715/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in relazione al regolamento concernente i criteri e le modalità d'uso da parte di terzi delle infrastrutture e delle opere appartenenti al Sistema idrico multisettoriale della Regione autonoma della Sardegna.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- con deliberazione dell'amministratore unico n. 5 del 4 febbraio 2016, è stato approvato il Regolamento che norma l'uso, da parte di terzi, delle infrastrutture e delle opere gestite dall'Ente acque della Sardegna (ENAS), per conto della Regione autonoma della Sardegna;
- questo documento ha il fine di disciplinare i procedimenti per l'istruttoria volta al rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni dei titoli d'uso relativi alle aree demaniali e relative pertinenze in capo all'Ente acque della Sardegna;

sottolineato che, tra le finalità e gli obiettivi della deliberazione, vi è il raggiungimento della semplificazione, dell'efficacia, dell'imparzialità, della pubblicità e della trasparenza amministrativa, nelle more della legge n. 241 del 1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritti di accesso ai documenti);

osservato che all'articolo 2 della deliberazione intitolato "Titoli d'uso e competenza", vengono individuate le figure e le attività che si possono svolgere nelle aree e relative pertinenze demaniali afferenti il SIMR, quali attività didattiche, sportive, religiose, turistico-ricreative, con l'obiettivo di rendere fruibili le aree di competenza del demanio, previa presentazione della domanda inoltrata all'ENAS, la quale provvederà ad istruire le richieste esclusivamente ai fini della compatibilità, sotto il profilo tecnico, con la propria attività di gestione e conseguentemente trasferirà l'adozione del provvedimento concessorio ad altro assessorato competente;

preso atto che:
- all'articolo 3 "Modalità di presentazione della domanda", è illustrato l'iter a cui una figura terza, sia questa persona fisica, giuridica, ente, associazione o società, deve adempiere per ottenere l'autorizzazione a svolgere alcune attività all'interno delle aree individuate; è richiesto:
a) istanza in bollo;
b) copia del documento d'identità del richiedente;
c) dati identificativi ed anagrafici del richiedente (inclusa PEC);
d) denominazione e relazione descrittiva dell'attività che si intende svolgere;
e) orario di inizio e fine e orari per la preparazione alla manifestazione;
f) numero di partecipanti previsto (incluso pubblico);
g) nominativo e copia del documento del responsabile della manifestazione;
h) nominativo e copia del documento del responsabile del primo soccorso;
i) descrizione delle misure di soccorso previste;
j) individuazione dell'opera ENAS;
k) corografia in scala 1:25.000 (IGM) e planimetria in 1:10.000 (CTR), con precise indicazioni toponomastiche, planimetrie catastali, rilievi aerofotogrammetrici;
l) eventuali documenti attestanti precedenti provvedimenti autorizzativi/pareri rilasciati da ENAS;
m) per la pesca sportiva dovrà essere prodotta la licenza di pesca sportiva in acque interne;
n) copia dei contratti delle coperture assicurative;
o) indicazioni sulle eventuali modalità di approvvigionamento idrico e gestione delle acque reflue;
p) impegno alla sottoscrizione di adeguata polizza assicurativa in base all'attività per cui si fa domanda;
- pare evidente che la quantità di documenti richiesta non è affatto in linea con gli obiettivi di semplificazione, efficacia ed imparzialità, sanciti dall'articolo 1, data la complessità dei documenti, che di fatto rappresentano una barriera alla presentazione della domanda, discriminando in modo evidente le persone fisiche, le associazioni e tutte le federazioni sportive regionali specifiche di sport d'acqua quali canoa, canottaggio, sci nautico e wakeboard, triathlon, pesca sportiva, nuoto, vela e motonautica, aeroclub, nonché le associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle precedentemente elencate federazioni riconosciute dal CONI, ed iscritte al Registro delle associazioni sportive dilettantistiche regionali, che intendono fruire del bene lacustre o delle infrastrutture che siano anche escluse dallo specchio d'acqua, a danno diretto delle attività sportive, religiose, didattiche e turistico-ricreative, individuate dall'articolo 2;

visto che la stesura del regolamento in oggetto è stata suggerita dalle federazioni e\o associazioni sopra menzionate, ma che la pubblicazione è avvenuta senza il loro diretto coinvolgimento, venendo informati solo in data 8 marzo 2016 della sua pubblicazione, causando inevitabilmente vizi di efficacia, applicabilità, imparzialità, pubblicità, trasparenza, buon senso dell'azione amministrativa posta in essere da ENAS;

rammentato che le federazioni sportive stipulano preventivamente contratti con le compagnie assicurative per atleti, eventi e campionati; predispongono per propri regolamenti mezzi, uomini e modalità di primo soccorso con tempi consolidati da decenni di attività e non conformi alle tempistiche stabilite dall'articolo 3 del regolamento promosso da ENAS;

valutato che all'articolo 6 "Spese istruttorie, oneri di sopralluogo e/o di vigilanza", vengono definite tutte le azioni e le spese a carico di chi intende fruire dei beni gestiti da ENAS, burocratizzando, rallentando e complicando ulteriormente l'iter per il rilascio delle autorizzazioni, violando il principio di semplificazione amministrativa, di efficacia e di imparzialità;

ricordato inoltre che:
- il Comune di Tratalias, grazie ai fondi dell'ex provincia e inseriti nel Piano Sulcis, ha già realizzato per il progetto "Idroscalo del Sulcis", un piazzale per l'alaggio degli idrovolanti all'interno del bacino di Monte Pranu;
- attualmente il progetto non può decollare a causa della mancanza da parte della Regione, per mezzo di ENAS, della concessione dell'area demaniale in oggetto (richiesta del 19 giugno 2015 prot. n. 2469) al fine di individuare il soggetto gestore e completare gli ultimi interventi come la messa in opera del pontile galleggiante, fondamentale per permettere l'attracco degli idrovolanti in transito provenienti da altre parti d'Italia o della Sardegna, che possono dare un valido contributo all'incremento turistico delle zone interne, grazie alla valorizzazione delle acque interne e dei territori circostanti;

annotato che l'investimento complessivo per la realizzazione dell'idroscalo, composto dal piazzale di alaggio ed il pontile galleggiante, è di euro 100.000 da realizzarsi nel triennio 2012/2015; ad oggi la struttura, parzialmente completata, non può entrare in funzione a causa della mancata autorizzazione da parte della Regione;

constatato che in altre regioni d'Italia ed in altri stati europei situati all'interno del continente, i bacini di acqua dolce fungono da veri poli attrattori per tutte le attività ludiche, sportive e ricreative, sapendo cogliere le enormi opportunità che queste risorse naturali possono offrire pur mantenendo elevati gli standard ambientali;

appurato che la Sardegna, anche per quanto concerne le acque interne, gode di un vero e proprio primato per la qualità ambientale e per la ricchezza di specie animali e vegetali che popolano i bacini e le aree limitrofe e questi ambienti; grazie alla determinazione dell'amministratore unico di ENAS, queste non possono essere fruite, servite, promosse e valorizzate, per il perseguimento degli obiettivi sanciti dal principio dello sviluppo sostenibile, per le richieste provenienti dal mondo delle associazioni e delle federazioni sportive, per tutte le attività economiche che potrebbero nascere come indotto;

rimarcato che tutte le attività sopra citate svolgerebbero nei siti le attività di vigilanza, sopralluogo, presidio e tutela dei bacini stessi, offrendo di fatto ad ENAS la possibilità di sostenere minori costi per lo svolgimento delle funzioni di cui alla legge regionale n. 19 del 2006;

evidenziato quindi che, con il regolamento in essere, viene di fatto vietata ogni possibilità di promozione sportiva, turistica, ricreativa, religiosa, didattica, imprenditoriale, ambientale, con gravi impedimenti alla persecuzione del principio dello sviluppo sostenibile ed all'incremento delle opportunità turistico-lavorative, che potrebbero trovare luogo presso le aree sottoposte alla potestà di ENAS e tutti i comuni della Sardegna interni, situati in prossimità dei grandi bacini idrici e attualmente soggetti allo spopolamento, causato dalla grave mancanza di possibilità di crescita,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale dei trasporti per chiedere:
1) la sospensione immediata del suddetto regolamento;
2) un incontro urgente con tutte le federazioni regionali e\o associazioni atto al miglioramento e modifica e conseguente soluzione di problematiche rilevate nel suddetto regolamento nel rispetto di tutte la parti coinvolte;
3) quali urgenti iniziative intendano assumere per ottenere l'autorizzazione da parte dell'Ente acque della Sardegna circa il pontile galleggiante nel lago di Monte Pranu a Tratalias;
4) se non appaia opportuna un'azione rapida da parte della Regione per impedire che si verifichi un ulteriore inutile blocco delle opportunità per la Sardegna intera;
5) se non sembri necessario dare avvio a tutte le iniziative spontanee che intendono favorire il turismo integrato sostenibile in aree interne della nostra Regione.

Cagliari, 7 aprile 2016