CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 726/A

INTERROGAZIONE ZEDDA Alessandra - LOCCI - OPPI, con richiesta di risposta scritta, sull'incompatibilità che grava sulla presidenza dell'AIFA.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'Agenzia italiana per il farmaco (AIFA), istituita con l'articolo 48 del decreto legge 30 settembre 2013, n. 269, convertito in legge con legge 24 novembre 2003, n. 236, è soggetta all'indirizzo del Ministero della salute, nonché alla vigilanza del Ministero della salute e del Ministro dell'economia e delle finanze;
- l'AIFA ha funzioni di alta consulenza tecnica al Governo e alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome in materia di politiche per il farmaco;
- il presidente (articolo 7) convoca e presiede il consiglio di amministrazione e cura i rapporti con gli istituti di ricerca pubblica e privati, le società scientifiche, le associazioni industriali e le associazioni dei consumatori e dei pazienti e con le organizzazioni internazionali;
- il presidente e i consiglieri (articolo 9) non possono svolgere attività che possano entrare in conflitto con i compiti e gli interessi dell'agenzia o cagionare nocumento all'immagine della stessa, ovvero comprometterne il normale funzionamento o l'imparzialità;
- espressamente, all'articolo 7 del codice di comportamento, si prevede che gli organi di vertice siano tenuti a mantenere una posizione di autonomia e, in particolare, è fatto divieto di svolgere attività o perseguire finalità e interessi in contrasto con i doveri di imparzialità e correttezza che uniformano l'attività dell'AIFA;
- l'attuale presidente dell'AIFA è un consigliere regionale in costanza di mandato elettivo in seno al Consiglio regionale della Lombardia e persistono evidenti e oggettive condizioni di inconferibilità o incompatibilità essendo la inconferibilità o incompatibilità acclarata tra organi di indirizzo politico e i doveri di imparzialità che uniformano l'imparzialità dell'AIFA;

considerato che:
- da quanto premesso si evince l'ineludibile rapporto tra l'AIFA e le regioni;
- non possono non considerarsi come rilevanti, almeno potenzialmente, lo status di consigliere regionale e le connesse competenze legislative e amministrative che da questo status conseguono, attese anche alcune delle funzioni istituzionalmente attribuite ad AIFA quali le funzioni in materia di monitoraggio, sempre in collaborazione con regioni e province autonome, del consumo e spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera a carico del Servizio sanitario nazionale e le funzioni connesse al sistema nazionale di farmacovigilanza, utilizzato per raccogliere informazioni sui rischi dei medicinali in relazione alla salute dei pazienti o alla salute pubblica, che prevedono, tra l'altro, come le regioni, singolarmente o di intesa tra loro, collaborano con AIFA nell'attività di farmacovigilanza attiva che sono oggetto di convenzione tra AIFA e le regioni;
- ciò vale ancor più in riferimento al richiamato articolo 7 del codice di comportamento e cioè al divieto di svolgere attività in contrasto con i doveri di imparzialità; in effetti certamente la "politicità" propria di componenti di organi di indirizzo politico, quali sono i consiglieri regionali, è in palese contrasto con "l'imparzialità" richiesta dalla norma;

preso atto che:
- il decreto legislativo n. 39 dell'8 aprile 2013 disciplina i casi di inconferibilità e incompatibilità di incarichi amministrativi a componenti di organi politici di livello nazionale, regionale e locale; tale decreto, peraltro, è apparso non del tutto esauriente, anche alla luce dei numerosi scandali che hanno coinvolto le forze politiche del nostro Paese e che hanno così negativamente influenzato la pubblica opinione;
- l'Autorità anticorruzione (ANAC), soggetto individuato dalla legge quale organo preposto alla vigilanza sulla corretta applicazione della disciplina in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella Pubblica amministrazione, con l'atto di segnalazione n. 4 del 10 giugno 2015, ha sentito, quindi, il bisogno di sottoporre al Governo e al Parlamento significative "proposte di modifica, correzione e integrazione della normativa vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi", quella appunto disciplinata dal decreto legislativo n. 39 del 2013;
- l'ANAC, "considerata la competenza piena dell'Autorità in materia di misure di prevenzione della corruzione e ritenuto che la disciplina organica in materia di inconferibilità e incompatibilità dei funzionari pubblici costituisce, per il nostro Paese, impegno assunto in modo vincolante con l'adesione alle convenzioni civile e penale del Consiglio d'Europa, ratificato con la legge 20 giugno 2012 n. 110," ha deliberato alcune proposte di modifica riguardo alla disciplina di cui al decreto legislativo n. 39 del 2013;
- in particolare, l'ANAC ha stabilito che:
1) così come la provenienza da un incarico di organi di indirizzo politico può compromettere l'aspettativa di imparzialità del funzionario dirigente amministrativo, anche la destinazione, cioè il conferimento di incarichi agli organi di indirizzo politico, può compromettere tale aspettativa;
2) laddove l'inconferibilità è stabilita per coloro che abbiano ricoperto in un periodo dato, precedente all'incarico, una determinata posizione, essa vale, a maggior ragione, se la posizione è attualmente ricoperta;
3) qualora l'ordinamento ritenga alcuni incarichi come conferibili, perché non considera alcuna ipotesi di provenienza come tali da impedirne il conferimento, ma vi sia pur sempre il conflitto di interessi che ne compromette l'imparzialità, l'incarico è conferibile, ma il nominato deve scegliere tra i due incarichi incompatibili;
4) non si può non vedere che, al di là dei motivi di opportunità soprarichiamati, anche la nota dell'Autorità anticorruzione ben si adatti alla fattispecie;

ritenuto che appare, quindi, veramente singolare sostenere l'opportunità che un consigliere regionale, appartenente a un ben identificato partito politico e, quindi, per antonomasia di parte, possa addirittura presiedere un'associazione che ha, tra i vari compiti, quello di interagire anche a livello regionale e quindi, per le connesse competenze legislative e amministrative, con i consiglieri regionali stessi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se sia a conoscenza della attuale, evidente, inconferibilità o incompatibilità che grava sulla presidenza dell'AIFA, essendo il presidente un consigliere regionale in costanza di mandato elettivo in seno al Consiglio regionale della Lombardia;
2) se ritenga che siano difendibili, all'interno della Conferenza Stato-Regioni, le evidenti e oggettive condizioni di inconferibilità o incompatibilità, essendo l'inconferibilità o incompatibilità acclarata tra organi di indirizzo politico e i doveri di imparzialità che uniformano l'imparzialità dell'AIFA.

Cagliari, 19 aprile 2016