CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 727/A

INTERROGAZIONE SABATINI - COMANDINI - DERIU - LOTTO - PISCEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di crisi della Vitrociset Spa.

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I sottoscritti,

premesso che:
- nei giorni scorsi la Vitrociset Spa ha annunciato un piano di ridimensionamento quantificando in almeno cento unità lavorative gli esuberi strutturali presenti in azienda; tali esuberi sarebbero distribuiti nelle varie sedi operative in cui la società opera, ovvero Roma e Capo San Lorenzo presso il Poligono interforze del Salto di Quirra (PISQ);
- la Vitrociset, uno dei maggiori gruppi privati italiani, per dimensione e know-how, a operare nell'alta tecnologia informatica ed elettronica e nella logistica integrata, opera presso il PISQ sin dalla sua fondazione, inizialmente come partecipante alla progettazione dello stesso poligono e, successivamente, in qualità di azienda installatrice, fornitrice di prodotti tecnici evoluti e servizi di manutenzione, conduzione e supporto operativo in ottica Global service;
- la Vitrociset è presente nel PISQ con circa 150 lavoratori, tutti con un alto profilo professionale e relative infrastrutture dedicate; la sua attività è prevalentemente di "service" e si occupa di meccanica, manutenzione, riparazione e conduzione di apparati elettrici ed elettronici, creazione e gestione di software per sistemi complessi come radar, sistemi ottici di ripresa e sistemi di acquisizione e visualizzazione;
- la Vitrociset, può essere considerata oggi la maggiore realtà nazionale ed una delle più significative a livello europeo nel settore dei servizi ad alta tecnologia; a luglio del 2012 si è aggiudicata la gara relativa all'ammodernamento e al potenziamento del Poligono militare MOD in Turchia, questo grazie all'esperienza, alla professionalità e alle capacità dei suoi tecnici/ingegneri acquisite in molti anni di attività svolte soprattutto presso lo stabilimento di Capo San Lorenzo, nell'ambito del supporto logistico e dell'ammodernamento tecnologico del Poligono interforze del Salto di Quirra;

appreso che le organizzazioni sindacali, come riporta un documento della FIOM, hanno chiesto l'apertura di un tavolo di crisi presso il Ministero dello sviluppo economico per capire le reali intenzioni dell'azienda che, operando anche in settori strategici per il paese (sistema difesa in particolare), potrebbe rappresentare una criticità non solo dal punto di vista occupazionale;

considerato che la crisi annunciata dall'azienda potrebbe avere gravissime ripercussioni in uno dei territori regionali più duramente colpito dal dramma occupazionale e senza altre concrete prospettive di lavoro, e che la presenza delle strutture del PISQ e della Vitrociset nel territorio dell'Ogliastra e del Sarrabus costituisce una favorevole opportunità per creare importanti occasioni di sviluppo che si stanno invece concretizzando in altre regioni;

rilevato che:
- il documento della FIOM sopra richiamato sottolinea che "Investimenti per 200 milioni di euro di Ge Avio per favorire lo sviluppo di nuove piattaforme tecnologiche nel settore dell'aviazione civile in Piemonte, Puglia e Campania. È questo l'obiettivo del Protocollo d'intesa siglato nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo economico, dal presidente della Regione Piemonte, dall'assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, dall'assessore alle Attività produttive della Regione Campania e dal presidente di Avio Aero Riccardo Procacci. Ge Avio è un'azienda che rappresenta un'eccellenza nell'industria aeronautica, da sempre un settore che ha un impatto elevato anche per l'economia civile. L'industria aerospaziale, grazie a un tasso di investimento in ricerca e sviluppo che arriva al 15% del fatturato, continua a svolgere un ruolo propulsivo sull'economia";
- gli interventi che formeranno oggetto delle domande di agevolazione prevedono investimenti per 200 milioni di euro, con i seguenti costi e dislocazioni territoriali: 40 milioni di euro presso i siti in Piemonte in attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale; 50 milioni di euro presso i siti in Puglia in attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale; 10 milioni di euro presso i siti in Campania in attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;

ritenuto che questi investimenti nei settori della ricerca e dell'aviazione civile avrebbero potuto trovare allocazione anche nell'ambito del PISQ per la presenza delle infrastrutture capaci di ospitarli e per la presenza delle competenze, in primis la Vitrociset, che si sono formate nel tempo;

valutato che:
- il pregiudizio ideologico sulla presenza dei militari ha impedito di negoziare al meglio con lo Stato su condizioni, costi, indennizzi e compensi, e di trasformare in opportunità di sviluppo una presenza ingombrante e limitativa di altre opportunità di valorizzazione del territorio;
- un irenismo velleitario impedisce di verificare e valorizzare, in un sano rapporto contrattuale, la disponibilità dal Ministro della difesa che, in occasione della conferenza sulle servitù militari svoltasi a Roma il 18 e 19 giugno 2014, sul tema dei poligoni affermò che si deve ricercare una "sinergia con il territorio e ciò che il territorio deve riavere per crescere in termini socio-economici";
- la pluridecennale presenza, in Sardegna, di un sistema di poligoni militari destinati alla sperimentazione e addestramento "caratterizzi in senso specializzante il territorio regionale, creando una vocazione utile a costituire il nucleo fondante di un più articolato e significativo sistema territoriale di ricerca e sviluppo, sperimentazione e dimostrazione, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi connessi alle tecnologie aerospaziali e duali",

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali iniziative intenda intraprendere, con l'apporto delle istituzioni locali e dei sindacati, per avviare un confronto immediato con la Vitrociset e con i Ministri della difesa e dello sviluppo economico per scongiurare l'ennesima emorragia di posti di lavoro e creare anzi nuove occasioni di sviluppo in settori innovativi e d'eccellenza;
2) se non sia opportuno - verificati i nuovi orientamenti della difesa legati al ripensamento degli strumenti addestrativi, la disponibilità a ridimensionare gli spazi occupati e a bonificare e riqualificare il territorio - aprire un confronto con il Ministero della difesa perché i vincoli che permarranno siano riequilibrati con concrete opportunità di crescita legate alla ricerca, sperimentazione, dimostrazione e produzione di prodotti e servizi connessi alle tecnologie aerospaziali, creando quelle sinergie con il territorio richiamate dal Ministro della difesa in occasione della conferenza nazionale sulle servitù militari del giugno 2014.

Cagliari, 19 aprile 2016