CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 734/A

INTERROGAZIONE TEDDE - TOCCO - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione delle direttive contenute nell'atto d'indirizzo approvato dal Comitato di settore Regioni-Sanità per il rinnovo della convenzione con i medici di medicina generale e sulla necessità di mantenere il servizio di guardia medica notturna.

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I sottoscritti,

premesso che il Comitato di settore Regioni-Sanità, del quale fa parte anche il Governo, ha approvato il nuovo atto d'indirizzo per il rinnovo della convenzione con i medici di medicina generale la cui applicazione produrrà effetti dirompenti sull'utenza sanitaria e sul personale medico di base e di guardia medica;

premesso, altresì, che le direttive contenute nell'atto d'indirizzo recentemente approvato prevede che l'assistenza sanitaria ai cittadini sia garantita nei giorni feriali dal medico di base per 16 ore, dalle 8 alle 24, e che per il restante periodo di 8 ore che intercorre tra le 24 e le 8 sia assicurata dal 118; mentre il sabato e nei giorni festivi sia assicurata dal medico di base per 12 ore, dalle 8 alle 20, e per il restante periodo di 12 ore che intercorre tra le 20 e le 8, dal personale del 118;

rilevato che tale decisione priva i cittadini del servizio di assistenza primaria notturna fino a oggi svolto su tutto il territorio nazionale dalle guardie mediche, riducendo sostanzialmente l'assistenza sanitaria da 24 a 16 ore nei giorni feriali e a 12 ore il sabato e nei giorni festivi, con grave pregiudizio per gli utenti del servizio sanitario regionale sardo;

rilevato, altresì, che, secondo le direttive contenute nell'atto d'indirizzo che troverà immediata applicazione, la continuità delle cure sarà garantita dalle Aggregazioni territoriali funzionali (AFT), cioè da strutture che secondo il nuovo modello organizzativo avranno il compito di consentire ai cittadini di reperire un medico per tutto l'arco della giornata, nell'ipotesi in cui il proprio medico di fiducia non sia disponibile;

osservato che, secondo il nuovo modello organizzativo introdotto dall'atto d'indirizzo che riscrive il rapporto convenzionale con i medici generici, l'esclusivo rapporto di fiducia che lega il proprio medico di famiglia all'utente viene sostituito da un anonimo e meccanico rapporto tra il cittadino e un archivio dati che assegna un medico sconosciuto in tutti quei casi in cui il proprio medico di fiducia non sia disponibile per fine del turno giornaliero o a causa della saturazione del tempo giornalmente disponibile;

osservato, altresì, che, nell'ipotesi tutt'altro che remota in cui il sistema assegni al cittadino/utente un medico sconosciuto per indisponibilità del proprio medico di fiducia, l'approccio sanitario che sottende alla visita diagnostica e a un'eventuale diagnosi si baserà esclusivamente sulla disponibilità di una scheda elettronica contente il profilo sanitario dell'assistito, prescindendo dalla conoscenza diretta e personale e dalla fiducia, aspetto di fondamentale importanza che ha sempre caratterizzato il rapporto tra l'utente e il proprio medico di base chiamato anche, per queste ragioni, medico di famiglia;

considerato, inoltre, che l'introduzione del nuovo modello comporterà la perdita di numerose occasioni di lavoro per migliaia di guardie mediche che, fino a oggi, hanno garantito il servizio di assistenza sanitaria primaria notturna su tutto il territorio nazionale, accrescendo gli effetti negativi che l'applicazione delle direttive contenute nel nuovo atto d'indirizzo produrranno sul livello di soddisfazione degli utenti del servizio sanitario nazionale e regionale con gravi conseguenze sul piano occupazionale;

evidenziato che il ricorso al 118 comporta che tale servizio, tradizionalmente destinato a interventi di emergenza, potrà essere attivato dal cittadino per qualsiasi problema sanitario anche di banale risoluzione sottraendone, pertanto, la disponibilità in situazioni di effettiva gravità nelle quali vi è in gioco la salvaguardia della vita stessa dell'assistito;

evidenziato, altresì, che l'atto d'indirizzo delega alle regioni la fissazione del rapporto ottimale numero di medici/abitanti le quali saranno portate a determinarlo non in funzione di criteri che garantiscano un'assistenza omogenea, bensì sulla scorta di mere esigenze di bilancio, stante le difficoltà, cui anche la regione Sardegna non è estranea, che gli enti regionali debbono fronteggiare in materia di spesa sanitaria sistematicamente soggetta a sensibili tagli;

sottolineato che, pertanto, per ragioni di bilancio, si assisterà all'aumento del numero di assistiti per medico con minore qualità delle prestazioni per i cittadini;

sottolineato, altresì, che in Sardegna a causa della vastità della sua estensione territoriale (terza regione in Italia) che si accompagna alla bassissima densità di popolazione (terz'ultima regione in Italia), della particolare conformazione del territorio e della insufficienza delle infrastrutture stradali che determinano una bassa connettività e elevati tempi di percorrenza, i negativi effetti dell'applicazione delle direttive contenute nell'atto d'indirizzo saranno inevitabilmente destinate ad avere un impatto ancor più negativo rispetto ad altri territori regionali;

ritenuto che, per tali ragioni, sia necessario che la Regione eserciti la facoltà prevista dall'atto d'indirizzo di mantenere il servizio di guardia medica notturna previa consultazione con i sindacati di categoria,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione al fine di conoscere:
1) quale sia la posizione dell'Amministrazione regionale in ordine alle direttive contenute nell'atto d'indirizzo approvato dal Comitato di settore Regioni-Sanità, di cui il Governo fa parte, per il rinnovo della convenzione con i medici di medicina generale, che prevede che l'assistenza sanitaria ai cittadini sia garantita nei giorni feriali dal medico di base per 16 ore, dalle 8 alle 24, e che per il restante periodo di 8 ore che intercorre tra le 24 e le 8 sia assicurata dal 118; mentre il sabato e nei giorni festivi sia assicurata dal medico di base per 12 ore, dalle 8 alle 20 e, per il restante periodo di 12 ore che intercorre tra le 20 e le 8, dal personale del 118;
2) quali siano le azioni che la Giunta regionale intende intraprendere in relazione alle negative conseguenze sulla qualità del servizio di assistenza sanitaria agli utenti sardi e sull'occupazione per un gran numero di guardie mediche conseguenti alla soppressione del servizio di assistenza primaria notturna e alla riduzione;
3) se sia intendimento della Giunta regionale avvalersi della facoltà prevista dall'atto d'indirizzo di mantenere, previa consultazione con i sindacati di categoria, il servizio di guardia medica notturna, in considerazione della vastità della sua estensione territoriale che si accompagna alla bassissima densità di popolazione, della particolare conformazione del territorio e dell'insufficienza delle infrastrutture stradali che determinano una bassa connettività ed elevati tempi di percorrenza e connotano in modo inequivocabilmente negativo il territorio regionale sardo.

Cagliari, 3 maggio 2016